Ieo, impiantate 621 protesi pip. Pazienti già contattate nel 2010

Sono in tutto 621 le protesi della ditta francese Pip (Poly Implant Prothese) impiantate dall'Ieo (Istituto europeo di oncologia) di Milano in 3 anni. L'Irccs ha smesso di usarle nel 2006. E le donne a cui sono state impiantate, precisa l'Istituto, "sono state già ricontattate nel 2010". La procedura seguita dal centro è spiegata in una nota diffusa sul sito dell'Ieo. Le pazienti con protesi Pip sono state "invitate a recarsi presso lo Ieo per effettuare gratuitamente una ecografia mammaria e una visita con il chirurgo plastico". "L'Ieo - si legge nel messaggio - come altri centri di eccellenza nel mondo ha impiantato per un certo periodo di tempo le protesi Pip per raggiungere risultati estetici migliori in pazienti con una determinata conformazione corporea. Nel maggio del 2010 il ministero della Salute ha diffuso delle raccomandazioni in merito a queste protesi, che lo Ieo ha integralmente recepito ed applicato". L'Irccs si rivolge alle proprie pazienti con l'obiettivo di rassicurarle, e spiega: "Se non siete state ancora contattate, significa che non vi è stata impiantata dallo Ieo una protesi Pip. L'Istituto è costantemente in contatto con il ministero della Salute italiano e provvederà a ricontattare le pazienti in caso di nuove raccomandazioni".
Ma l'allarme cresce, tanto che nel pomeriggio è stato fissato un incontro tra il ministro della Salute Renato Balduzzi e i rappresentanti delle Regioni allo scopo di fare il punto, regione per regione, sulla diffusione e l'utilizzo in Italia delle protesi sotto accusa.
La scelta di diffondere via web un messaggio rivolto alle pazienti risale al 21 dicembre ed è stata presa «in seguito alle notizie apparse sui media relativamente alle protesi mammarie prodotte dalla ditta francese Poly Implant Prothese (Pip)". L'Istituto europeo di oncologia, esordisce il comunicato, "desidera rassicurare le sue pazienti precisando che: non è attualmente dimostrato un legame causa-effetto fra le protesi Pip e l'insorgenza di tumori del seno. Su circa 10 milioni di protesi mammarie di diverse marche, impiantate nel mondo sia per motivi estetici che ricostruttivi dopo intervento oncologico, sono stati descritti unicamente rarissimi casi di linfoma che origina dalla capsula intorno alla protesi, sia in silicone che salina: 75 casi in tutto il mondo, che hanno provocato 4 decessi, in nessun modo correlabili a una specifica ditta produttrice". L'Ieo precisa inoltre che "tutte le protesi mammarie sono a rischio di rottura perchè con il tempo vanno incontro a un processo di usura. Per questo lo Ieo raccomanda a tutte le portatrici di protesi, il controllo annuale con ecografia mammaria e la visita specialistica con il chirurgo plastico. Le protesi Pip presentano comunque una frequenza di rottura più elevata".


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