Guido Podestà ad Affaritaliani.it: "Ecco come cambia l'assetto delle partecipate provinciali. Serravalle? La venderemo insieme al Comune"

di Fabio Massa
Il numero uno di Palazzo Isimbardi Guido Podestà, dopo l'intervista di Affaritaliani.it all'assessore regionale Cattaneo, interviene nel dibattito sulle infrastrutture e sulle grandi opere, e spiega: "Vogliamo un posto in più in Sea perché è giusto valorizzare le nostre quote. Esattamente come abbiamo fatto noi per il Comune quando si è trattato di Serravalle". Podestà rivela: "Nel corso del 2012 riorganizzeremo il conglomerato di società autostradali. Penso che sotto la Tem possa esserci Pedemontana, Brebemi, Serravalle, Tangenziale Esterna. Entro quest'anno penseremo di vendere le quote di Serravalle: la nostra volontà è di farlo insieme al Comune di Milano"
Presidente Podestà, Palazzo Isimbardi vuole un posto nel cda di Sa. Insomma, la Provincia vuole che il Comune gli renda il favore di Serravalle...
No. La Provincia vuole di non vedere deprezzata la sua partecipazione. Ricordiamoci che non è una partecipazione del presidente dell'amministrazione provinciale ma dei cittadini della provincia. Perché se ricaviamo 100 i cittadini hanno a disposizione 100, se ricaviamo 80 i cittadini hanno a disposizione 80. Quando diciamo che abbiamo il 15 per cento su un consiglio di amministrazione di 7, diciamo che anche la matematica è dalla nostra parte. Questo può valorizzare la nostra partecipazione. E' quello che qualche mese fa l'amministrazione di Milano ci ha chiesto su Serravalle: e noi abbiamo fatto la nostra parte.
Il Comune che cosa vi ha risposto?
Ci ha risposto che sarebbero disponibili a farlo con un patto parasociale. Noi crediamo non sia sufficiente perché vorrebbe dire che questo è un diritto che dura 5 anni. Per noi è giusto fare una variazione di statuto. Vedrò domani Tabacci: potrebbero chiederci una ipotesi di covendita per quanto riguarda le azioni Serravalle. Dico da subito che non sono contrario.
Nei fatti mi sembra di capire che quando vi è stato chiesto di valorizzare la loro quota in Serravalle, voi avete risposto sì senza condizioni. Non c'è lo stesso atteggiamento per Sea...
L'importante è che si arrivi al "sì". Non è lo stesso "sì" che abbiamo detto noi, ma io guardo alla sostanza del discorso. Noi stiamo lavorando per la città metropolitana, vogliamo avere un percorso insieme. Ci possono essere temi sui quali dissentiamo profondamente, come l'Area C, ma non credo che sia questo il caso: parliamo di valorizzare le quote che appartengono ai cittadini. Troviamo le corrette modalità. Noi avremmo potuto invocare il diritto di recesso: non abbiamo voluto farlo, malgrado alcuni pareri giuridici. Però si innesca un percorso di carte bollate non degno della politica.
A proposito delle opere Pedemontana, Tem, Brebemi, in un'intervista ad Affaritaliani.it l'assessore regionale Cattaneo parlava di un'urgenza nel ridefinire la compagine sociale...
E' facile da parte della Regione dire che dobbiamo mettere un capitale importante di questo importo. Ma non scordiamoci che quando sono partite queste infrastrutture si è presentato un piano industriale calato in un mondo finanziario completamente diverso. E' cambiato il tasso d'interesse, il valore dell'equity, il mercato, il costo del debito. E' cambiato tutto. Bisogna trovare gli investitori e dobbiamo procedere con dei bandi pubblici. E' chiaro che dovremo vendere parte di Serravalle: ma se l'avessimo fatto subito ci saremmo sovrapposti al bando del Comune. Che cosa sarebbe successo? Noi abbiamo il 53%, loro il 18%, è evidente che avremmo fatto boicottaggio.
Diamo una scadenza temporale a questi mutamenti societari.
Il 2012. C'è poi la necessità di razionalizzare questo conglomerato di società, e credo che Serravalle che è allo stesso momento una concessionaria e una holding, debba cambiare la propria natura.
Per diventare che cosa?
E' chiaro: una concessionaria. Ceda la funzione di holding ad altri. Per esempio sotto la Tem potrebbe esserci Pedemontana, Brebemi, Serravalle, Tangenziale Esterna. E un domani magari la Tangenziale Esterna Ovest. Bisognerebbe fare di questa realtà il terzo gruppo autostradale italiano, tutto concentrato intorno a Milano. Il nostro obiettivo non è mantenere una maggioranza assoluta. Non ne abbiamo neppure la possibilità. Vogliamo però avere garanzie con i patti parasociali perché non ci sia l'interruzione dei cantieri. Non ci devono essere forzature.
Quindi, nel 2012 la Provincia vende alcune partecipazioni...
Questo è l'anno in cui dobbiamo mettere nuovi capitali nelle nuove opere, molto più di quanto previsto. Ma in un momento in cui abbiamo maggiori capitali da mettere e delle voci di costo che crescono, è ovvio che la situazione si complica. Abbiamo sempre ipotizzato finanziamenti bridge del sistema bancario per arrivare a un finanziamento finale al progetto, ma adesso il sistema finanziario è in crisi.
Lei pensa di vendere le quote provinciali di Serravalle insieme alle quote comunali?
La covendita che ci viene richiesta da Palazzo Marino va in questa direzione. Si era addirittura parlato di fare una Newco dove confluissero tutte le partecipazioni pubbliche, poi i tempi del Comune di Milano non erano compatibili con questa soluzione. Ma voglio dire di più: per valorizzare le quote di Palazzo Marino abbiamo cambiato lo statuto di Serravalle e abbiamo evitato di andare a sovrapporci con il bando di Tabacci. Quindi mi sembra che il comportamento dell'amministrazione provinciale sia stato corretto.
Quindi venderete insieme?
Sì, penso di sì. Loro ce lo chiedono, noi abbiamo fatto rilevare che non abbiamo concettualmente un atteggiamento negativo. Ma si sa, i problemi vengono quando le cose si mettono nero su bianco. Vedremo i fatti.


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