Milano/ Hitman rinasce dal fallimento. Grazie a Penati e al gruppo ATS
| IL PIANO DI RILANCIO IL PROFILO DI ATS GROUP. SCARICALO |
![]() Bruno Casati |
di Fabio Massa
C'era un tempo nel quale la Hitman vestiva mezza Milano. Erano gli anni Sessanta e Settanta. Un tempo nel quale chi aveva più soldi si rivolgeva direttamente al sarto. Gli altri, invece, cercavano abiti di alta qualità, ma a minor prezzo. E la Hitman, fondata per volere di Nino Cerruti nel 1957, faceva proprio questo. Tanto da diventare in breve tempo un laboratorio di moda e tendenza. Fino al 1970 è Armani a guidarne la ricerca artistica. Gli anni passano, successo dopo successo. Poi, con il nuovo millennio, il tracollo. Nel 2005 la Hitman fallisce, centinaia di persone finiscono in mezzo alla strada, il marchio Cerruti viene ceduto. Insomma, un disastro. Ma è proprio da un disastro che - oggi - nasce un miracolo. Per merito di ATS Group, la società che ha rilevato la Hitman, e delle istituzioni provinciali (Filippo Penati e Bruno Casati, assessore al lavoro di Rifondazione). Palazzo Isimbardi infatti "chiama" la ATS nel 2007. E la ATS risponde.
Affari ha intervistato in esclusiva l'amministratore unico della Hitman Andrea Grispo, che è anche il direttore finanziario della controllante ATS. Che rivela: "Questa crisi ci obbliga a stare attenti. Ma non abbiamo paura" 
Dottor Grispo, state facendo rinascere un marchio storico come Hitman. Ma non avete un po' di paura, con questi venti di crisi?
No, non parlerei proprio di paura. Per almeno due buoni motivi. Il primo è che il nostro modello è quello di andare a prendere aziende in crisi per riqualificarle, rilanciarle, riattivarne la produttività. Quindi, siamo abituati a ragionare in termini di difficoltà. La crisi globale ci obbligherà a stare attenti, ma abbiamo calcolato bene i tempi. Noi torneremo a puntare sulla distribuzione tra un anno e mezzo. Anzi, può darsi pure che la crisi ci possa dare degli spunti particolari...
Ottimismo, quindi. Nel vostro passato il successo è una costante...
Diciamo che nella nostra esperienza abbiamo già effettuato vari interventi di questo tipo. Su Roma abbiamo effettuato l'operazione Santa Palomba, con l'ex stabilimento IBM. Aveva un valore di 50 milioni di euro, 100mila metri quadrati. Abbiamo subito ripreso 300 dipendenti dalla cassa integrazione. Oggi ci lavorano in mille.
Qual è il segreto?
Il segreto è una buona visione di management, conoscenza della vocazione territoriale, capacità di coinvolgere altri partner industriali. E poi ci vuole un know how profondo e l'umiltà.
Umiltà?
Sì, umiltà. Perché dobbiamo essere consapevoli della nostra forza per rilanciare un'azienda, ma dobbiamo anche cercare aiuto in quei settori che per noi sono inesplorati. Faccio un esempio sulla Hitman: per dominare al meglio i settori chiave dell'azienda abbiamo chiesto l'aiuto a quelli che in questa azienda ci hanno lavorato per 20 anni e ne conoscono tutti i segreti.
Ha parlato anche di riassumere i lavoratori. Siete consci che il fallimento della Hitman è stata una ferita terribile per il territorio del sud Milano.
Sì, lo sappiamo bene. E posso dire che siamo partiti subito forte. Da luglio abbiamo riassunto 80 persone, con l'acquisizione del ramo d'azienda. Oggi già 10 persone sono attive nell'outlet, quindi non sono in cassa integrazione. Nel primo semestre del 2009 prevediamo di assumere altre 20 persone per la linea produttiva. Siamo in anticipo di otto mesi sul piano iniziale. Ma non è finita. Con l'apertura di ben sei siti di vendita, veri e proprio superstore dedicati al total look per l'uomo, ci saranno nuove assunzioni. Da questo punto di vista avremo un partner molto esperto, del centro nord, che però per adesso è top-secret.
E' vero che è stata la Provincia a chiamarvi a risolvere la situazione?
E' vero. Ed è vero che ha funzionato tutto benissimo nella fase iniziale: abbiamo condiviso il piano di rilancio e gli sforzi, con una sintonia incredibile. Va tutto bene. Il problema, al massimo, è la burocrazia: ci sono tempi un po' lenti sul fronte autorizzativo. Bisogna fare in fretta, perché nel settore della moda la programmazione è semestrale. E non ci possiamo permettere di perdere sei mesi.
Avete fretta di rivendere, dopo aver ristrutturato?
No, assolutamente. Anzi. Abbiamo assicurato a tutti che per quattro anni noi saremo l'interlocutore principale. Noi vogliamo far produrre questa società, la vogliamo far rinascere. Certo è che se qualche imprenditore importante vorrà entrare nel capitale, noi non ci tireremo indietro. Anche perché così la Hitman potrà essere sempre più solida.



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