L'intervista choc di Dario Fruscio: "Glisenti? Non capisce un tubo. Ecco perché mi dimetto"

Venerdì, 13 marzo 2009 - 16:10:00

Annuncia: «Ho gia' pronta sul tavolo la lettera di dimissioni; ho dato tempo fino a meta' della prossima settimana». Poi, Dario Fruscio, s'accalora: «Come si permettono di farmi passare per l'uomo che prende ordini o che vendica Bossi perche' la Lega non ha un posto nel consiglio di Expo spa... Per fortuna la gente ha capito. Mi fermano anche per strada per complimentarsi: ''Se non ci fosse stato lei chissa' che porcherie avrebbero fatto''». Norme, cavilli, codici. Da 2 mesi e mezzo, il professor Dario Fruscio, ex senatore della Lega Nord nato a Longobardi, in Calabria, e' la bestia nera delle due piu' potenti lady meneghine, il sindaco e commissario per l'Expo 2015, Letizia Moratti e Diana Bracco, leader di Assolombarda e presidente di Expo spa, la societa' mista (quote divise tra il 40% al Tesoro, il resto a vari Enti) che dovrebbe gestire il grande evento.

Nominato a dicembre per volere del ministro del Tesoro Giulio Tremonti e di Umberto Bossi («Volevano una persona che non si facesse incantare da certe sirene») a presidente del collegio dei sindaci di Expo spa Fruscio, e' il calabro-lumbard fustigatore dei megastipendi che ha costretto al ritiro Paolo Glisenti, braccio destro del sindaco. Sinistra dc per formazione, giovane pupillo di Riccardo Misasi poi grande amico di Bossi, Fruscio ex docente di Economia aziendale a Pavia, commercialista a Milano, tra dure lettere di richiamo, minacce di ricorsi alla Corte dei Conti per «danno erariale» e' diventato il protagonista di una vicenda tutta interna al centro destra ormai paradossale a quasi un anno dalla conquista dell'Expo per Milano, Italia.

Professore, perche' ora vuole dimettersi? Non e' bastato che Paolo Glisenti rinunciasse alla carica di amministratore delegato?
«Non ho mai fatto questioni personali. Glisenti non l'avevo mai visto in faccia. Sapevo da dove veniva e questo mi bastava per rendermi perplesso; quando ci siamo seduti a un tavolo ho capito che di aziende capisce poco o niente. Ma e' tutto agli atti. Un bel giorno il cda si riunisce e in base a un articolo del codice - 2389 terzo comma - vogliono stabilire il compenso dell'amministratore delegato. Eccepisco che quella norma non si applica alla fattispecie ma bisogna applicare una norma inserita in finanziaria 2006 per il 2007 per le societa' pubbliche miste. Ricordo che lo statuto della societa' richiede il parere vincolante, non consultivo, del collegio dei sindaci. Replicano che sono solo io a oppormi. Allora li ho avvertiti che se non potevo evitare un danno enorme all'erario tutelando dall'interno la societa' mi sarei rivolto all'esterno. Cosi' e' scattato il blocco...»

In che senso?
«Mi sento come un Don Chisciotte: io solo, loro con gran studi legali alle spalle. Ma sono tranquillo, la mia condotta e' sempre stata informata alle norme, ai regolamenti. Stiamo parlando di una societa' per azioni che immobilizza miliardi di capitali pubblici! Chiediamo ai cittadini di cacciare sangue e poi chi si batte per la trasparenza della governance diventa un luogotenente prende ordini da Tizio o da Caio. E' come andare in motoscafo contro gli scogli. Non ci sto! Ora siamo nel buio. Cosa dovrebbe fare il presidente di un consiglio sindacale quando vede che la propria societa' non si muove? Expo spa e' morta?».

Fruscio lei e' stato senatore e per 6 anni uomo della Lega nel cda dell'Eni. Perche' s'irrita tanto a passare per un luogotenente di Bossi?
«In questi mesi Bossi non mi ha mai chiamato, e' vero invece che sono stato io a chiedere una riunione con lui e Tremonti su Expo. Umberto, un vero mostro d'intelligenza, sa bene che Fruscio e' un suo fedele amico e pero' sa anche che quando occupo una posizione sono solo il professor Fruscio».

Cosa unisce un calabrese cresciuto nella sinistra dc al Senatur?
«Sono un convinto nordista. ''Ha tutta la mia solidarieta''', gli dissi incontrandolo per caso sull'aereo Milano-Roma il giorno - ai tempi di Mani Pulite - che ricevette l'avviso di garanzia. In volo parlammo di tutto, fu lui a ricercarmi; stabilimmo la regola di vederci ogni lunedi' per parlare di economia. Dossetti, La Pira, Vanoni: altro che mercatismo selvaggio! Cominciai allora a tenere seminari in Lega; e senza mai apparire in questi anni abbiamo realizzato tante cose. Penso alla battaglia in difesa delle banche popolari o per evitare la cessione del controllo dell'Eni - anche li' e' intervenuto Tremonti - di Snam Rete Gas. Ha capito? Io ho la fiducia di Bossi. Alla Moratti che si lamentava di me ha risposto? ''Se lo dice il professor Fruscio ha ragione lui''».

intervista di Chiara Beria di Argentine da La Stampa

0 mi piace, 0 non mi piace

Commenti

    Fai di Affaritaliani la tua HomePage
    Iscriviti alla Newsletter
    Mobile
    Seguici su facebook
    Rss
    Twitter
    Google
    Internet Explorer
    
    Superbike/ Gp Usa, Checa vicen gara 1 davanti a Melandri; Biaggi 3
    Intesa Sanpaolo/ Pietro Garibaldi nuovo vicepresidente Cds =
    Tlc/ F2i con Fondo strategico italiano per sviluppo rete fibra ottica
    Calcioscommesse/ Severino, grave da stroncare con decisione
    Siria/ Pentagono se diplomazia fallisce pronto intervento militare
    Calcioscommesse/ Conte, mia assoluta estraneita' a fatti
    Calcioscommesse/ Agnelli, Conte resta nostro allenatore
    Fisco/ 730, piu' tempo per esibire documentazione
    LEGGI TUTTE LE ULTIMISSIME

    Vuoi cambiare casa?

    Tante offerte di immobili in tutt’Italia ti aspettano
    Cerca subito!

    Prima rata gratis

    Un prestito per il tuo futuro? Trovalo subito
    SCEGLI PRESTITÒ

    Auto usate

    Stai cercando l’auto dei tuoi sogni? Scoprila subito.
    Cerca adesso