Gerardo D'Ambrosio (Pd) ad Affaritaliani.it: "Non sarà una nuova Tangentopoli: manca il consenso popolare"
![]() Gerardo D'Ambrosio (Pd) |
Ci sono analogie con Tangentopoli?
"Evidentemente la corruzione è diffusa. Probabilmente non si ricreerà un fenomeno simile a quello di Mani Pulite. Mario Chiesa infatti confessò, aiutando moltissimo la magistratura, dopo essere stato chiamato mariuolo. Quell'epiteto lo scosse: incominciò a raccontare come venivano aggiudicati gli appalti. Da allora cominciarono gli arresti degli imprenditori creando una catena che forse oggi non si può ricreare".
Perché?
"Il politico spera sempre di essere protetto dai suoi colleghi".
In che modo?
"Per esempio con la legge sulle intercettazioni. Sono uno dei mezzi più efficaci per combattere la corruzione: impedirle quando non c'è una prova di colpevolezza è un assurdo. L'intercettazione serve proprio per trovare la prova. Anche con la riforma del processo breve si cerca di neutralizzare il controllo della Corte dei Conti e questo umilia la magistratura dal punto di vista dei mezzi che si concedono per fare le inchieste. Non dimentichiamo che sono stati anche abbreviati i termini della prescrizione per il reato di corruzione. Invece bisognerebbe riformare il diritto penale in maniera seria rendendo il processo più snello e più efficace".
Torniamo alle analogie con Tangentopoli.
"Con Mani Pulite ci fu una reazione popolare così forte da indurre il potere politico a non farsi delle leggi per cautelarsi dalle indagini dei pm. Ora è diverso: ci troviamo in un momento in cui la gente è indifferente e manca l'indignazione. Inoltre il potere politico è ben determinato a cercare di limitare i poteri della magistratura e a delegittimarla in ogni occasione".
In vista dell'Expo cosa accadrà?
"Questo dipenderà moltissimo dal rispetto delle regole sugli appalti. Certo, l'apertura dei bandi alle imprese straniere è un deterrente per il sistema italico delle mazzette. Ovviamente bisognerebbe che ci fosse la consapevolezza da parte di chi deve gestire il denaro che i soldi sono pubblici e dunque di tutti. Se la comunità comincia a disprezzare chi abusa del denaro pubblico e chi se ne appropria allora le cose cominceranno a cambiare".
Commenti il caso Pennisi.
"Dico solo che quando uno viene preso con le mani nel sacco dovrebbe essere emarginato e cacciato dalla politica per sempre. Quando si raggiungerà questo livello probabilmente la corruzione diminuirà".
Daniele Riosa



Commenti
Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.



















