Delitto Garlasco/ Imminente il rinvio a giudizio di Alberto Stasi
| Un proiettile e' stato inviato con una busta anonima al sostituto procuratore Rosa Muscio, il pubblico ministero che si occupa dell'inchiesta sull'omidicio di Chiara Poggi, la giovane uccisa il 13 agosto dello scorso anno nella villetta di famiglia a Garlasco, nel pavese. Il plico, contenente una lettera con la frase "Attenta sei nel mirino" e' stato intercettato nel pomeriggio, prima che venisse recapitato a Vigevano, dagli addetti del Centro meccanizzato postale di Peschiera Borromeo, nel milanese. |
Il rinvio a giudizio di Alberto Stasi è imminente. Centinaia di intercettazioni telefoniche, pedinamenti, più di 300 interrogatori, accertamenti tecnici, perizie e controperizie. Sono chiusi in 18 faldoni i 422 giorni che la procura di Vigevano ha impiegato per l'inchiesta sul delitto di Chiara Poggi. Le carte non riserverebbero colpi di scena nelle indagini. Gli atti in mano alla procura rafforzano però la tesi da sempre sostenuta dall'accusa: a uccidere la giovane può essere stato solo Alberto Stasi. Vicino, quindi, il possibile rinvio a giudizio per l'ex fidanzato di Chiara.
Lui, intanto, parla dichiarandosi "sereno" ma anche pronto a credere che nei suoi confronti sia in atto "una persecuzione". Secondo fonti del Giorno vicine al ragazzo, Stasi avrebbe detto di aver "fiducia nella serenità dei pubblici ministeri. Se ci sarà questa serenità potranno solo archiviare".
Alberto Stasi lancia anche un appello ai genitori dell'ex fidanzata Chiara Poggi, uccisa nella sua abitazione il 13 agosto del 2007. "Vorrei parlare con i genitori di Chiara. Frequentare ancora la casa di via Pascoli come ho fatto per quattro anni - ha confidato ai suoi legali il giovane indagato per l'omicidio della fidanzata -. E condividere il loro dolore, che è anche il mio".
Alberto dice a chi gli è vicino: "Ho la speranza che si chiarisca tutto. Ho fiducia nella serenità dei pubblici ministeri. Se ci sarà questa serenità potranno solo archiviare. Mi dispiacerebbe - prosegue sempre il "Giorno" - se si andasse avanti in una certa direzione. Sarebbe una persecuzione. Allora dovrei pensare che non mi avrebbero creduto neanche se fossi stato ripreso da una telecamera in casa mia, mentre qualcuno uccideva Chiara. Io voglio solo giustizia: per me e per lei. Giustizia per me vorrebbe dire, automaticamente, giustizia anche per Chiara. Si cercherebbe il vero colpevole. Una volta chiarito tutto, potrei cercare di riprendere un dialogo con i suoi genitori. Spero che mi credano. Altrimenti dovrei pensare che ce l’hanno avuta con me da subito, che non hanno guardato in nessun’altra direzione".



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