Gabriele Albertini (Pdl) ad Affaritaliani.it: “La Moratti ha distrutto la macchina comunale”. E su Berlusconi…
Capitolo Comunali a Milano. Si è parlato di una sua candidatura a capo di un polo moderato...
"Mi fa piacere perché vuol dire che non ho lasciato un brutto ricordo nell'opinione pubblica. Ma sono argomenti che possono compiacermi sul piano personale però rimangono dove sono: nel campo delle elucubrazione e delle fantasie"
La Moratti riuscirà a riconfermarsi nel 2011?
"Stando ai dati conosciuti delle ultime elezioni il distacco tra il Centrodestra e il Centrosinistra è di 20 punti. Anche se l'Udc, per ipotesi, si schierasse col Centrosinistra e si presentassero diverse liste civiche, il distacco potrebbe dimezzarsi ma la strada dell'antagonista della Moratti è tutta in salita. C'è però una questione che anche il sondaggio pubblicato sul vostro giornale ha evidenziato: se da un lato è alta l'adesione ai partiti del Centrodestra dall'altro la popolarità personale del sindaco non è sullo stesso livello".
Dunque?
"Se dall'altra parte ci fosse un candidato capace di catalizzare il consenso, anche l'elettore di Centrodestra, non convinto dal sindaco in carica, potrebbe votare in maniera disgiunta. Nel 2001 ho ottenuto 120mila voti in più dei partiti che mi sostenevano perché mi hanno votato degli elettori di Centrosinistra"
Pisapia è in grado di intercettare il voto disgiunto?
"No. La Moratti può dunque stare tranquilla anche perché si sta impegnando per colmare il divario tra la popolarità della lista e quella personale con un cambio di passo palingenetico. Il sindaco si sta presentando nei luoghi più reconditi della città e non solo nelle sedi ufficiali e istituzionali. La Moratti, anche con ingenti risorse economiche, sta cambiando completamente la sua immagine per colmare questo gap. Da qui al 2011 questo scarto potrebbe ridursi"
Da cosa dipende questo divario tra il voto di lista e il gradimento del sindaco?
"C'è un'alchimia di ragioni. La prima si è consumata all'inizio della sua legislatura quando la riforma Ermolli-Parisi è stata cancellata e sostituita da quella Amabile. C'è stato cioè un deplassemant repentino dei dirigenti non sostituiti con professori di Harvard o con premi Nobel dell'economia ma con personalità che si sono rivelate non adeguate. Inoltre c'è stato un cambiamento repentino e non coerente dell'organigramma stesso".
Sarebbe a dire?
"Faccio un esempio: avevamo cancellato i direttori centrali di ogni assessorato proprio perché puntavamo sui risultati della macchina organizzativa del Comune e non sulla procedura. Per noi rimanevano gli assessori ma sparivano gli assessorati. La riforma Amabile, avallata dal sindaco, ha scassato la macchina comunale e da quel momento non ha più funzionato niente. Questo risultato a Milano, dove si valuta la concretezza amministrativa piuttosto che l'immagine e gli aspetti epidermici, non ha funzionato".
Sta dicendo che la Moratti è solo immagine?
"Il sindaco si è accreditato per quello che sa fare meglio: è una donna di grande statura internazionale che sa parlare 4 lingue, ma che considera il lavoro pregiato del sindaco, quello dell'amministratore di condominio, ovvero provvedere ai bisogni quotidiani della città, come qualcosa da snobbare e dal lasciare ad altri. Ma qui torniamo al primo punto: avendo scassato la macchina comunale non c'è nessuno che sappia provvedere alla quotidianità. Anche la vittoria dell'Expo è stata una grande operazione di marketing urbano che non si è tradotta in concretezza e efficacia di governo amministrativo. In definitiva si è prodotta una distanza nel processo di identificazione del cittadino medio nei confronti di un sindaco un po' snob e forse un po' distante".



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