Fusione Atm-Gtt, ore decisive
Atm e Gtt infine si sposano? Incontro decisivo oggi, alle 18, a Palazzo Marino tra il sindaco di Milano Letizia Moratti e il sindaco di Torino Sergio Chiamparino. O dentro o fuori.
Il progetto di fusione tra le due municipalizzate del trasporto nasce nel marzo del 2008, con l’avvio dello studio di fattibilità, che si conclude otto mesi dopo con l’evidenziazione delle notevoli sinergie e dei grandi benefici per entrambe le aziende. A dicembre scorso incontri serrati tra le delegazioni delle due realtà, che si confrontano sulle linee guida del progetto, la struttura societaria e la governance. Nel gennaio 2009 le nozze sembrano fatte, tanto che c’è la convocazione, (rinviata due volte), delle due parti per la firma del protocollo. Ma tutto salta, per questioni di comando. Torino teme di essere fagocitata da Milano, che peraltro vuol far valere una sua pur leggera supremazia nell’azionariato di una nascente holding paritaria che starà sopra alle due aziende operative peraltro, assolutamente autonome. E poi chi sceglie il manager che deve guidare un colosso così grande? Rivalità e gelosie, tra città e tra partiti. E soprattutto a Torino mentre Chiamparino è favorevole, la componente della Margherita frena.
Subentrano settimane di stasi, ma sotto traccia il negoziato prosegue. E ora, alla vigilia del faccia a faccia decisivo, si spera che le difficoltà siano appianate e che la logica industriale, che milita a favore della fusione, superi la logica delle convenienze politiche e campanilistiche. Sono molte infatti le ragioni che sostengono la grande alleanza. Nascerebbe un gruppo unico tra due imprese che operano nello stesso settore e in bacini omogenei, con eccellenti economie di scala, razionalizzazioni e sinergie.
Si libererebbero investimenti per 80 milioni all’anno, creando molte opportunità di lavoro. Nascerebbe il nono gruppo europeo del trasporto pubblico, una grande realtà italiana molto forte nello scenario competitivo continentale, con una dimensione importante e idonea al mercato viste le migliori esperienze di ciascuna azienda. E infine offre un’opportunità produttiva al capitale privato, visti i progetti di quotazione in borsa ipotizzata nel business plan.
Ci sarà allora la fumata bianca? Lo sapremo tra poche ore.
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