Chiude Sos Racket: "Isolati anche dai cittadini"
![]() Frediano Manzi |
Di Francesco Oggiano
"E' una decisione definitiva. Non ci sono più le condizioni per lavorare con serenità. Al di là delle intimidazioni che hanno colpito la mia famiglia, la verità è che siamo isolati, sia dalle istituzioni sia dalla società civile". Frediano Manzi, fondatore e presidente Sos Racket Usura, non nasconde ad Affaritaliani.it l'amarezza della sconfitta.
Alle 18 del 7 settembre, dopo l'ennesima minaccia ricevuta al telefono e d'intesa con gli altri componenti dell'associazione antiracket di Milano, ha deciso di chiudere baracca e di mettere la parola fine a una battaglia durata 18 anni. Il messaggio di resa l'ha scritto a lettere cubitali verdi su sfondo nero, che ora campeggiano sulla home page del sito: "Chiuso per mafia".
Manzi non è spaventato tanto dalle intimidazioni o dall'indifferenza della classe dirigente lombarda, a queste c'è abituato, quanto "dall'insensibilità della gente comune".
"Sono anni che i nostri appelli alla società cadono nel vuoto. Ci ritroviamo in cinque-sei nei a manifestare nei quartieri popolari, sotto gli insulti e le minacce dei clan. Una volta l'indifferenza della gente regnava a Palermo o a Reggio Calabria. Ora regna a Milano, segno che anche qui si è insediata la cultura mafiosa. Che senso ha continuare? Per chi dovremmo farlo? Per qualche giornalista che deve scrivere un articolo? Per qualche giudice che deve aprire un'inchiesta?".
Eppure siete tenuti molto in considerazione dai media.
"Certo: abbiamo sempre collaborato efficacemente sia con i giornali che con la magistratura. Le dirò di più. Se non avessi avuto l'attenzione e il supporto dei media mi avrebbero già ammazzato".
C'è qualcuno che in queste ore le sta chiedendo di restare?
"Sono arrivate centinaia di mail da parte delle vittime del racket che abbiamo aiutato in questi anni. Sono loro la nostra forza. Ma per il resto niente. Le uniche persone a cui chiedo scusa sono proprio quelle che non riusciremo più ad aiutare".
E la politica? Neanche una telefonata da qualche politico lombardo?
"No, ma me l'aspettavo. Se hai un sindaco e un prefetto che dicono che la mafia a Milano non esiste e una giunta che ti delegittima, non stai a sperare in una telefonata. Ma sa cosa mi stupisce?".
Dica.
"Mi sorprende la sinistra milanese. Non abbiamo mai trovato alloggio nell'inesistente opposizione di questa città. A parte Giulio Cavalli, dell'Idv, il resto dell'opposizione non ci ha mai sostenuto veramente, mettendoci la faccia. Perché di questo hanno bisogno i cittadini, non certo delle parole o dei proclami. Dove sono le battaglie antimafia della sinistra in questa città? Da tempo chiedevamo di avere una sede e non l'abbiamo mai avuta".
Magari non c'era disponibilità.
"Macché. Burocrati di destra e di sinistra ce l'hanno sempre negata. Preferiscono far prosperare bar e ristoranti sedi di spacciatori piuttosto che un appartamento per Sos Racket. Io ricevevo le persone nei miei negozi di fiori! Ogni volta che firmavo una denucnia dovevo scrivere l'indirizzo della mia abitazione!".
Signor Manzi, cosa farà domani?
"Continuerò a parlare di mafia a chiunque vorrà ascoltarmi. Magari nelle scuole, per mettere in guardia le nuove generazioni dagli errori che ha commesso la nostra. Perché ci sono morti in Italia che sono morti per solitudine. E questo non deve più accadere".



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