Milano/ La nuova Stazione Centrale non convince i disabili. Il reportage del nostro commentatore Franco Bomprezzi
di Franco Bomprezzi
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Bella la nuova biglietteria della stazione centrale di Milano. Sembra di essere in un aeroporto, con tutti i box allineati in un corridoio bianchissimo e illuminato a giorno. Eravamo abituati alla penombra del vecchio glorioso androne. Anche noi disabili, che per anni abbiamo parcheggiato comodamente sotto il portico, e poi, in poche decine di metri, abbiamo raggiunto lo sportello che era proprio vicino ai due vecchi cari ascensori. Un attimo e su, fino all’antica sala d’attesa in legno, carica di odori (?) e di storia. Poi via verso il treno, con l’assistenza già prenotata.
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Ora è tutto nuovo, o quasi. Ma per il momento, come ho visto ieri assieme alla reporter di C6tv, c’è qualche problemino da risolvere. Innanzitutto la segnaletica, che non ti aiuta. Parcheggiare attorno al grande cantiere della Centrale è un’impresa titanica, i posti per disabili non si vedono, quei pochi che ancora sopravvivono sono ovviamente occupati in modo più o meno abusivo. Dunque primo consiglio: arrivare in stazione con largo anticipo… E poi per ora la biglietteria dedicata alle persone con disabilità è eccellente, è la prima della fila, ma gli ascensori, almeno per altri due mesi, sono ancora bloccati dietro una parete di cartongesso, e dunque bisogna tornare indietro, nel vecchio storico androne, e arrivare agli ascensori di sempre, naturalmente dopo aver percorso almeno un centinaio di metri.
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Ci sarebbero, nuovissimi, i tapis roulant, belli larghi e dalla pendenza modesta, ma la normativa attuale non consente alle sedie a rotelle di usarli, e dunque sono stati perfino bloccati con due piloni, rimuovibili solo in caso di emergenza. Mi hanno assicurato che entro due mesi sarà tutto perfetto. Ci torneremo…
franco.bomprezzi@affaritaliani.it



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