Franco Lisi: "Io, cieco, guido i politici ignoranti"

Mercoledì, 27 aprile 2011 - 12:50:00


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Una laurea in sociologia e una seconda (ormai quasi conseguita) in Scienze politiche all’Università di Urbino. Franco Lisi ha 27 anni di esperienza lavorativa in molteplici settori: da analista informatico nell’ambito dei servizi sanitari a responsabile del Centro Informatico dell’Istituto dei Ciechi di Milano e coordinatore della mostra Dialogo nel Buio, il percorso sensoriale nell’oscurità conosciuto ormai da moltissimi milanesi. A tre anni rimane privo della vista, una disabilità che però non gli impedisce di acquisire gli strumenti indispensabili per l’autonomia nello studio e nella quotidianità. Lisi sceglie Affaritaliani.it per spiegare perché la sua candidatura nella lista Civica Milano al Centro a sostegno di Letizia Moratti "può essere un'ottima opportunità per il mondo della fragilità. Mi è stato chiesto di affrontare da dentro le istituzioni le tematiche non tanto dei ciechi e dei disabili ma dei più deboli".

"L'accesibilità al web, il problema delle barriere architettoniche, l'inserimento nel mondo del lavoro, sono problemi che interessano tutti. Se affrontati in maniera generalizzata contribuiscono ad accrescere la qualità della vita di tutti. Bisogna lavorare molto sulla formazione della diffusione della cultura della diversità". E denuncia: "Mancano le competenze all'interno della istituzioni".

Franco Lisi
Franco Lisi
Dia un voto sull'accessibilità di Milano.
"Sei, ma Milano ha grandissimi margini per migliorare. Il 5% dei siti web non è accessibile.  Nel mondo della politica ci sono persone sensibili a queste tematiche, il problema è che il politico va guidato da persone competenti. Non bastano i soldi, bisogna affrontare il problema con cognizione di causa. Ho detto sono disposto a entrare purché vi facciate aiutare".

Quali sono i problemi più urgenti?
"C'è il problema dei semafori, ci sono 700 sonori ma ne servono altri. Vengono sprecati soldi per mappare le metropolitano quando magari si potrebbe razionalmente mettere qualche percorso in meno e in maniera più consapevole".

E l'Expo?
"Dobbiamo rendere l'esposisione accessibile. Bisogna creare una commissione, e mi candido presidente, per evitare una figuraccia".

Quali sono le tre priorità per questa città?
"Milano ha le capacità per diventare un simbolo di civiltà. Bisogna rendere accessibili tutti i punti di attrazione per i visitatori, i musei, le biblioteche. Garantire l'accesibilità al web, alla cultura, ai servizi pubblici, ai trasporti e al lavoro. Questi aspetti testimoniano se una città sta progredendo o meno".

Mariela Golia

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