Francesco Laforgia ad Affaritaliani.it: "Per il Pd noi giovani apriamo una nuova stagione"
di Fabio Massa 
Francesco Laforgia, 32 anni, è il nuovo coordinatore cittadino del Pd. Sceglie Affaritaliani.it per un'intervista a tutto campo. Preannunciando cambiamenti importanti nel partito, a partire da "una nuova classe dirigente, giovane, che rappresenta una nuova stagione per il partito". E sulle Comunali 2011 spiega: "Primarie entro e non oltre ottobre. Il profilo ideale? Un candidato vincente".
Iniziamo dalla sfida. Il Pd ha schierato due trentenni. Un buon segnale?
Sì, mi pare che adesso ci siano tutti gli elementi per dire che si è aperta una nuova stagione nel quale un nuovo gruppo di dirigenti prendono in mano il Partito democratico. Senza cesure e senza traumi particolari, perché dobbiamo valorizzare tutte le figure e personalità presenti nel partito. Adesso la responsabilità di guidare il processo verso Milano 2011 spetta a un nuovo gruppo dirigente che si è formato con il nuovo segretario provinciale eletto qualche mese fa, il coordinatore cittadino e tutta la segreteria metropolitana.
Come è stata questa sfida?
Ho letto che la mia sarebbe stata una candidatura scelta dai maggiorenti del partito. Io sono stato votato da più di 470 militanti, che sono le persone che lavorano e faticano nei nostri circoli e che pensano con la propria testa. Ricordo che sono stato tra quelli che ha insistito perché il coordinatore cittadino non venisse nominato ma venisse eletto dai circoli. Quando qualcuno, molto in alto, mi ha detto che lo facevo perché così poi dovevo rispondere ai circoli, io ho detto "Sì, voglio che sia così". Non si può chiedere ai circoli di volantinare in campagna elettorale e poi di non farli scegliere.
Qual è il vostro rapporto con i "vecchi"?
Sarà un rapporto di scambio e arricchimento proprio perchè vogliamo valorizzare il bagaglio di esperienza che tutte le personalità che hanno lavorato nel Partito democratico e nei partiti di provenienza possono mettere a frutto e a disposizione.
Il Pd è un partito abbastanza "rissoso". Faccio l'avvocato del diavolo: un trentenne non può gestire questa situazione costantemente burrascosa.
Intanto spesso il Pd lo si dipinge molto più rissoso di quanto in realtà sia. Penso a quello che è accaduto all'assemblea nazionale. La fotografia che emerge è quella di un partito che vuole rimettersi in moto all'insegna dell'unità, senza confondere l'unità con l'unanimismo. Un grande partito ha e deve avere posizioni politiche diverse. Mi pare però che da Roma sia venuto fuori un messaggio di forte unità. Per quanto riguarda l'esperienza di un 30enne per guidare una parte delle contraddizioni interne dico solo che ci sono grandi multinazionale che sono gestite da persone anche più giovani, in giro per il mondo. In Gran Bretagna due fratelli 40enni si stanno contendendo la leadership per il new labour.
Adesso la Grande Sfida è quella delle Comunali del 2011. Come si muoverà in questo ambito? Da coordinatore, sarà solo un organizzatore o avrà un ruolo "politico"?
Quella di Milano è la sfida sulla quale si misurerà il potenziale espansivo e di penetrazione nella società milanese del Partito Democratico. Da questo punto di vista c'è da fare un primo lavoro gigantesco, al quale io darò il mio contributo. Darò questo contributo organizzativo ma con un significato politico molto preciso a Roberto Cornelli e alla segreteria. Il lavoro che bisognerà fare sarà colmare la mancanza di un profilo preciso riguardo le tre-quattro questioni chiave per i cittadini.
Questioni-chiave?
Ripartiamo dall'alfabeto, quattro lettere: A, B, C, D. "A" come Aria e Acqua, la battaglia contro l'inquinamento nella quale la Moratti è stata troppo timida. E poi la battaglia contro la privatizzazione dell'acqua pubblica e contro una legge che mina le basi dell'autonomia degli enti locali, alla faccia del federalismo. "B" come Bambini. Questa non è una città dei Bambini. Una giovane mamma non può andarsene in giro con il passeggino, non ci sono spazi. Questa è una città che sta facendo poco e malissimo sul tema della scuola. "C" come Casa: c'è un problema di aprire una nuova stagione di edilizia pubblica, che sia sostenibile socialmente e ambientalmente. Non abbiamo bisogno di ulteriori quartieri ghetto, ma di rivitalizzare città e periferie. C'è poi il problema degli affitti. "D" come Diritti. In questa questione ci sono tante cose come il diritto delle donne alla parità, il diritto all'integrazione, il diritto di tanti lavoratori precari che hanno bisogno di protezione sociale e di un nuovo welfare anche municipale.
Cosa ne pensa dei 5 sì e 5 no di Pierfrancesco Majorino? 
Tutte le riflessioni che partiranno nelle prossime settimane sono utili e sono i rivoli che dovranno convogliarsi in un unico progetto per il Pd. Quindi, riflessioni che vengono dal partito o fuori dal partito, saranno assolutamente fondamentali.
Tema Primarie sulle Comunali. Cosa ne pensa?
Noi dobbiamo farle per statuto, saranno un passaggio importante di mobilitazione. Naturalmente non possiamo illuderci che le Primarie di per sè possano risolvere la problematica della costruzione del progetto politico del Pd. Questo è un lavoro precedente le elezioni primarie. Abbiamo bisogno di una cornice di programma e valori da consegnare al candidato sindaco o ai candidati che vorranno sottoporsi alle primarie. Questo è quello che è mancato in passato: uno schema di riferimento per il candidato.
Tempistiche?
Le primarie si dovranno svolgere entro e non oltre ottobre. Per quanto riguarda il resto, giovedì ci sarà il primo appuntamento pubblico per il Pd con Roberto Cornelli, con Corritore, Majorino. Ci sarò anche io. Al circolo Pergolesi ci sarà l'avvio del percorso del Pd verso il 2011. E' un appuntamento pubblico, aperto. Ci sarà anche una festa e il lancio di alcune grandi iniziative che serviranno al Pd per accreditarsi come forza di governo. Annunceremo la nascita di un incubatore civico di proposte, uno strumento animato dalla segreteria provinciale e da Davide Corritore, che servirà per mettere insieme esperienze nazionali e internazionali di innovazione e buongoverno. Poi ci saranno le attività del gruppo consiliare, che ha fatto tanto in questi anni e nei prossimi mesi si sforzerà di passare dall'opposizione al progetto. Insomma, c'è tanta carne al fuoco.
Ultima domanda: l'eventuale candidato sindaco deve essere della politica o della società civile?
Credo che sia una falsa discussione: deve essere vincente. Abbiamo bisogno di un profilo che tenga insieme tutti gli elementi e gli ingredienti: un profilo di grande autorevolezza, moralità pubblica, che riesca a parlare con i ceti popolari e anche con un pezzo degli interessi di questa città. Abbiamo bisogno di un sindaco che vince e che possa costruire una alleanza politica con le forze di centro sinistra ma soprattutto realizzi un'alleanza civica con i milanesi, cercando di riavvicinare e rimobilitare un pezzo di quel 40 per cento di astenuti che alle ultime regionali non è andato a votare perché ritiene che la politica parli troppo di se stessa e poco di futuro.



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