Facebook e Twitter, il lato tech di Formigoni
| Dopo il no dell'Ue allo "smistamento" degli immigrati in arrivo dai paesi dal Nordafrica, il presidente Formigoni interviene sul suo portale e in esclusiva su Affaritaliani.it e risponde all'intervista rilasciata dal ministro Frattini sempre ad Affari ("Europa codarda"): "Le mille persone innocenti che hanno perso la vita in Libia, le tante vittime in altri paesi, i sommovimenti in atto devono mettere bene in guardia per questa delicata situazione che si sta creando in Africa, ma anche per le ripercussioni che tutto ciò avrà per il nostro paese e per l’Europa intera. I primi effetti che i casi tunisi ed egiziani hanno portato sono stati gli sbarchi di clandestini, o di persone che scappavano dalla propria terra. Non è difficile immaginare che gli sbarchi aumenteranno velocemente e che l’urgenza di risolvere a livello europeo la questione tornerà a presentarsi molto presto. Come presidente di Regione, anche se non ho competenze in termini di politica di immigrazione, non posso che essere preoccupato per le conseguenza che questa situazione potrebbe portare in Lombardia. E’ necessario, quindi, che il governo ci informi su quello che sta succedendo, sulle previsioni e su come dovremo preparaci per affrontare la situazione. Frattini ha detto che la richiesta dell’Italia all’Ue non è una richiesta di distribuzione di immigrati sul territorio europeo, ma di un meccanismo serio di ripartizione degli oneri economici, sociali e anche umani del flusso migratorio che uno o più Paesi membri, in particolare del Mediterraneo, potrebbero subire. Questo meccanismo deve avvenire anche all’interno del nostro Paese, informando noi governatori su quali sono le politiche che si intendono portare avanti per fronteggiare l’emergenza per Regioni come la Sicilia, in prima linea, ma anche come la Lombardia, punto di snodo per i paesi del Nord Europa e territorio attrattivo dal punto di vista della produttività interna e del lavoro. |
Di Angelo Maria Perrino
Roberto Formigoni è contento come una Pasqua. Per la sua nuova sede, al trentaduesimo piano del nuovo Pirellone, un capolavoro di pareti tech e arredi feng shui ("la inaugurerò molto degnamente il 20 con il presidente Napolitano") e per il suo portale Formigoni.it, la sua nuova sede virtuale, un capolavoro di multicanalità digitale, molto "avanti" rispetto alla media della politica italiana.
D. Allora, presidente Formigoni, una figata, questo sito...
R. Sì, ne sono entusiasta. Non è un semplice portale web ma una testata dinamica, animata cioè da tanti videoclip che invitano alla condivisione e alla partecipazione attraverso Facebook, Twitter, Flickr e Youtube. Ma non è solo tecnologia. E' possibile condividere e commentare le news (e le videonews) e i giudizi sulla politica italiana ed estera e postarle sui social network. Ma ci sono anche file audio e gallery fotografiche. Per non parlare dei sondaggi, come l'ultimo: "Giornali o Internet, come cerchi le informazioni sul tuo politico di riferimento?".
D. Finalmente la politica si muove in una logica di condivisione.
R. E' la filosofia di tutto il sito, la condivisione. E' possibile, ad esempio, leggere un vero e proprio bilancio giornaliero della mia attività, dei risultati ottenuti su Facebook e scaricarlo in formato Pdf. E, per la prima volta in un sito di un politico, pubblico la mia agenda corredata da Google maps. Un grande successo, con la progressiva diffusione in Italia e all'estero dei gruppi di Facebook chiamati "Gli amici della Rete per Roberto Formigoni", per i quali vogliamo arrivare a una presenza in ogni capoluogo di provincia. Il tutto è tradotto anche in inglese, avendo scoperto dalle statistiche di essere seguito in tutti i cinque continenti.
D. Accanto alla condivisione ha lanciato la parola d'ordine della combattività, proponendosi insolitamente come uno spadaccino provetto.
R.Sì, tutti i giorni è disponibile Fornews, la mia newsletter fatta di poche parole agguerrite, di un titolo a nove colonne e di un'immagine d'impatto. Fare politica significa combattere quotidianamente per il bene comune. Sono e resto un politico combattivo: le grandi conquiste si ottengono dopo grandi battaglie. E la metafora di questo è la presenza di una clip nella quale disegno con una spada, la lettera F. Ho voluto portare sulla rete la mia passione per la scherma, una disciplina per la quale occorre avere doti fisiche e mentali, oltre che una perfetta padronanza delle regole del gioco.
Formigoni va su Youtube
R.Sì, grazie all'adozione di un particolare programma è possibile ascoltare, cliccando sulla barra presente nelle schermate, la lettura delle parti testuali, sia in italiano che in inglese, così da permettere agli ipovedenti di condividere i contenuti.
![]() Il portale Formigoni.it LE IMMAGINI |
D. Un exploit tecnologico come non ve ne sono nella politica italiana.
R. Per me non è una novità. Avevo cominciato nel 2006 con la prima radio web che mi aveva consentito un rapporto diretto con un sacco di gente.
D. C'è dietro una filosofia della politica.
R. L'uomo politico deve mettersi in discussione. E sulla rete in discussione ci si mette davvero, senza paracadute.
D. I contenuti li individua lei?
R.Certo, appena posso effettuo direttamente io gli invii. Ogni post è scritto o visionato e autorizzato da me. Diversamente sarebbe una presa in giro. E' tutto molto mio.
Formigoni si fa in tre su Youtube
D. Ma quando trova il tempo?
R. Quando posso, nei ritagli. E poi di sera, di notte.
D. Anche lei pensa che sia finita l'era dei giornali tradizionali?
R. Sì, non c'è dubbio. Certo, è essenziale leggersi la mazzetta, o almeno la rassegna stampa. E' anche vero che la carta stampata non morirà mai. Ma non c'è più il dominio assoluto della tv e della carta stampata. I giovani non li guardano. Risorge la radio. La notizia ti arriva in mille modi. E il vecchio quotidiano cartaceo ha dovuto adeguarsi lanciandosi nella multicanalità. E' una tendenza irreversibile, che andrà lontano.
Il backstage dei video di Formigoni
D. Tendenza positiva? Si fida del web?
R. Lo strumento è formidabile. Dipende se viene usato bene o male. E' nelle mani dell'uomo, dipende dall'uso che egli ne fa.
D. E la politica dovrà adeguarsi.
R. E' indispensabile. Adeguarsi o morire. Oggi se non sei in rete non sei. Punto. Si pensi solo alla rivoluzione verde dell'Iran o a quel che avviene nei paesi del sud del Mediterraneo. Rivolgimenti politici che si diffondono via Internet. Certo la rete può essere uno strumento per la libertà o per la dittatura. E' una grande conquista di civiltà che sta all'uomo indirizzare in modo positivo.
D. Cessa l'esclusiva dei giornalisti e della loro mediazione sui contenuti.
R .Certo, tutti produciamo contenuti. L'ho sperimentato in campagna elettorale, facendomi dei video e postandoli in rete. Influenzavo così i giornali e anche gli avversari.
D. Ma la politica è in ritardo.
R. Moltissimo. Ci sono delle presenze sul web, anche istituzionali. Ma sono degli atti dovuti, sono possibilità non agite davvero.
D. Ha preso le idee da qualcuno, con la tecnica del cosiddetto benchmarking.
R. No, anche volendolo, in Italia non c'è molto da copiare. Ho studiato molto invece Obama, che è un esempio straordinario di nuova politica basata sul web. Le mie segretarie che si erano iscritte alla sua newsletter durante la campagna elettorale, ricevono ancora i messaggi del presidente americano. Direi che Obama è stato il nostro riferimento.
D. Però la rete divulga tutto e senza infingimenti e censure, dagli interrogatori del Bunga Bunga a tutti gli affittuari del Trivulzio.
R. Certo, ma gli interrogatori del Bunga Bunga qualcuno, che non doveva. li ha fatti uscire. La rete non ha colpe. Ed è vero, nel caso del Trivulzio e degli affitti facili si rischia di far passare tutto per un coacervo di illegalità quando invece in moti casi, la maggior parte, gli affitti sono regolari e secondo prezzi di mercato. Ecco, non bisogna fare la caccia alle streghe, non tutte sono streghe. Ma non dipende dalla rete. Io invoco la responsabilità personale. E credo che sia giusto che il legislatore individui obblighi e regole a tutela di tutti anche nella rete. Ma nell'ambito della massima libertà e trasparenza. Indietro non si torna, corriamo verso la società aperta. Grazie a Internet.



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