Regionali/ Firme false, 10 consiglieri Pdl indagati
Come preannunciato da Affaritaliani.it, la procura di Milano ha individuato circa 770 firme anomale sulle 3.800 raccolte per le ultime regionali dal listino "Per la Lombardia" di Formigoni. Una decina di consiglieri del Comune e della provincia di Milano hanno ricevuto un invito a comparire in cui si ipotizzano i reati di falso ideologico e falso in atto pubblico nell'ambito dell'inchiesta avviata dal procuratore aggiunto, Alfredo Robledo. 
Inside 1/ L'inchiesta sulle firme delle Regionali fa tremare il Pdl
Inside 2/ Le due spine di Podestà: Serravalle e le firme
I NOMI. Tra i consiglieri provinciali destinatari di un invito a comparire in procura con l'ipotesi di falso ideologico ne figurano quattro della Provincia di Milano. Tra questi figurano Massimo Turci, capogruppo, e Barbara Calzavara. È quanto si apprende in merito alle iscrizioni nel registro degli indagati relativo alla raccolta di firme per le ultime regionali.
GLI INTERROGATORI. Sono fissati già per la prossima settimana i primi interrogatori dei consiglieri comunali e provinciali coinvolti nell'inchiesta sulle presunte firme false del listino "Per La Lombardia " di Roberto Formigoni. È quanto trapela in merito agli inviti a comparire notificati agli indagati.
700 FIRME FALSE LISTINO FORMIGONI- Sono tra le 700 e le 800 le firme false che sarebbero state raccolte e convalidate dai consiglieri comunali e provinciali milanesi per presentare il listino 'per la Lombardia' alle ultime elezioni regionali in Lombardia. Ci sono "prove granitiche" - assicurano in ambienti giudiziari - sulla falsita' delle firme, dal momento che sono stati convocati, negli ultimi mesi, uno ad uno tutti i firmatari che hanno assicurato di non aver apposto il loro nome e cognome nei moduli. In teoria, i sostenitori della lista 'per la Lombardia' hanno raccolto 3.800 firme (il minimo previsto dalla legge e' di 3.500), ma 700-800 di queste sarebbero false e, quindi, la lista non poteva concorrere alla tornata elettorale.
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AL MOMENTO NON A RISCHIO VALIDITA' VOTO LOMBARDIA - L'inchiesta riguarda anche firme false che sarebbero state raccolte e convalidate per la presentazione della lista provinciale del Pdl. Nei mesi scorsi, i radicali avevano denunciato che le firme erano fasulle e le avevano sottoposte a una perizia grafologica. Nessun pericolo per la validita' delle elezioni puo' arrivare dall'inchiesta penale. Spetta infatti ai competenti organi amministrativi pronunciarsi sulla regolarita' della competizione elettorale.
LE INTERCETTAZIONI/ Il 1° marzo Formigoni si attiva con gli "amici" per la raccolta firme e telefona ad Arcangelo Martino, l'ex consigliere comunale campano, rivela Repubblica: "Ma l'amico Lombardo è in grado di agire?". E Martino lo tranquillizza: "Sì, sì, ma lui ha fatto già qualche passaggio e sarà lì". I contriolli dei tabulati telefonici hanno confermato che a marzo "Lombardo" (Pasqualiano, giudice tributario finito in carcere lo scorso 8 luglio insieme a Martino e Flavio Carboni nell'indagine romana sulla P3) si trovava a Milano e, in un frenetico lavoro telefonico, contattava il neoeletto presidente della Corte d'Appello, Alfonso Marra, e il sostituto procuratore generale, Gaetano Santamaria. Formigoni si interessava dei possibili controlli degli ispettori mandati dal capo del ministero di Giustizia, Arcibaldo Miller: "No volevo capire se nonostante la neve... ci saranno degli spostamenti verso il Nord?". E Martino: "Penso proprio di sì".
PODESTA': FIDUCIOSO CHE GLI INDAGATI CHIARIRANNO LA POSIZIONE. "Rimango fiducioso, sia riguardo l'operato della magistratura sia sulla circostanza che tutti i componenti del Pdl sapranno chiarire la loro posizione nel piu' breve tempo possibile". Cosi' il presidente della Provincia di Milano, Guido Podesta', commenta la notizia dell'indagine a carico di una decina di consiglieri provinciali, in merito alla vicenda delle presunte firme false poste a sostegno del listino 'Per la Lombardia' presentato alle ultime elezioni regionali nella coalizione di centrodestra. "Desidero esprimere solidarieta' e vicinanza ai consiglieri provinciali del Pdl e agli altri rappresentanti del partito raggiunti da avviso di garanzia in merito all'inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Milano - scrive Podesta' in una nota - e auspico, infine, che pure questa inchiesta induca il Parlamento a procedere a una revisione delle normative attualmente vigenti in materia di presentazione delle liste elettorali". "Le modalita' previste dalle leggi, oltre a poter essere considerate anacronistiche almeno per quanto concerne partiti di rilevanza nazionale, risultano, del resto, diverse non solo a secondo del tipo di consultazione elettorale ma anche rispetto ai singoli territori. Tutto cio' - osserva ancora - ingenera complicanze che potrebbero essere evitate attraverso l'adozione di una nuova normativa piu' semplice e piu' uniforme dell'attuale".
CAPPATO: FORMIGONI SI DIMETTA - Marco Cappato chiede le dimissioni di Roberto Formigoni dopo che una decina di consiglieri del Comune e della provincia di Milano hanno ricevuto un invito a comparire nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Milano sulla raccolta delle firme che permisero al listino 'per la Lombardia' a sostegno della ricandidatura del governatore lombardo alle regionali. "L'indagine della Procura di Milano ha fatto emergere una quantita' di falsi molto superiore a quella che avevamo trovato con i nostri mezzi", si legge in una nota diffusa dall'esponente radicale. "Si tratta di una truffa elettorale - continua Cappato - realizzata attraverso un'attivita' di falsificazione massiccia che non puo' che configurare il reato di associazione per delinquere contro i diritti civili e politici dei cittadini: un'associazione per delinquere che e' stata coordinata da un responsabile che spettera' alla magistratura individuare, senza limitarsi agli esecutori materiali". "Sempre sul piano formale e giudiziario - prosegue -, e' ora doveroso che la giustizia amministrativa prenda atto dell'inesistenza delle firme valide per la presentazione del listino Formigoni e riconosca il diritto dei cittadini lombardi ad elezioni legali". "Al di la' delle responsabilita' giudiziarie, non c'e' invece alcun dubbio su chi sia l'unico vero responsabile politico della truffa: il Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, il quale, se anche fosse stato estraneo (come gli auguro) alla programmazione e realizzazione della truffa, se ne e' pero' assunto tutta la paternita' politica quando ha diffamato noi della Lista Bonino-Pannella, accusandoci di aver manomesso i suoi moduli, e quando ha per 14 mesi rifiutato di collaborare all'accertamento della verita'". "Il Presidente della Regione Lombardia - aggiunge - ha mentito sapendo di mentire. Per questo, per la parola tradita prima ancora che per il tipo di coinvolgimento, attivo o omissivo, nell'associazione a delinquere della truffa realizzata, il Presidente Formigoni si deve ora dimettere. L'alternativa sarebbe per lui di sperare nei tempi della malagiustizia italiana e nelle prescrizioni modello 'Oil for food'. Una speranza 'da disperato', come lui stesso si defini' un anno fa". Cappato terra' una conferenza stampa sul tema domani alle 15, allo studio Viola in via Mozart 9 a Milano, subito dopo aver consegnato le firme per la presentazione della Lista Bonino-Pannella alle elezioni comunali di Milano.



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