Finazzer Flory ad Affaritaliani.it: "Il Salone del Mobile? Va "allungato". MiTo? Non si ridimensiona, il Comune riconferma i suoi impegni"

Sabato, 2 maggio 2009 - 12:31:00


Massimiliano Finazzer Flory
di Fabio Massa

Il Salone del Mobile ha chiuso con risultati record. Segno che la creatività, a Milano, non conosce crisi. "Segno anche - spiega l'assessore alla Cultura a Palazzo Marino - che l'offerta culturale è florida". Massimiliano Finazzer Flory sceglie Affaritaliani.it per spiegare come "questo evento va governato" e, soprattutto, per lanciare una proposta forte: "una settimana non basta. Occorre allungare i tempi del Salone".

Assessore Finazzer Flory, il Salone del Mobile ha chiuso con un grande successo. Ma il Salone è anche cultura?
Il Salone del Mobile significa economia interpretata culturalmente. E' un terreno di confronto tra il fare e il saper fare. Tra la forma e il contenuto.

Questo vuol dire che il Salone del Mobile rientra a pieno titolo nell'offerta culturale di Milano?
Certo, vuol dire che entra a pieno titolo nell'offerta di una città che vuole essere una città della cultura. Il Salone del Mobile è una grande fonte di energia che investe sulla città dal punto di vista della creatività che, poi, è la cifra del salone del Mobile. La creatività è la sua identità. Una creatività, ovviamente, applicata al prodotto. C'è una bella frase, su questo tema, di un grande architetto e genio dello stile italiano, Achille Castiglioni, che affermava che la creatività è una marmellata che però va spalmata su una fetta di pane cioè su qualcosa di materiale.

E' un processo che si può controllare, questo Salone del Mobile, oppure no?
E' un processo che ha bisogno di una governance tra pubblico e privato. Comunque, tra istituzioni. Perché il Salone del Mobile è una macchina complessa.

Con uno spontaneismo incredibile...
Non si può dire semplicemente "va governato". E' una cosa complicata: bisogna infatti anche lasciare che questo evento produca un ordine di sviluppo libero. Ormai oggi assistiamo a un “prima” del Salone, a un Salone, a un “fuori” Salone ma anche a un “dopo” Salone che pervade la città. E che va nutrito, alimentato. Tra l'altro vorrei dire una cosa...

Milano/ Salone del mobile, boom di visitatori: 56% stranieri

Dica.
Il Salone del Mobile dura troppo poco.

Lo allungherebbe?
Sì, assolutamente. Se fosse possibile mi piacerebbe che avesse ancora qualche giorno per permettere una maggior partecipazione degli operatori.

Cambiamo discorso. Ci sono voci di "ridimensionamento" per il MiTo...
E' vero che la crisi sta colpendo tutti i grandi progetti e MiTo è un grande progetto, non vi è dubbio. Detto questo però vorrei affermare con forza che MiTo è uno degli asset strategici della programmazione su base annua. E' confermata la nostra presenza e riconfermato il nostro impegno di spesa se non ci saranno altri tagli da parte del governo nazionale. Ho aggiunto anche il mio know how di uomo di teatro; ho avuto numerosi incontri con gli organizzatori per innovare ancor di più MiTo con nuove location ancora... segrete.

Ne anticipi una ad Affaritaliani.it.
La Galleria Vittorio Emanuele. Sull'Ottagono ci sarà un grande evento musicale. E' importante infatti portare fuori, tra la gente, la cultura, “estrofletterla”. Portarla fuori dal Palazzo. Fare in modo che sia performativa, contagiosa, che intercetti i grandi flussi sociali.

Parlavamo di tagli. La crisi è finita?
Per la cultura no di certo. La cultura ha risentito molto di questo clima economico fino ad oggi. E soprattutto è stata colpita la povera gente di cultura. Poiché non siamo disposti a rinunciare alla cultura, abbiamo dovuto aumentare i sacrifici per continuare a vivere della nostra passione. Quindi, da assessore, dico che non lasceremo soli gli artisti. Mi sto personalmente impegnando per cercare nuove entrate e nuovi finanziamenti. Ma soprattutto sto agendo anche in un'altra direzione.

Quale?
Il mio tentativo è di far lavorare insieme soggetti e attori della cultura del territorio. Fare grandi manifestazioni su base mensile è importante per ridurre i costi, aumentare la capacità di comunicazione e riuscire a lavorare su un budget unico, senza dividere la spesa in tanti rivoli e in molta burocrazia.

Tiriamo un primo, parziale, bilancio di questo 2009.
E' una stagione di transizione che richiede una grande solidarietà tra le istituzioni della cultura. Sono certo che in prospettiva il 2010 e il 2011 saranno pregni di grandissimi risultati. Già da adesso posso dire che Milano è in controtendenza, perché aumentano le visite alle mostre. E mi aspetto molto dalla mostra “Monet. Il tempo delle ninfee” che inauguro domani...

0 mi piace, 0 non mi piace

Commenti

    Fai di Affaritaliani la tua HomePage
    Iscriviti alla Newsletter
    Mobile
    Seguici su facebook
    Rss
    Twitter
    Google
    Internet Explorer
    
    Rcs/ John Elkann, creati i presupposti per uscire da declino
    Crisi/ Si impicca nel Teramano un imprenditore edile ascolano
    Vaticano/ In 9 punti j'accuse Cda Ior a Gotti Tedeschi: "Non ha fatto il suo dovere"
    Europei nuoto/ Argento agli azzurri nella 4x200, titolo alla Germania
    Crisi/ Madrid, il 22 giugno vertice a Roma Merkel-Hollande-Rajoy
    Calcio/ Del Piero ai tifosi: "Stagione esaltante, vi terrò informati
    Siria/ Osservatori Onu, 92 morti a Hula di cui 32 bambini
    Nuoto/ Europei, oro alla Pellegrini nei 200 stile libero. Mizzau quarta
    LEGGI TUTTE LE ULTIMISSIME

    Non aspettare!

    Cerca subito tra migliaia di immobili in vendita e in affitto
    Inizia da qui

    Prima rata gratis

    Un prestito per il tuo futuro? Trovalo subito
    SCEGLI PRESTITÒ

    Auto usate

    Stai cercando l’auto dei tuoi sogni? Scoprila subito.
    Cerca adesso