Filippo Penati (Pd) ad Affaritaliani.it: "Franceschini? Facciamo le primarie". E su Veltroni: "Non doveva dimettersi"

Giovedì, 19 febbraio 2009 - 16:44:00

Di Daniele Riosa

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"Subito le primarie, poi il congresso e azzerare l'attuale gruppo dirigente nazionale e costituirne un altro". Filippo Penati, presidente della provincia di Milano, sceglie Affaritaliani.it per presentare la sua ricetta per rilanciare il Pd dopo le dimissioni di Veltroni che giudica intempestive: "Non era il momento dell'abbandono. Anche a me piacerebbe dire che questo non è il Pd che ho sognato: ma non mi tiro indietro e voglio contribuire a costruire un nuovo partito e vincere una sfida difficile come quella delle Provinciali di Milano". Franceschini? "Una scelta debole e burocratica di un gruppo dirigente incapace di innovare". E sulle alleanze...

Franceschini è in pole per sostituire Veltroni alla segreteria del Pd. E' una soluzione che la soddisfa?
"Non ho nulla di personale contro Franceschini che considero una persona degna. Ma sono contrario sul come ci si sta arrivando: sia nel metodo, sia nel merito".



Partiamo dal metodo...
"Il coordinamento nazionale ha deciso all'unanimità di tenere sabato l'assemblea nazionale e di portare la proposta di Franceschini segretario mentre stavano uscendo le dichiarazioni di Veltroni che confermava le sue dimissioni".

Che conclusioni trarne?
"Si vogliono bruciare i tempi, ma in realtà si vuole prendere tempo. Quella di Franceschini è una soluzione burocratica. Non c'è più il numero uno e dunque si mette il numero due. Come se tutte le colpe fossero solo di Veltroni e non ci fosse una responsabilità di un intero gruppo dirigente che si deve mettere in discussione. Ci vuole una discussione immediata e una resa dei conti per non andare incontro a una disfatta alle Europee. Ci vuole un forte segno di discontinuità che parta proprio dal gruppo dirigente attuale".

Convocando magari subito il congresso?
"L'importante che si cominci a far capire che la campanella è suonata. Dobbiamo cambiare e metterci in movimento fin da subito mandando via il coordinamento attuale e mettendo fine all'esperienza del governo ombra che è servita solo a riciclare pezzi della classe dirigente. La soluzione Franceschini è debole proprio per questa mancanza di innovazione. Se qualcuno pensa di risolvere le cose in questo modo al Nord la situazione diventerebbe deflagrante. Qui stiamo giocando una sfida importante e possiamo vincerla".

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