Filippo Penati (Pd) ad Affaritaliani.it: “Nasce il gruppo Penati presidente”. Renzo Bossi? “Lì per il padre”
![]() Filippo Penati (Pd) |
Partiamo dall'elezione alla vicepresidenza del consiglio…
Mi hanno eletto per rappresentare le forze di minoranza e per rappresentare il progetto che abbiamo sottoposto alla fiducia degli elettori lombardi che ha ottenuto tantissimi consensi. Continuerò ad essere un punto di riferimento per l'intera coalizione".
Nessun inciucio con Formigoni come dicono i maligni dunque?
"Assolutamente no. E' una carica che spetta alle minoranze come avviene in parlamento. E' la coalizione che mi ha sostenuto in campagna elettorale che mi ha eletto: lavorerò con questa logica. Non avrei mai accettato e preso in considerazione un incarico che dipendesse da Formigoni".
Come si concilia questa carica con i suoi impegni romani?
"Innanzitutto intendo mantenere gli impegni che ho preso con gli elettori. Nel frattempo darò le dimissioni dal consiglio provinciale perché credo di poter rappresentare gli elettori lombardi e milanesi al Pirellone".
Tornando agli incarichi romani?
"Sono in subordine. Prima di tutto viene l'impegno assunto con gli elettori e con la coalizione. Alcune funzioni da capo della segreteria di Bersani le posso svolgere anche da Milano, visto che non richiedono una presenza fissa. In ogni caso, se dovrò fare una scelta, privilegerò l'impegno in consiglio".
Quali caratteristiche avrà il gruppo che intende costituire al Pirellone?
"Premetto che l'aveva già fatto in passato Sarfatti e anche in Provincia abbiamo fatto la stessa cosa. La decisione è stata presa dal Pd con le altre forze della coalizione: chi parla di gruppo autonomo dice una cosa assolutamente imprecisa. E' solo un modo per aumentare le possibilità di azione politica della coalizione e di avere un coordinamento tra i partiti. Ovviamente mi uniformerò automaticamente alle decisioni del Pd, a meno che non esistano questioni di coscienza ma non credo che in consiglio regionale questa eventualità si presenti spesso. Inoltre è un gruppo che permette anche di rappresentare gli elettori che non hanno dato voti ai partiti della coalizione ma direttamente al sottoscritto".
Come si chiamerà?
"Come il mio listino. Penati presidente, l'alternativa lombarda".
Passiamo al primo giorno di consiglio. Che idea si è fatto di Renzo Bossi?
"Non lo invidio: quando avevo la sua età ero più scanzonato, facevo politica e qualche volta dicevo cose anche non politicamente corrette. Mi sembra messo lì per la volontà del padre di accasarlo. Penso abbiano sbagliato a dargli questo ruolo".
Però i voti li ha presi...
"Si figuri se a Brescia uno che vota Lega non scrive Bossi sulla scheda. Credo che la maggiore preoccupazione ce l'avesse l'altro candidato del Carroccio a Brescia: evitare cioè di battere il figlio del capo. Non credo che così si aiuti a crescere politicamente una persona. A quell'età sarebbe meglio incominciare dalla gavetta. Io ho fatto così e non mi lamento per i risultati raggiunti".
Daniele Riosa



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