Filippo Penati davanti ai giudici con una valigia di documenti

Domenica, 9 ottobre 2011 - 14:49:05

Primo confronto - richiesto dall'indagato - tra Filippo Penati e i magistrati monzesi, Walter Mapelli e Franca Macchia, che lo hanno indagato nell'ambito dell'inchiesta sul cosiddetto 'Sistema Sestò. L'ex capo della segreteria politica di Pierluigi Bersani è accusato di concussione, corruzione e finanziamento illecito ai partiti. Secondo gli inquirenti l'ex sindaco di Sesto San Giovanni avrebbe chiesto circa 20 miliardi delle vecchie lire per l'approvazione e l'attuazione del piano edilizio nell'area ex Falck, negli anni in cui guidava il comune alle porte di Milano. Ipotesi d'accusa che è costata, a Penati, l'iscrizione per concussione. Quindi, sempre secondo i magistrati, l'ex presidente della Provincia di Milano sarebbe responsabile di corruzione per aver ricevuto dall'imprenditore Piero Di Caterina circa 3,5 milioni di euro, in parte poi restituiti, per l'ampliamento dell'area edificabile volumetrica della Falck che da 600mila metri quadri sarebbe dovuto arrivare a un milione 200mila metri quadri ma che si attesto a 900mila metri quadri.

Del finanziamento illecito ai partiti ha parlato invece l'imprenditore Piero Di Caterina che ha precisato recentemente di aver versato non mazzetta ma finanziamenti «perchè quando sei vicino a un politico è inevitabile avere dei vantaggi». Oltre al capitolo relativo all'area ex Falck, Penati è convolto nell'indagine sull'acquisto del 15%, avvenuto nel 2005, di azioni della Serravalle da parte della Provincia di Milano. L'ente comprò quei titoli a quasi 9 euro dal gruppo Gavio che le aveva pagate 3 euro. Per gli inquirenti a monte di quella compravendita ci sarebbe stata una riunione per definire il sovrapprezzo così da creare tangenti da destinare a Filippo Penati e al suo ex braccio destro Giordano Vimercati. Penati, ha sempre respinto ogni addebito. Quello di oggi è il primo faccia a faccia tra il politico e i magistrati, un incontro chiesto e ottenuto dallo stesso ex vicepresidente del Consiglio regionale lombardo

"Come avevo richiesto, oggi sono stato interrogato dai Procuratori della Repubblica di Monza, che indagano sulla mia vicenda. Ho risposto a tutte le loro domande, ricostruendo nel dettaglio i rapporti da me intrattenuti sia con i coimputati sia, soprattutto, con gli imprenditori che mi hanno accusato - spiega Penati in una nota - Ho riferito quanto a mia conoscenza e credo di aver dato un contributo che ritengo comunque importante per consentire agli organi giudiziari, che proseguiranno le indagini e che dovranno successivamente esprimere un giudizio, di stabilire, nel modo più completo possibile, se io debba essere considerato responsabile o meno delle accuse che mi sono state rivolte. Desidero precisare che, all’esito della decisione giudiziaria, mi riterrò libero di chiedere alla magistratura di accertare se coloro che mi hanno accusato, lo abbiano fatto ingiustamente e, quindi, debbano rispondere di tutti i danni da me subiti". I difensori di Penati comunicano che l’interrogatorio è stato secretato, in quanto sono necessari una serie di riscontri.

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