Fiano ad Affari: no al Pd arancione

Lunedì, 24 ottobre 2011 - 09:24:20

Majorino ad Affaritaliani.it: "Non ho mai proposto lo scioglimento del PD. Rafforziamo il lavoro unitario"

di Fabio Massa

Daniela Benelli, assessore comunale di Sinistra e Libertà, "frena" sull'ipotesi di Majorino di "sciogliere" tutti partiti del centrosinistra negli arancioni. "La proposta è interessante ma bisogna partire dal basso. Majorino ha anticipato quello che potrebbe essere l'esito di un processo politico. Mi sarei aspettata una proposta del genere dal sindaco..."

Daniela Benelli, secondo Majorino tutti i partiti della sinistra dovrebbero scioglieri negli arancioni. Che cosa ne pensa?
Penso che la proposta è interessante ma non si può cominciare da lì. Bisogna cominciare dal basso a fare un'operazione del genere. Ci sono dei processi politici da innescare.

Quindi Majorino ha precorso i tempi...
Diciamo che ha anticipato quello che potrebbe essere l'esito di un processo politico. Forse bisogna avere più riflessività e bisogna che ne parlino tutti i partiti che fanno parte della coalizione. Credo che anche il sindaco dovrebbe avere la sua parte, in questo processo...

Che cosa vuol dire "dovrebbe avere la sua parte"?
Vuol dire che mi aspetterei una proposta del genere dal sindaco.

Secondo lei Pisapia potrebbe essere il Papa Straniero del Pd?
Non lo so, ma non ho colto questa intenzione in lui. Però non saprei dire con certezza...

Di Mariela Golia

Il Pd arancione? "Non c'è bisogno di sciogliersi per collaborare proficuamente. Il partito deve migliorarsi. I movimenti hanno una loro vivacità, forza e freschezza che devono mantenere come avanguardia di partecipazione. Deve esserci una totale collaborazione, osmosi". Emanuele Fiano boccia in un'intervista ad Affaritaliani.it la proposta di Majorino di "sciogliersi" tutti nel popolo "arancione" per azzerare le divisioni interne alla maggioranza di Palazzo Marino.

Boeri ha parlato di un "mondo chiuso e indifferente". Majorino dice che nel popolo arancione "c'è più unità".
"Non mi piace commentare le polemiche, mi piace più lavorare. Agli elettori non interessa tanto l'alchimia dei nostri nomi. Chiunque dica che il Pd deve essere aperto fa bene però questo dipende anche dalle idee di chi ha incarichi. C'è anche un problema di come funzionano le strutture del partito. Abbiamo il dovere di dimostrare che stiamo conducendo cambiamento, Majorino come Boeri hanno straordinarie potenzialità. Ma non credo che prima vengano le formule e poi il lavoro".

Intanto però in segretaria c'è uno scontro aperto tra Boeri e Cornelli.
"Se noi dovessimo produrre divisioni non avremmo più nessuna possibilità di essere un partito. Gli elettori ci chiedono di produrre idee. Poi chi ha incarichi deve essere aperto alle critiche che devono essere costruttive".

Pisapia potrebbe essere il papa straniero a sinistra?
"Non amo le formule. Pisapia ha avuto un risultato straordinario, se l'è meritato e ora ha la possibilità di dimostrare, nel città più emblematica, come cambiare Milano. Non ho mai vissuto la vittoria di Pisapia come una sconfitta del Pd. Altrimento non avrei fiducia nelle primarie. Le primarie il partito può vincerle o perderle con i propri candidati. Pisapia ha portato dentro la vittoria molte persone per le quali il Pd non è sufficiente. Ora si tratta di collaborare insieme. Fare bene il sindaco di Milano dà straordinarie soddisfazioni. Non vedo nessun interesse suo se non come modello di buon governo. La sua vittoria dipende anche dal 29% del Pd al quale si sono aggiunti tante altre forze che bisogna tenere insieme".

E quindi?
"La gente rimane delusa da uno che si fa eleggere con un partito e poi lo lascia per assumere un altro incarico. La gente ha creduto in Pisapia perché pensa che possa interpretare bene assieme alle idee del Pd, di Boeri, di Majorino e del popolo arancione il cambiamento. Dobbiamo smetterla di scimmiottare il berlusconismo, per cui l'esito di un'elezione dipende dalla persona che mettiamo lì. E' una questione di squadra. In questi giorni ho assistito all'Aquila all'iniziativa di Pippo Civati e della Serracchiani. Il prossimo weekend c'è quella di Matteo Renzi. Anche se non condivido tutto quello che viene detto, dobbiamo prendere queste iniziative come apporti e aggiunta. Se ogni volta che c'è una novità pensiamo che debba esserci una sostituzione o una sottrazione facciamo un gioco aritmetico. Qui c'è un vento nuovo, aria fresca, idee. Dobbiamo dimostrare di essere un squadra unita con molte stelle come accade a Milano, è un'idea che ci farebbe vincere".

0 mi piace, 0 non mi piace
Fai di Affaritaliani la tua HomePage
Iscriviti alla Newsletter
Mobile
Seguici su facebook
Rss
Twitter
Google
Internet Explorer


Superbike/ Gp Usa, Checa vicen gara 1 davanti a Melandri; Biaggi 3
Intesa Sanpaolo/ Pietro Garibaldi nuovo vicepresidente Cds =
Tlc/ F2i con Fondo strategico italiano per sviluppo rete fibra ottica
Calcioscommesse/ Severino, grave da stroncare con decisione
Siria/ Pentagono se diplomazia fallisce pronto intervento militare
Calcioscommesse/ Conte, mia assoluta estraneita' a fatti
Calcioscommesse/ Agnelli, Conte resta nostro allenatore
Fisco/ 730, piu' tempo per esibire documentazione
LEGGI TUTTE LE ULTIMISSIME

Vuoi cambiare casa?

Tante offerte di immobili in tutt’Italia ti aspettano
Cerca subito!

Prima rata gratis

Un prestito per il tuo futuro? Trovalo subito
SCEGLI PRESTITÒ

Auto usate

Stai cercando l’auto dei tuoi sogni? Scoprila subito.
Cerca adesso