Fiano ad Affari: no al Pd arancione
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di Fabio Massa Daniela Benelli, assessore comunale di Sinistra e Libertà, "frena" sull'ipotesi di Majorino di "sciogliere" tutti partiti del centrosinistra negli arancioni. "La proposta è interessante ma bisogna partire dal basso. Majorino ha anticipato quello che potrebbe essere l'esito di un processo politico. Mi sarei aspettata una proposta del genere dal sindaco..."
Daniela Benelli, secondo Majorino tutti i partiti della sinistra dovrebbero scioglieri negli arancioni. Che cosa ne pensa?
Quindi Majorino ha precorso i tempi...
Che cosa vuol dire "dovrebbe avere la sua parte"?
Secondo lei Pisapia potrebbe essere il Papa Straniero del Pd? |
Il Pd arancione? "Non c'è bisogno di sciogliersi per collaborare proficuamente. Il partito deve migliorarsi. I movimenti hanno una loro vivacità, forza e freschezza che devono mantenere come avanguardia di partecipazione. Deve esserci una totale collaborazione, osmosi". Emanuele Fiano boccia in un'intervista ad Affaritaliani.it la proposta di Majorino di "sciogliersi" tutti nel popolo "arancione" per azzerare le divisioni interne alla maggioranza di Palazzo Marino.
Boeri ha parlato di un "mondo chiuso e indifferente". Majorino dice che nel popolo arancione "c'è più unità".
"Non mi piace commentare le polemiche, mi piace più lavorare. Agli elettori non interessa tanto l'alchimia dei nostri nomi. Chiunque dica che il Pd deve essere aperto fa bene però questo dipende anche dalle idee di chi ha incarichi. C'è anche un problema di come funzionano le strutture del partito. Abbiamo il dovere di dimostrare che stiamo conducendo cambiamento, Majorino come Boeri hanno straordinarie potenzialità. Ma non credo che prima vengano le formule e poi il lavoro".
Intanto però in segretaria c'è uno scontro aperto tra Boeri e Cornelli.
"Se noi dovessimo produrre divisioni non avremmo più nessuna possibilità di essere un partito. Gli elettori ci chiedono di produrre idee. Poi chi ha incarichi deve essere aperto alle critiche che devono essere costruttive".
Pisapia potrebbe essere il papa straniero a sinistra?
"Non amo le formule. Pisapia ha avuto un risultato straordinario, se l'è meritato e ora ha la possibilità di dimostrare, nel città più emblematica, come cambiare Milano. Non ho mai vissuto la vittoria di Pisapia come una sconfitta del Pd. Altrimento non avrei fiducia nelle primarie. Le primarie il partito può vincerle o perderle con i propri candidati. Pisapia ha portato dentro la vittoria molte persone per le quali il Pd non è sufficiente. Ora si tratta di collaborare insieme. Fare bene il sindaco di Milano dà straordinarie soddisfazioni. Non vedo nessun interesse suo se non come modello di buon governo. La sua vittoria dipende anche dal 29% del Pd al quale si sono aggiunti tante altre forze che bisogna tenere insieme".
E quindi?
"La gente rimane delusa da uno che si fa eleggere con un partito e poi lo lascia per assumere un altro incarico. La gente ha creduto in Pisapia perché pensa che possa interpretare bene assieme alle idee del Pd, di Boeri, di Majorino e del popolo arancione il cambiamento. Dobbiamo smetterla di scimmiottare il berlusconismo, per cui l'esito di un'elezione dipende dalla persona che mettiamo lì. E' una questione di squadra. In questi giorni ho assistito all'Aquila all'iniziativa di Pippo Civati e della Serracchiani. Il prossimo weekend c'è quella di Matteo Renzi. Anche se non condivido tutto quello che viene detto, dobbiamo prendere queste iniziative come apporti e aggiunta. Se ogni volta che c'è una novità pensiamo che debba esserci una sostituzione o una sottrazione facciamo un gioco aritmetico. Qui c'è un vento nuovo, aria fresca, idee. Dobbiamo dimostrare di essere un squadra unita con molte stelle come accade a Milano, è un'idea che ci farebbe vincere".


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