FashionCamp 2011: la moda diventa democratica, pop e social
Di Maria Teresa Melodia 
Carla Gozzi
Per fiutare tutto ciò che si muove nel mondo fashion al di là delle passerelle dei grandi stilisti c’è un appuntamento da segnare in agenda. Il Fashion Camp 2011, manifestazione alla seconda edizione, in programma il 10 e 11 giugno a Milano, presso lo Spazio A dell’ex Ansaldo in Via Tortona 54. Un evento strutturato come un barcamp che si sviluppa in rete per approdare sul territorio, come trait-d’union tra il mainstream della moda, i fashion blogger, i coolhunter, e chi sperimenta nuove tecnologie in maniera innovativa. Ad Affaritaliani.it ne parla la madrina Carla Gozzi, esperta di stile e conduttrice di Ma come ti vesti?! (su REAL TIME - Digitale Terrestre Free Canale 31, Sky Canali 126 E 127, Tivu'sat Canale 31).
L’ALTRA MODA CONDIVISA - Una due giorni in cui ci saranno workshop, eventi collaterali e un temporary store che vedrà protagonisti i giovani ed i marchi creativi di abbigliamento e accessori. “Il FashionCamp mette in evidenza che c’è un altro modo di vedere la moda, un approccio digitale che è un approccio alternativo. I protagonisti saranno i fashion blogger più conosciuti, ma anche artigiani che difficilmente potrebbero venire alla luce e che grazie a questo evento hanno l’opportunità di far conoscere i propri lavori secondo una modalità molto lontana da quella delle grosse aziende che hanno grosse potenzialità di comunicazione. E’ un bel trampolino di lancio per gli addetti ai lavori non inseriti nel vero e proprio fashion system” - racconta Gozzi - “Un’opportunità per trovare delle realtà uniche, un allenamento sul campo per una visione fashion a tutto tondo, da produzioni artigianali alla presentazione di collezioni fino a lavori editoriali. Ci sarà un po’ di tutto, sia come interventi, sia come partecipanti ovvero persone di settore, giovanissimi studenti o ricercatori: un mix di professionalità esteso che porterà solo risultati positivi”.
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UNA MODA TECNOLOGICA - “Anch’io sono una fashion blogger, pur lavorando per grosse aziende: infatti ho sempre creduto nella forma di comunicazione propria dei blog e dei new media”, continua, “ Come in tutte le forme innovative c’è da fare un po’ di ordine, ma l’aspetto positivo è che ognuno, anche il più piccolo e sperduto, può farsi notare attraverso il web. Un’artigiana che non ha i mezzi per poter comunicare il proprio lavoro e non ha il giusto network riesce ad averli senza fare nulla se non connettersi alla rete. E’ questa la magia! Oltre che una speranza per i giovani che stanno vivendo un momento lavorativo di difficoltà e hanno meno opportunità”.
LE REGOLE DEL GIOCO - Se la moda sul web è un mare magnum, l’unicità è l’unico elemento che fa la differenza: “Il network permette di uscire come personaggio e come talento, ma non a caso, nella marea di contatti e persone, emerge chi ha una sua specificità. La fashion blogger stessa se non ha un blog particolare, se non propone una visione tutta sua, rischia di rimanere nell’oceano della blogosfera”. E poi? “Bisogna continuamente produrre immagini e servizi, come una redazione tradizionale ma che mangia notizie a grande velocità. Serve una grande produzione dietro le quinte. Ecco è il succo per essere cliccati”.
EVOLUZIONE DEI MESTIERI - Tutto questo fa crescere professionalità nuove: “Accanto al giornalista web, c’è una serie di ruoli tradizionali che cambiano proprio perché è fondamentale l’impatto fotografico. Sono quindi richiesti giovani che hanno maggiore dimestichezza con gli strumenti della rete. Quello che cambia è la visione: sul web il contenuto rispetta altri parametri, l’immagine diventa opera d’arte e i reportage di moda vengono rielaborati con un’ottica nuova”.
UNA MODA DEMOCRATICA & SOCIAL - Grazie al web la moda diventa meno elitaria: “L’ottica del fashion non è più per pochi, ma sta diventando di tanti. Viene compresa maggiormente e dà anche uno stimolo alle grosse aziende a fare un po’ di più , a non sedersi. Pensando alle direzioni per il futuro la democraticità è quella la principale. E in questo caso, il fashion è un vocabolo a tutto tondo: dal look agli arredi e alla decorazione fino alle forme d’arte. Rendere tutto più social è il fattore chiave per ottenere il risultato amplificato”.
STILE A PICCOLI PREZZI – La democraticità si traduce in maggiore consapevolezza, si sa quello che si vuole e si sa dove andarlo a trovare, magari senza spendere grosse cifre: “Laddove il consumatore diventa meno follower, ma più in grado di avere un proprio gusto, più diventa semplice saper scegliere il capo o l’accessorio che abbinato, mixato, reinterpretato diventa un pezzo di valore. Insomma, dove si conoscono gli strumenti tutto diventa più facile, che è anche lo scopo del Fashion Camp”.
E-SHOPS, ECCO DOVE ANDARE – Un grosso trend arriva dallo shopping online: “Anche le grosse case di moda aumentano le vendite sul web per quanto riguarda gli accessori, ma in particolare la vendita online si sta concentrando sui pezzi unici, sulla ricerca di piccole aziende che producono prodotti non trovabili ovunque, addirittura solo in rete”, conclude Carla Gozzi, che ci regala alcuni dei suoi indirizzi preferiti dove settimanalmente scova alcune curiosità:
www.faracollection.it; www.benedettabruzziches.com; www.welovet-shirt.blogspot.com.
Per maggiori informazioni sull’evento visitate il sito www.fashioncamp.it.



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