Dolcemente Prada. La donna Fendi è concreta e intrigante
| Fashion week, Gucci in bianco e nero. LE IMMAGINI |
Sport e couture, India e Vienna, mondi diversi che trovano composizione nella nuova sofisticata e delicata collezione dedicata alla donna della prossima primavera/estate di Ermanno Scervino. Nel gioco di contrasti e contrapposizioni, le giacche dalle linee geometriche si indossano con abiti leggeri e gonne godè longuette e molto femminili. La duchesse, a volte doppiata, si caratterizza per la presenza di zip, vele, coulisse e volumi ampi. La pelle è lavorata con intarsi e frange, che al secondo giorno di sfilate si impongono sulle passerelle come una sorta di fil rouge. Grande importanza assume il punto vita, linea di incontro tra maglia e gonna, che può essere sottolineato da balze a corolla. Balze anche su gonne e abiti in seta che seguono la linea del corpo con effetto sirena. Forte impronta hand made negli intrecci di paglia, mentre il denim lavorato con il pizzo aggiunge una nota rock. Il fatto a mano torna anche per la sera, per la quale Scervino immagina maglie indossate su lunghe gonne in chiffon. Strati di organza e chiffon si sovrappongono e ingabbiano tessuti dai disegni grafici. Dominano gli azzurri, i bianchi, i verdi e il kaki.
PRADA DIVERSAMENTE DOLCE - La nuova dolcezza è la moda targata Prada: e stavolta la metafora è proprio azzeccata, tra automobili Anni 50 e colori caramellosi. Miuccia Prada, con la sua sfilata, finisce sempre per realizzare, e lo ha fatto anche stasera a Milano, una sorta di 'manifestò stagionale del costume: stavolta ha detto di essere stufa (e non è la sola) della femminilità aggressiva che si sente emancipata esibendo tutto, ma anche di quella che si fa forte nascondendosi nella durezza dei vestiti da uomo. Dunque, alla sua maniera, che è sempre legata indissolubilmente alla moda, Miuccia reagisce, usando il proverbio maschilista più scontato che ci sia - donne e motori, gioie e dolori - come scusa per rivendicare la dolcezza della femminilità. Quasi inevitabilmente finisce per girovagare negli anni 50, tra sangallo e colori pastello, tra gonne plissè e spolverini a sacchetto, un pò Doris Day. Ma il tentativo - riuscito - è di fare qualcosa di diversamente dolce e non stereotipato. In passerella ci sono le sagome stilizzate delle macchinone americane dei tempi in cui gli italiani risparmiavano per comprare la piccola 600, ma al cinema ammiravano le enormi Cadillac rosse o turchine, quelle con i fari posteriori che sembravano cannoncini rossi sovrastati da alettoni. A Miuccia non manca il coraggio: ha piazzato quei faretti sui tacchi a spillo dei suoi sandali, insieme con le fiamme, quelle che nell'immaginario di allora accompagnavano il rombo dei motori. Fiori ricamati con l'effetto del pizzo sul tessuto dei cappottini squadrati, gonne a tubo ma strette dall'elastico in vita e al ginocchio, reggiseno di raso a balconcino o a fascia portato come top. Sottanine e bluse di chiffon plissettato, combinate tra celeste e giallino, azzurro e rosso vino. Fantasie di automobiline stampate sugli abiti, costumi da bagno come pagliaccetti di pizzo o di satin con cintura-bijoux, portati sotto le giacche quadrate e scostate ma con dettagli preziosi di pietre luccicanti. Tanti gioiellini, orecchini e collane, che ci fanno sdoganare l'aggettivo 'graziosò, inusitato per Prada. Chiffon rosa, naturalmente plissè, sotto il soprabito con la Cadillac e le fiamme: stessa fantasia per la borsa, che sarà copiatissima. Femminilità intrigante, dolcezza seriosa, accessori divertenti, collezione allegra e spiritosa: sono quasi tutte parole di Miuccia, che si possono condividere. Idem quando dice che «non vogliamo essere (pericolose) come i motori, ma non si capisce perchè dobbiamo rinunciare alla dolcezza e alla femminilità». Miuccia incontra sempre la stampa italiana prima della sfilata: stavolta a sorpresa si è infilata nella stanza la famosa Anna Wintour, direttore di Vogue Usa, la quale, seduta tra i cronisti stanchi e indaffarati, faceva davvero uno strano effetto. Tempi che cambiano? Pare di sì, anche per le modelle: Miuccia ha riferito che le ha trovate un pò ingrassate.
FENDI: CONCRETEZZA INTRIGANTE, ANNI 60 A RIGHE - La donna Fendi è una borghese dall'aria concreta ma assai intrigante, un pò anni 60, di quelle che sembrano aver combinato bene i tasselli del proprio ruolo sociale, eppure trasmettono anche una leggerezza irrequieta e provocante. Vi ricorda la protagonista di 'Io sono l'amorè di Luca Guadagnino, magistralmente interpretata da Tilda Swinton? In effetti l'atmosfera è quella, non a caso Silvia Venturini Fendi è stata produttore associato di quel film: alla stilista, che ormai con Karl Lagerfeld divide la responsabilità della collezione Fendi, piacciono i messaggi sottili, nascosti nelle pieghe di una gonna a trapezio, nella morbidezza di un abito arricciato, nella sobrietà di uno chemisier o di una giacchina a sacchetto. Non pensiate però a uno stile noiosamente vintage: qui è tutto grafico e contemporaneo. Si parte da una cravatta che diventa un nastro e si trasforma in pannelli mobili che danno ariosità alla concretezza di abiti e completi che «sono per la vita» spiega Silvia. Tante righe, in bianco e nero, in rosso ed ecru, tessute nel cotone o applicate come nastri di pelle sul tulle, combinate tra loro includendo il rigatino da camiceria. Tacchi alti piramidali e rigati che si alternano ai sandali piatti con strisciolina di pelliccia che ricorda il dna della maison, ribadito da un lungo gilet che pare la ruota del pavone. Non ha ancora un nome la nuova borsa, un secchiello un pò a gondola.
Milano, Palazzo Morando, Party per il Vogue Fashion Fund Who Is On Next. Nella foto Franca SozzaniGuarda la galleryULTIMA SFILATA PER D&G, SI INTEGRA CON LA PRIMA LINEA - Ultima sfilata per D&G. La griffe 'giovanè di Stefano Dolce e Domenico Gabbana viene integrata nella prima linea. Lo annunciano gli stilisti sulle note di chiusura della passerella di oggi in viale Piave a Milano. «Siamo molto felici del momento che stiamo vivendo. Dalle prossime stagioni il marchio D&G uscirà insieme a Dolce&Gabbana e darà ancora più energia alle nostre collezioni. Per noi è come tornare a quando abbiamo iniziato questo lavoro, pieni di idee. Abbiamo tanti nuovi progetti da realizzare, così come vent'anni fa quando è nato 'D&G'» affermano, assicurando di essere «felicissimi di tutto ciò». La collezione, saluto finale del marchio che avviene in una vera e propria esplosione di colori, è caratterizzata dall'utilizzo, così come lo era stata per l'uomo P/E 2012, del foulard in twill di seta, come elemento centrale nella costruzione di abiti, camicie, pantaloni, gonne, shorts e accessori. Le stampe sono le più varie, con motivi a jaquard, equestri, floreali. Le proporzioni sono morbide o rese più aderenti dal foulard che si annoda sensualmente al corpo. Giochi asimmetrici vengono creati dalla composizione al traverso. Anche gli alti plateau di legno sono rivestiti di foulard allacciati alla caviglia, mentre le borse vanno portate al polso con monetine gioiello. Completano gli accessori, orecchini e collane con monetine dorate. Finale con lunghi abiti di chiffon a stampa foulard, portati con sandali capresi decorati.
BLUGIRL A TUTTO ROMANTICISMO TRA FIORI E FARFALLE - Si muovono leggere tra fiori e farfalle, piume e ruches, pizzi e ricami le 'filles en fleur' immaginate dalla stilista Anna Molinari per la collezione Blugirl per la prossima primavera estate, che ha sfilato oggi a Milano. In passerella, l'immagine botanico-romantica si sposa all'impronta couture in abitini di chiffon colorato, in tubini svolazzanti di piume, in capi che sono un trionfo di perline, pizzi e balzine. Le rose, il fiore simbolo della maison, questa volta non sono stampate ma applicate al tessuto con effetti tridimensionali. Sembrano quasi spiccare il volo, come le farfalle colorate scelte come stampa di punta per la prossima estate, riportate anche su sandali e borsette. Per la sera, lunghi abiti di chiffon stampato a motivi animalier e fioriti, ma anche gonne con macropaillettes.
MAX MARA, LINEARE E FUTURISTA CON GRAFFETTE METALLICHE - Lineare e futurista, la collezione Max Mara per la prossima primavera estate, che questa mattina ha aperto la seconda giornata di sfilate di Milano Moda Donna, ha come filo conduttore un motivo a graffetta. Pulita, quasi atletica, la silhouette, con spolverini dalle maniche a tre quarti con profili in pelle a contrasto, blazer blouson, abiti tunica, anche indossati su stretti pantaloni al ginocchio, tutine aderenti. A dare movimento alla proposta, gli intarsi di materiali: cotone e jersey, pelle e lurex, tessuti double e organza. Chiare le tinte, dal beige al verde menta. Per la sera, shorts e blazer spalmati d'oro o tute lunghe in lamè con top di pelle decorato da graffette. Ai piedi, sempre alte zeppe.
SEXY, PERSINO EROTICHE, SCARPE CASADEI E SERGIO ROSSI - Sexy, persino, erotiche, tra ricami che lasciano nudo il collo del piede ed effetti bondage, le scarpe per la prossima primavera estate presentate oggi a Milano da due marchi bandiera del made in Italy come Casadei e Sergio Rossi. Corde in seta si avvolgono come serpenti sui polpacci nudi nei nuovi sandali disegnati per Sergio Rossi da Francesco Russo, che si è impegnato nel creare «una relazione simbiotica tra la scarpa e il corpo». Nella collezione, anche sandali da pin up decorati da gigli, che sottolineano la sensualità del collo del piede, decolletè in colori fluo e clutch in metallo smaltato. Il pitone, autentico o ricreato da una sofisticata tecnica di incisione al laser, è invece al centro della nuova collezione Casadei, ispirata anche alle opere sperimentali di Alexander Calder per zeppe-scultura in legno o metallo. Anche qui non mancano colori fluo, dal rosa all'arancio, per stiletti di vernice technicolor.
HUGO BOSS ERA UN NAZISTA - «È chiaro che Hugo F. Boss sostenne il partito non solo a causa dei contratti che aveva per la fornitura delle uniformi naziste, ma anche perchè era un seguace del nazionalsocialismo». È la conclusione dello storico tedesco Erman Koster contenuta nel suo libro sulla figura del fondatore della maison commissionato proprio dalla casa di moda. La vicenda è rivelata dal sito tedesco The Local. Che Boss avesse avuto contatti stretti con il regime non è cosa nuova, come hanno sostenuto ricerche pubblicate in precedenza, tuttavia ora il libro dello storico tedesco chiarisce, una volta per tutte, la profondità e la natura della relazione. Tanto che la stessa casa Hugo Boss afferma sul suo sito web: «Il gruppo ha pubblicato questo nuovo studio con il proposito di aggiungere chiarezza e obiettività alla discussione. Allo stesso tempo esprime il suo profondo dispiacere per quelli che soffrirono danni e pene nella fabbrica diretta da Hugo Ferdinand Boss sotto il regime nazista». In quella fabbrica che produceva divise furono infatti impiegati coattivamente 140 operai polacchi razziati dalla Gestapo e 40 prigionieri di guerra francesi.
SFILATE AL LICEO PARINI - La moda entra per la prima volta in un liceo, coinvolgendo gli studenti: lunedì prossimo, il Liceo Classico Parini di Milano accoglierà la passerella della linea La Petite Robe di Chiara Boni. A sfilare saranno venti studentesse, mentre la band della scuola suonerà live. Stavolta non è stata la stilista a fare il casting: «Mi è sembrato giusto - ha spiegato Chiara Boni - non essere io a scegliere chi dovesse sfilare. Hanno deciso autonomamente e il risultato è proprio quello che volevo: giovani donne vere, che esprimono qualcosa, ognuna diversa dalle altre ma tutte interessanti».
Gli studenti realizzeranno anche un numero speciale del giornalino scolastico dedicato alle mode giovanili, scavando nell'archivio del loro liceo, ricco di immagini che testimoniano i cambiamenti di costume. Cambiamenti dei quali la storica istituzione milanese (dalla quale sono usciti Achille Ratti, divenuto Papa Pio XI, Dino Buzzati, Giorgio Strehler, Walter Tobagi e tanti altri personaggi che si sono distinti in tutti i campi) è stata anche testimone diretta: nel febbraio 1966, infatti, l'organo studentesco La Zanzara pubblicò un'inchiesta che 'osavà accennare anche ai rapporti sessuali e alla pillola. Fu un enorme scandalo, i tre autori furono perfino interrogati dalla polizia, ma gli studenti milanesi scesero in piazza in difesa della libertà di espressione e la vicenda finì per diventare una scintilla della contestazione.
TORNA 'SO CRITICAL SO FASHION' L'EVENTO DEDICATO AL FASHION ETICO - Torna a Milano la seconda edizione di 'So Critical So Fashion' primo evento italiano dedicato alla moda critica, etica ed indipendente e organizzato da 'Terre di mezzo Eventì. Negli spazi di 'Frigoriferi Milanesì dal 23 al 25 settembre, per tre giorni di performance, workshop, incontri e shopping. Uno spazio espositivo in cui 39 realtà selezionate avranno a disposizione un corner per la vendita della collezione in corso e la presentazione delle creazioni primavera/estate 2012. All'interno della tre giorni verrà presentato il progetto «Punto a capo Milano-Mumbai» che sostiene un laboratorio artigianale di borse decorate con le vignette di Pat Carra e stampato e ricamato a mano in India, dalle donne della Ong Lok Seva Sangam. L'iniziativa ospiterà anche l'esposizione di abiti, gioielli e accessori in carta realizzati dai finalisti di 'Fashion In Paper 2011', progetto a cui hanno partecipato gli allievi delle Accademie italiane di Belle Arti.
IL CALENDARIO DI GIOVEDì 22 SETTEMBRE
09,30 MAX MARA
VIA SENATO, 10
10,30 BLUGIRL
C.SO VENEZIA, 16
11,30 FENDI
VIA SCIESA, 3
12,30 ERMANNO SCERVINO
VIA SAN LUCA, 3
14,00 D&G
VIALE PIAVE, 24
15,00 GENNY
VIA MARCONI, 1
16,00 KRIZIA
VIA MANIN, 21
17,00 JO NO FUI
VIA FOGAZZARO, 23
18,00 DANIELA GREGIS
PIAZZA SANT'AMBROGIO 23/A
18,00 PRADA
VIA FOGAZZARO, 36
19,00 ALBINO
VIA CLERICI, 5
20,00 ANTEPRIMA
PIAZZA DUOMO, LATO LA
RINASCENTE



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.



















