Falliscono i tavoli di Ermolli, un vento nuovo sulla politica Expo

di Lorenzo Lamperti
Il tavolo vince sempre. Si dice così di solito no? Beh, stavolta il tavolo perde. Il tavolo in questione poi non è neppure uno. Si tratta di tavoli. Nove per l'esattezza. Sono i "tavoli tematici Expo", ovvero quei "tavoli di servizio, una sorta di parlamento che raccoglie le aspettative delle imprese e le trasferisce a chi di dovere". Almeno secondo le parole di chi li ha fortemente voluti, ovvero Bruno Ermolli, Membro della Giunta del Consiglio della Camera di Commercio di Milano e presidente di Promos, l'azienda che si occupa di comunicazione per lo stesso ente. E queste sono solo due tra le tante cariche ricoperte da uno degli uomini più ascoltati direttamente da Sua Emittenza Silvio Berlusconi. Ermolli è nei Cda di parecchie aziende, a partire da Fininvest, Mediaset, Arnoldo Mondadori e Mediolanum. Tutta roba dell'ex premier quindi. Ma ha una poltrona da consigliere anche in Fondazione Cariplo e alla Bocconi.
Fatto sta che, nel gennaio 2010, Ermolli ottiene l'organizzazione dei tavoli tematici Expo con il placet dell'ex sindaco meneghino Letizia Moratti. Chi meglio di un Cavaliere del lavoro insignito di un Ambrogino d'oro poteva gestire il progetto? Nati in seno alla Camera di commercio e in particolare di Promos, i tavoli si prefiggono come obiettivo quello di raggruppare i più grossi esponenti del mondo imprenditoriale ed economico milanese per creare progetti sull'Expo 2015. I tavoli sono nove: infrastrutture, energia e ambiente, salute, giovani, agroalimentare, accoglienza e ricettività, solidarietà e no profit, arte e cultura, credito. Costi? più 300 mila euro di consulenze con il beneplacito del segretario generale Chevallard.
Risultati? "Più di cento progetti" dichiara felicemente Ermolli qualche mese fa. "C'è una fortissima risposta a questa nostra iniziativa". La realtà: poco più di 30 incontri suddivisi per i nove tavoli. Conteggio confermato anche dal "Libro bianco", un rendiconto dell'attività svolta dai tavoli Expo pubblicato sul sito di Promos. Libro costato altri 100 mila euro. Ciò significa che ci sono stati una media di circa quattro incontri per singolo tavolo.
E i 100 progetti? Forse sarebbe più corretto parlare di idee, dato che a quanto risulta ad Affaritaliani.it non è stato prodotto alcun piano di fattibilità o un qualsivoglia business plan. Insomma, non è mai stato partorito un progetto poi finanziato. Motivo per il quale ai piani alti della Camera di commercio si sono accorti che forse il gioco, o il tavolo, non valeva la candela. Così, come anticipa Affaritaliani.it, il progetto dei Tavoli tematici Expo, dopo essere caduto nel dimenticatoio, finisce direttamente in soffitta. O in cantina, fate voi. Sciolti, silurati, ripiegati come quelli pieghevoli da spiaggia, che la mamma apriva, attrezzatissima, con vivande di ogni tipo. Le idee residue verranno comunque gestite direttamente dalla Camera di commercio. Insomma, il controllo diretto di Ermolli viene meno.
Colpe? Di tanti. Dei partecipanti, che avevano iniziato con apparente entusiasmo. Alla prima riunione del tavolo del credito tra gli altri si erano presentati personaggi del calibro di Alessandro Profumo, ex numero 1 di Unicredit, e Corrado Passera, neoministro del governo Monti e all'epoca ad di Banca Intesa. Poi gli attori sono scomparsi. Rivalità tra competitor? Disinteresse verso l'argomento? Quel che è certo è che hanno lasciato in eredità solamente idee, ma di concreto non c'è quasi nulla.
Un ennesimo segnale di quanto sia farraginosa la marcia di avvicinamento a un evento importante come l'Expo 2015. E, più nel particolare, un nuovo fastidioso spiffero per Ermolli. Non sarà ancora un uragano, ma il vento di Pisapia adesso inizia a farsi sentire sul serio. Il fedelissimo di Berlusconi, infatti, è per evidenti motivi politici inviso al nuovo sindaco. Che tra l'altro già stava pensando di colpire Ermolli lì dove gli farebbe più male, nel campo musicale, togliendogli la vicepresidenza della Fondazione Teatro alla Scala; ora con questa deriva del progetto dei tavoli la brezza della primavera arancione rischia di trasformarsi in un monsone.


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