Expo/ Esclusivo Affari: la lettera integrale delle dimissioni di Dario Fruscio

Venerdì, 13 marzo 2009 - 16:58:00

PENATI AD AFFARI

Presidente, Fruscio se ne è andato. E ora che succede?
Succede che se non si sciolgono tutti i nodi quella società non parte. Siamo ad un anno dall'ottenimento dell'Expo e siamo in queste condizioni.

Facciamo il punto.
Ecco, allora: il presidente del consiglio dei ministri dovrà rifare il DPCM perché alcuni lavori che prima dovevano essere sotto la sovrintendenza di Expo Spa adesso dovranno andare in capo al Tavolo Lombardia. Bisogna rifare il Cda. Bisogna mettere mano al collegio sindacale, visto che il presidente si è dimesso. Bisogna riconvocare l'assemblea per fare l'aumento di capitale, visto che di soldi non ce ne sono più. Bisogna rifare i contratti.

Bisogna rifare tutto?
Se non siamo ritornati, come nel gioco dell'oca, alla casella numero uno, poco ci manca. Siamo molto vicini al punto di partenza.

E Dario Fruscio non c'è più...
A Fruscio dico che comprendo la sua amarezza sul piano professionale e personale. E' stato il primo a dire che bisognava ricapitalizzare questa società. La Bracco gli ha risposto che non bisognava andare alla ricapitalizzazione e adesso si scopre che aveva ragione Fruscio. La mia preoccupazione è che se ne vadano quelli bravi e rimangano quelli un po' meno bravi.

L'INTERVISTA-1/ L'intervista choc di Dario Fruscio: "Glisenti? Non capisce un tubo. Ecco perché mi dimetto"

L'INTERVISTA-2 / Dario Fruscio ad Affaritaliani.it: "Io lo scoglio da superare per gli stipendi del Cda Expo? Accuse che non mi toccano, sono tranquillo"

di Fabio Massa

Una lettera durissima. Cortesemente, freddamente durissima. Contro tutto e contro tutti i poteri interessati nell'impasse di Expo. Dario Fruscio non si smentisce. L'ex senatore leghista, cosentino di nascita e professore universitario di professione, è stato fin dall'inizio della sua avventura da sindaco in Expo Spa, una spina nel fianco. No agli stipendi principeschi, no a Glisenti, no ad ogni minima deviazione dal più puro diritto codificato dal Codice Civile. Fino alle estreme conseguenze: le dimissioni dalla società. Con tanto di lettera al vetriolo, che Affaritaliani.it si è procurato e che pubblica integralmente. Una lettera spedita al presidente Diana Bracco, e per conoscenza a Provasoli, Corali, Glisenti, Alberto Santamaria, Lopresti, Spadaccini, il Sindaco di Milano, il presidente della Regione, il presidente della Provincia, il presidente della Camera di Commercio, il ministro dell'Economia.

Sig.ra presidente,
con la presente comunico le mie dimissioni da sindaco di Expo Spa con effetto immediato. Osta alla mia ulteriore permanenza nel collegio sindacale della società la definitiva mia presa d'atto che in corrispondenza di avaria delicata e di episodi importanti rilevati nella mia qualità di sindaco, in forza di norme codicistiche e di legislazione speciale, io abbia suscitato soltanto una contrapposizione inaudita e preoccupante dai membri del board.

Non mi è consentito permanere nella mia carica anche in considerazione dello stato inerziale in cui da troppo tempo la società versa. Quasi non fosse anch'essa soggetta alla rigorosa disciplina dell'articolo 2448 del Codice Civile. Si è giunti al punto - a tal riguardo - a dover soltanto registare fatti e indiscrezioni provenienti dai centri di alta e sollecita responsabilità, costretti ad applicarsi nel tentativo di conferire alla società ciò che finora resta ampiamente mostrato di non possedere: l'attitudine, la possibilità, la giusta determinazione per dare inizio all'attività per il proseguimento delle finalità sociali assegnatele.

Lasciare a questo punto, dopo il mio breve e spero non distratto passaggio per la società Expo, mi pare corrisponda anche ad un atto dovuto di riguardo verso il modello e lo stile operativo di buon governo così peculiare degli enti istituzionali interessati al buon esito di Expo nonché delle persone che tali enti indirettamente e/o direttamente rappresentano. Un atto dovuto di riguardo anche e non per ultimo alla fierezza della Politica e a chi riesce ancora ad impersonarla e altamente rappresentarla.

Con i migliori saluti a tutti,
Dario Fruscio

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