Expo/ Esclusivo Affari: la lettera integrale delle dimissioni di Dario Fruscio
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PENATI AD AFFARI Presidente, Fruscio se ne è andato. E ora che succede? Facciamo il punto. Bisogna rifare tutto? E Dario Fruscio non c'è più... |
di Fabio Massa
Una lettera durissima. Cortesemente, freddamente durissima. Contro tutto e contro tutti i poteri interessati nell'impasse di Expo. Dario Fruscio non si smentisce. L'ex senatore leghista, cosentino di nascita e professore universitario di professione, è stato fin dall'inizio della sua avventura da sindaco in Expo Spa, una spina nel fianco. No agli stipendi principeschi, no a Glisenti, no ad ogni minima deviazione dal più puro diritto codificato dal Codice Civile. Fino alle estreme conseguenze: le dimissioni dalla società. Con tanto di lettera al vetriolo, che Affaritaliani.it si è procurato e che pubblica integralmente. Una lettera spedita al presidente Diana Bracco, e per conoscenza a Provasoli, Corali, Glisenti, Alberto Santamaria, Lopresti, Spadaccini, il Sindaco di Milano, il presidente della Regione, il presidente della Provincia, il presidente della Camera di Commercio, il ministro dell'Economia.
Sig.ra presidente,
con la presente comunico le mie dimissioni da sindaco di Expo Spa con effetto immediato. Osta alla mia ulteriore permanenza nel collegio sindacale della società la definitiva mia presa d'atto che in corrispondenza di avaria delicata e di episodi importanti rilevati nella mia qualità di sindaco, in forza di norme codicistiche e di legislazione speciale, io abbia suscitato soltanto una contrapposizione inaudita e preoccupante dai membri del board.
Non mi è consentito permanere nella mia carica anche in considerazione dello stato inerziale in cui da troppo tempo la società versa. Quasi non fosse anch'essa soggetta alla rigorosa disciplina dell'articolo 2448 del Codice Civile. Si è giunti al punto - a tal riguardo - a dover soltanto registare fatti e indiscrezioni provenienti dai centri di alta e sollecita responsabilità, costretti ad applicarsi nel tentativo di conferire alla società ciò che finora resta ampiamente mostrato di non possedere: l'attitudine, la possibilità, la giusta determinazione per dare inizio all'attività per il proseguimento delle finalità sociali assegnatele.
Lasciare a questo punto, dopo il mio breve e spero non distratto passaggio per la società Expo, mi pare corrisponda anche ad un atto dovuto di riguardo verso il modello e lo stile operativo di buon governo così peculiare degli enti istituzionali interessati al buon esito di Expo nonché delle persone che tali enti indirettamente e/o direttamente rappresentano. Un atto dovuto di riguardo anche e non per ultimo alla fierezza della Politica e a chi riesce ancora ad impersonarla e altamente rappresentarla.
Con i migliori saluti a tutti,
Dario Fruscio



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