E Majorino vinse in trasferta l'Expo senza Letizia

Sabato, 14 febbraio 2009 - 18:33:00

Un bel successo questo Expoday organizzato dal gruppo Pd del Consiglio Comunale e dal suo giovane leader Pierfrancesco Majorino. Sala Alessi di Palazzo Marino piena per l'intera giornata, posti in piedi anche nelle salette circostanti che hanno ospitato i workshop, perfetta l'organizzazione (fatta di volontari), con brochure molto curate e integrazioni audio-video puntuali e eufoniche. Attentissimi a seguire gli interventi, dalle 9 del mattino alle 6 del pomeriggio, molti milanesi non si sono persi l'appuntamento con relatori davvero eccellenti, dal presidente del Consiglio Comunale Manfredi Palmeri, al presidente della Provincia Filippo Penati, addirittura al sindaco Letizia Moratti, che non ha esitato a farsi coinvolgere in partibus infidelium da un evento organizzato dai suoi oppositori.

Quasi un autogol del centrodestra, un bel successo in trasferta cel centrosinistra di Majorino, per l'occasione in un impeccabile abito fumo di Londra con Church nere (lui che ama le Clarks e i parka) vestito per l'occasione come solo chi ha partecipato alla sua festa di matrimonio lo ricordava. Ottimi i contenuti scientifici, stimolanti e ricchi di valore aggiunto i contributi di un drappello delle migliori espressioni dell'intellighenzia tecnico-culturale milanese, assolutamente assente il vaniloquio politichese che in genere ammorba questi convegni di partito.

Urbanisti e architetti (da Boeri a Natalicchio a De Caro), sociologi, economisti ed esperti di diritto, rappresentanti del mondo dell'economia (dall'Unione del Commercio alla Compagnia delle Opere), autorevolmente capitanati dal finanziere- musicologo Francesco Micheli e stuzzicati dall'ottimo coordinatore cittadino, l'economista Francesco Laforgia. Ma non sono mancati gli umanisti, dal presidente forzista della Triennale Davide Rampello al presidente dei Giovani Musulmani d'Italia Omar Jibril El Tabakh allo scrittore Antonio Scurati.

Pregevoli i contributi registrati, attraverso interviste on the road raccolte dallo stesso Majorino, che ha fatto parlare Carlo Petrini di Slow Food ma soprattutto Emma Bonino e Massimo D'Alema, già ministri del governo Prodi e protagonisti non secondari della conquista dell'Expo per Milano, dopo il testa a testa con i turchi di Smirne. Interessantissimi gli interventi del mondo del volontariato, delle ong e del terzo settore, pronti a mobilitarsi per l'Expo come già accaduto in occasione delle Olimpiadi di Torino, portate come case study di successo dal bravissimo sindaco Sergio Chiamparino, pungolato dalle domande del direttore di Affaritaliani.it Angelo Maria Perrino.

E un picco di interesse si è registrato, nell'imminenza dell'ottimo finger food (gustosissime le mozzarelline fritte e uno splendido cous cous vegetariano), quando Davide Corritore ha presentato una ricerca di Swg sull'Expo davvero interessante. E' venuto fuori che l'80 per cento degli italiani (cioè in pratica tutti) sanno dell'evento del 2015. E di questi il 97 sa che si svolgerà a Milano. Un dato senza precedenti, nessun evento ha mai goduto di questa notorietà. Un motivo in più per far presto, è stato il leit motiv del convegno, facendola finita con siluri tra partiti e correnti, personalismi e giochi di potere. da parte di un centrodestra che, come ha ammesso il bravissimo ed emergente presidente del consiglio comunale, il bocconiano Manfredi Palmeri, si è incredibilmente incartato producendo solo liti e paralisi. E subendo così in casa sua, una sconfitta cocente, che il convegno ha ulteriormente evidenziato.

Doppio, dunque, l'euro-gol realizzato da Majorino. Si è appropriato per la sua parte politica di un tema che avrebbe dovuto essere appannaggio esclusivo dei suoi avversari. E ha organizzato l'evento in quel palazzo di città che è da decenni il cuore del potere ambrosiano del centrodestra, mettendo così in scacco la Moratti con l'eleganza del più assoluto fair play bipartisan. Per un giorno insomma padrone di casa non era la sindachessa-lady di ferro, che sull' Expo ha perso l'esclusiva e la leadership. E forse il cadreghino. Un' Expo "senza Letizia", insomma, come si intitola la rubrica-cult che il giovane scrittore e capogruppo Pd tiene tutti i martedì su Affaritaliani.it. 

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