Expo, il siluro di Tremonti a Stanca

Giovedì, 24 giugno 2010 - 09:05:00


lucio stanca

Lucio Stanca è a un passo dalle dimissioni. Come ha anticipato Affaritaliani.it l'omai ex ad di Expo spa (oggi nel cda si dimetterà formalmente), oltre a denunciare "basse manovre politiche" intorno all'Expo e alla sua figura, lascia l'incarico a causa dell'articolo 54 inserito nella Finanziaria che di fatto limita i poteri dell'ad. "In Finanziaria - spiega lo stesso ex ministro dell'Innovazione in un'intervista a Corriere della Sera - l'articolo 54 cambia la governance e rende di fatto superata la figura dell'ad perché gli toglie poteri girandoli alla collegialità dei soci". I poteri a cui si riferisce Stanca sono quelli relativi al secondo comma dell'artico 54 della manovra che di fatto impedisce all'ad di nominare consulenti in piena autonomia senza l'avallo del cda.  Uscito di scena Stanca dovrà essere il Comune di Milano a prendere l'iniziativa e a presentare, (il terzo dopo Glisenti) un nuovo nome. Non è un mistero che quello di Giuseppe Sala, direttore generale di Palazzo Marino, sia il più gettonato.

Il punto è che Letizia Moratti non è convinta, perché vorrebbe avere  Giuseppe Sala, suo braccio destro in Comune, al suo fianco per la campagna elettorale del 2011. Insomma, è un cul de sac a cui si aggiunge un'ulteriore questione: l'uomo scelto dal Comune per sostituire Stanca non diventerebbe ad, ma direttore generale. Un ruolo che consentirebbe di avere mani più libere e poteri più ampi. Le cose però si complicano: secondo l'interpretazione più condivisa, dovrebbe essere l'intera assemblea dei soci a decidere chi nominare. Un'operazione non facile. Che sarebbe resa ancora più difficoltosa qualora la Moratti non volesse privarsi di Sala  e si dovesse cercare quindi un sostituto sul quale c'è una minore convergenza.

Sul tavolo poi c'è un'altra questione, quella dei fondi che ogni membro del cda deve versare in Expo spa. Per ora gli unici soggetti che hanno adempiuto al versamento delle quote sono il governo e la Regione Lombardia. Per quanto riguarda la Camera di Commercio, rappresentata da Diana Bracco, è noto che diminuirà la sua quota.  Parimenti rimane l'incertezza sui fondi della Provincia, come ha già ribadito più volte il presidente Guido Podestà. A complicare la situazione pare che ad oggi il Comune di Milano non abbia ancora deliberato l' ulteriore stanziamento necessario. Infine, i fondi del governo - così come è stato detto in presenza di Diana Bracco nell'ultimo cda - sono sì stati stanziati, ma non sono stati ancora resi effettivamente disponibili. I tecnici, intanto, si chiedono come si possano fare i bilanci da qui al 2013. Una questione non da poco. Forse il cda di giovedì contribuirà a diradare le nubi che si addensano sull'Expo.

ECCO CHE COSA PREVEDE L'ARTICO 54 DELLA FINANZIARIA

 1. Per la prosecuzione, per gli anni 2010 e successivi, delle attività indicate all'articolo 41, comma 16-quinquiesdecies del decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14, fatto salvo il finanziamento integrale delle opere, può essere utilizzata, in misura proporzionale alla partecipazione azionaria detenuta dallo Stato, una quota non superiore al 4 per cento delle risorse autorizzate dall'articolo 14, comma 1, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, destinate al finanziamento delle opere delle quali la Società Expo 2015 S.p.A. è soggetto attuatore, ai sensi del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 ottobre 2008 e successive modifiche, ferma restando la partecipazione pro quota alla copertura delle medesime spese da parte degli altri azionisti, a valere sui rispettivi finanziamenti.
        2. I contributi e le somme comunque erogate a carico del bilancio dello Stato a favore della Società Expo 2015 S.p.A. sono versati su apposito conto corrente infruttifero da aprirsi presso la Tesoreria centrale dello Stato.
        3. I contratti di assunzione del personale, a qualsiasi titolo, i contratti di lavoro a progetto e gli incarichi di consulenza esterna devono essere deliberati esclusivamente dal Consiglio di amministrazione della società Expo 2015 S.p.A., senza possibilità di delega, avendo in ogni caso presente la finalità di un contenimento dei costi della società, anche successivamente alla conclusione dell'evento espositivo di cui alla normativa richiamata al comma 1.
        3. Sull'utilizzo delle risorse di cui al comma 1 per la copertura delle spese di gestione della società Expo 2015 S.p.A. e, in particolare, sulle iniziative assunte ai sensi del precedente comma, la società invia trimestralmente una relazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero dell'economia e delle finanze ed al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

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