Expo/ Se la Moratti non nomina Sala è il caos. Inside di Affaritaliani.it
Di Fabio Massa e Daniele Riosa 
Stanca è a un bivio. L'ad di Expo spa è a un passo dalle dimissioni. Ma secondo quanto può riferire Affaritaliani.it da fonti qualificate al massimo livello, l'ex ministro dell'Innovazione potrebbe non fare il passo indietro che tutti si attendono per giovedì. Sia per una questione di orgoglio personale, visto che non ha affatto digerito gli attacchi di questi giorni e non gli piacerebbe certo passare come il capro espiatorio su cui addossare tutti i ritardi dell'Expo, sia per una questione meramente economica: dimettendosi Stanca dovrebbe rinunciare ai suoi stipendi del 2010 e del 2011. Detto questo, non è ancora chiaro quale dovrebbe essere la via d'uscita. Si potrebbe presumere una sua permanenza all'interno comunque della struttura di vertice della società. Ad ogni modo, uscito di scena Stanca, cosa che sembra la soluzione più probabile, dovrebbe essere il Comune di Milano a prendere l'iniziativa e a presentare, (il terzo dopo Glisenti) un nuovo nome. Non è un mistero che quello del direttore generale di Palazzo Marino sia il più gettonato.
Il punto è che Letizia Moratti non è convinta, perché vorrebbe avere Giuseppe Sala, suo braccio destro in Comune, al suo fianco per la campagna elettorale del 2011. Insomma, è un cul de sac a cui si aggiunge un'ulteriore questione: l'uomo scelto dal Comune per sostituire Stanca non diventerebbe ad, ma direttore generale. Un ruolo che consentirebbe di avere mani più libere e poteri più ampi. Le cose però si complicano: secondo l'interpretazione più condivisa, dovrebbe essere l'intera assemblea dei soci a decidere chi nominare. Un'operazione non facile. Che sarebbe resa ancora più difficoltosa qualora la Moratti non volesse privarsi di Sala e si dovesse cercare quindi un sostituto sul quale c'è una minore convergenza.
Sul tavolo poi c'è un'altra questione, quella dei fondi che ogni membro del cda deve versare in Expo spa. Per ora gli unici soggetti che hanno adempiuto al versamento delle quote sono il governo e la Regione Lombardia. Per quanto riguarda la Camera di Commercio, rappresentata da Diana Bracco, è noto che diminuirà la sua quota. Parimenti rimane l'incertezza sui fondi della Provincia, come ha già ribadito più volte il presidente Guido Podestà. A complicare la situazione pare che ad oggi il Comune di Milano non abbia ancora deliberato l' ulteriore stanziamento necessario. Infine, i fondi del governo - così come è stato detto in presenza di Diana Bracco nell'ultimo cda - sono sì stati stanziati, ma non sono stati ancora resi effettivamente disponibili. I tecnici, intanto, si chiedono come si possano fare i bilanci da qui al 2013. Una questione non da poco. Forse il cda di giovedì contribuirà a diradare le nubi che si addensano sull'Expo.



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