Expo/ Sala si taglia lo stipendio: -10% rispetto a Stanca
Stessa societa', stesso ruolo, stesse deleghe e stesse responsabilta'. Ma con uno stipendio inferiore di circa il 10%. Giuseppe Sala, neo amministratiore delegato di Expo 2015 spa, avra' una busta paga molto piu' leggera rispetto a quella del suo predecessore Lucio Stanca. L'ad della societa' che si occupa della gestione dell'Expo guadagnera' infatti 270 mila euro lordi all'anno, piu' una parte che puo' variare in base ai risultati ma che comunque non potra' superare i 130 mila euro lordi all'anno. Un compenso decisamente inferiore rispetto a quello del suo predecessore Lucio Stanca, che per un anno di lavoro si portava a casa 300 mila euro fissi piu' 150 mila euro come premio legato ai risultati. ''Non e' una questione di rinuncia e intendo del tutto ignorare l'emolumento che percepiva Stanca'', ha chiarito Sala che ha subito aggiunto: ''Mi sembra giusto l'emolumento che mi e' stato concesso, qualcuno potrebbe anche giudicarlo eccessivo''. Quanto ai 130 mila euro previsti per lui in caso di raggiungimento degli obiettivi che, peraltro, devono ancora essere fissati dal cda, per Sala questa parte del salario ''e' davvero variabile'' considerato che ''non me li metto in tasca se non raggiungo gli obiettivi. Ma nulla e' garantito - ha concluso il manager - Expo non e' una societa' facile da gestire''. 
"Sicuramente per fine settembre saremo in condizione di avere completati sia i lavori sulla 231
sia di avviare le gare", che poi richiederanno sei mesi. Lo ha riferito l'ad di Expo, Giuseppe Sala, al termine del consiglio di amministrazione della società. Sala ha spiegato la decisione del cda riguardo al completamento del processo di adozione del modello organizzativo previsto dal
dl 231 del 2001, che riguarda la "Disciplina della responsabilita' amministrativa delle persone giuridiche, delle societa' e delle associazioni anche prive di personalita' giuridica", ovvero i controlli interni per la prevenzione dei reati, prevedendo sanzioni alle aziende responsabili di non
avere impedito ai propri dipendenti di commettere reati nell'interesse della società. "Sono meccanismi di tutela - ha spiegato Sala - che permettono di far sì che tutte le procedure siano testate, vigilate e messe in sicurezza. Il tema delle gare è molto delicato. Rendere esecutiva la 231 e nominare un organismo di vigilanza" prima della partenza delle gare "è indubbiamente meglio. Io ho il sacro fuoco e intendo accelerare il più possibile" ma "faccio parte anche io del consiglio e quindi condivido il suo suggerimento, anche a mia tutela, di completare il lavoro già in corso prima di lanciare le gare". Si tratta, ha spiegato, di "un lavoro in corso già da due mesi. Quello che oggi il cda chiede è di accelerare i lavori, il cui completamento era previsto per ottobre, in modo che avendoli completati a settembre si possa utilizzare questa tutela che la 231 dà anche per queste prime gare". Un intervento, quello di "implementare la 231 in una azienda esistente - ha spiegato il presidente Diana Bracco - che comporta un po' di tempo, perchá bisogna fare la mappatura di tutti i processi e dei rischi connessi". Quanto al tema dei rischi di infiltrazioni criminali negli appalti "ovviamente ci stiamo riflettendo, ma la decisione di oggi non è legata a questo. La 231 è più che altro uno schema logico di funzionamento degli organismi e delle procedure aziendali". Da
Sala anche la conferma che sul sito "le prime ruspe si muoveranno verso la metà dell'anno prossimo".



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