Expo, è rebus sulle aree

Martedì, 13 aprile 2010 - 08:38:00


lucio stanca

Ancora un nulla di fatto sul destino delle aree che ospiteranno l'Esposizione universale del 2015. Durante il consiglio generale della Fondazione Fiera di Milano non è stata presa alcuna decisione in proposito. Da tempo vanno avanti le trattative fra  Lucio Stanca, ad di expo spa da un lato, e la Fondazione Fiera Milano proprietaria con la famiglia Cabassi dei terreni. Difficile che si riesca a trovare una soluzione entro il 30 aprile, la data entro la quale Milano dovrà presentare il dossier di registrazione al Bie, l'ente che sovrintende le Esposizioni Universali.

Secondo quanto può riferire Affaritaliani.it da fonti al massimo livello, però, difficilmente si arriverà all'acquisto delle aree di Cabassi e di Fondazione Fiera. Per almeno tre motivi. Il primo è legato al prezzo delle aree: secondo stime che sono state effettuate, ogni metro quadrato costerebbe tra i 150 e i 200 euro. Per un milione di metri quadri, si parla di una cifra che si potrebbe aggirare intorno ai 200 milioni di euro. Un'enormità per un terreno che non sarebbe edificabile ma agricolo. Il secondo problema è legato alle banche: per comprare il terreno l'ad Lucio Stanca dovrebbe presentarsi agli istituti di credito offrendo garanzie di tipo solo "politico". Promettendo, quindi, che le aree diverranno edificabili, ma senza garanzie concrete. "E se la Moratti s'impunta? Dopo il caso Pennisi, poi...", maligna qualcuno. Il terzo problema - che poi è quello "risolutivo" - è che Tremonti non è d'accordo sull'acquisto delle aree. Perché? Lo scenario è complesso.

Il ministro dell'Economia - secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it - avrebbe risposto no a brutto muso a Lucio Stanca quando quest'ultimo ha chiesto di dare la "doppia destinazione d'uso" ai fondi statali. In conto capitale, ovviamente, per costruire le opere. Ma anche in conto corrente, per pagare gli stipendi. Ad oggi la Soge ha una struttura che costa oltre un milione e mezzo di euro al mese. Qualcuno borbotta pure per le centinaia di migliaia di euro spese a Shanghai e per il rischio corso di pagare il concerto di Bocelli: un milione e 700mila euro circa. Alla fine lo finanzieranno gli sponsor. Allo stato attuale Expo Spa è a corto di 11 milioni di euro. Che vanno ripartiti tra Comune di Milano, Camera di Commercio, Provincia di Milano e Regione Lombardia. Il Pirellone non avrà problemi a tirare fuori la sua quota. La Provincia di Milano, il Comune e la Camera di Commercio, però, sono in sofferenza, ed è questo il motivo per il quale da una parte Stanca chiede la doppia destinazione d'uso a Tremonti. Ed è sempre per lo stesso motivo che Podestà vorrebbe l'acquisto delle aree. Nel disegno generale, infatti, ci sarebbe il fatto che Stanca otterrebbe 200 milioni per l'acquisto delle aree agricole. Che poi però diverrebbero edificabili con un atto del Comune di Milano. Ottenendo così un valore di 800 milioni di euro. Con questa nuova valutazione in mano, Stanca dovrebbe tornare dalle banche chiedendo altri 500 milioni da destinare alle spese di gestione.

Un piano perfetto, se non fosse che l'atto amministrativo sarebbe del Comune di Milano. Un atto che passerebbe inevitabilmente per la Moratti. Che ha in questo una carta fondamentale per la prossima ricandidatura. Ovviamente l'acquisto delle aree non è l'unica soluzione. C'è chi torna a ventilare l'ipotesi che venne formulata dall'ex presidente di Fondazione Fiera, Luigi Roth: comprare dai Cabassi tutte le aree, costruire strutture che poi resterebbero nella disponibilità di Fiera. In questo modo si eviterebbe una mega-asta per liquidare Soge, nel 2016. Una mega-asta da due miliardi di euro, per la quale gli squali della finanza (che hanno la vista buona e guardano lontano) si stanno già preparando...

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