Expo, nasce una Commissione antimafia dal basso

Venerdì, 9 luglio 2010 - 19:00:00

giulio cavalli
Giulio Cavalli (Idv)
Al banchetto dell'Expo si siede un nuovo convitato: Expo No Crime, un gruppo che vigilerà sulla legalità delle varie fasi preparatorie dell'Esposizione universale che si terrà a Milano nel 2015.

I PROMOTORI - Lanciato dai consiglieri regionali Giulio Cavalli (Idv), Giuseppe Civati (Pd) e Chiara Cremonesi (Sinistra e Libertà), si definisce un intergruppo interistituzionale. "Il parolone non deve spaventare - spiega ad Affari Giulio Cavalli - All'inizio doveva essere un gruppo formato da soli uomini di partito. Poi abbiamo voluto strafare e abbiamo chiamato anche le istituzioni. Infine ci siamo chiesti: perché non invitare anche la società civile?".

LE INFILTRAZIONI MAFIOSE - Il programma è semplice: "Uomini che stanno dentro le istituzioni si incontreranno fuori dalle istituzioni, per dibattere e per applicare soluzioni legislative". Interrogazioni, mozioni, atti giudiziari, eccetera. Per verificare e contrastare le infiltrazioni di Cosa Nostra e 'Ndrangheta negli affari milionari che si concludono ogni giorno all'ombra della Madonnina. "Le nostre azioni saranno tutte politiche, all'insegna di quella politica vecchia maniera, che si confrona con i cittadini - precisa Cavalli - Non vogliamo essere l'ennesima associazione antimafia".

LA 'NDRANGHETA IN LOMBARDIA - Lanciato pochi giorni fa, Expo No Crime ha raccolto circa 300 adesioni, tra uomini di partito, magistrati, giornalisti e normali cittadini. La molla è scattata dopo l'ultima operazione antimafia in Lombardia, che ha smantellato il clan 'Ndranghetista dei Valle, operante a Milano e nell'hinterland. "L'ordinanza di custodia cautelare che ha dato il via al blitz è significativa. E' il primo scatto che racconta come ci sia qualcuno che sa muoversi meglio e prima della politica sull'Expo. Mentre Comune, Provincia e Regione si sfiancano da mesi per riuscire ad acquistare i terreni su cui sorgerà l'Esposizione, esistono delle famiglie, in questo caso di 'Ndrangheta, che non solo sanno dove si trovano i terreni, ma che sanno anche come ottenere le licenze in luoghi adiacenti a quei terreni".

Di Francesco Oggiano

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