Expo, una mano dalla storia

Sabato, 21 marzo 2009 - 09:00:00

di Angela Volpe
Cfp

Non passa giorno senza sentir parlare delle difficoltà di definizione del modello di governance per l’esposizione del 2015. La sensazione epidermica è che i personalismi della cattiva politica siano la principale portata di un banchetto che diventa sempre più svilente e demotivante anche per il più accanito sostenitore dell’evento. Ma è proprio nei momenti di crisi, attraverso il metodo della comparazione diacronica che diventa utile riferirsi alla storia, per vedere come oltre un secolo fa, la città di Milano e un’Italia appena nata si siano comportate di fronte all’organizzazione dell’Esposizione Internazionale del Sempione.

Nel 1901 la Lega Navale Italiana propone di ospitare a Milano un’Esposizione Internazionale dedicata ai mezzi di trasporto. La società milanese accoglie con entusiasmo l’idea (amministratori locali, uomini di cultura, imprenditori) ed anche l’accademia del politecnico esprime grande partecipazione. La mostra che avrebbe dovuto aver luogo nel 1904, è pensata inizialmente per affrontare i problemi di trasporto fluviali e marittimi, ma l’esiguo lasso di tempo e l’imminente inaugurazione del traforo del Sempione, prevista per il  1905, suggeriscono il tema della mostra, vale a dire: “Il trasporto di uomini e mezzi”. Questa idea a molti appare limitativa e nel mese di giugno del 1901 “cittadini eminenti nell’arte industria e commercio” costituiscono il Comitato generale per l’organizzazione dell’Esposizione Internazionale dei Trasporti e delle Belle Arti[i].

Dall’Expo dell’inizio secolo emerge un modello di governance partecipato, nonostante ci si trovi di fronte ad un’Italia unificata da pochi anni e con frammentazioni plausibili al suo interno. La carta vincente è rappresentata dal coinvolgimento delle eccellenze dell’epoca, in tutti i campi, dall’architettura, all’ingegneria, alle belle arti e dal tipo di relazioni interne ed internazionali che la classe politica riesce ad intessere. L’esposizione del 1906, non solo ha sfruttato le eccellenze presenti, ma ne ha creato di nuove, e dai concorsi indetti in quegli anni in molte discipline, sono emersi personaggi che hanno affermato il loro nome nel panorama  internazionale proprio in seguito all’esperienza Expo.

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