Expo/ Manfredi Palmeri (Fi) ad Affaritaliani.it: “Milanesi esclusi dall’evento”. E su Glisenti…
I consiglieri di Forza Italia hanno proposto una commissione ad hoc sull'Expo. E' il segnale che il consiglio comunale si sente ai margini dell’evento?
"Il consiglio deve tornare ad occuparsi di Expo. Se n'è occupato in precedenza visto che è stato la fonte battesimale della candidatura. In questi mesi si sono fatte sedute monotematiche. Inoltre io e altri consiglieri abbiamo fatto parte del comitato istituzionale di candidatura. Credo sia oggi necessario che il consiglio torni a occuparsi di Expo. Tutti lo vogliono, dalla maggioranza all'opposizione".
E il sindaco?
"Anche la Moratti ha dato la propria disponibilità a parlare di Expo anche se non c'è ancora una data precisa. Diciamo che c'è una volontà comune. Proprio per questo per martedì prossimo ho convocato una conferenza dei capigruppo in cui si discuterà di come il consiglio affronterà il tema Expo".
Come valuta il ritardo accumulato dalla macchina organizzativa dell'Expo?
"Se ci saranno ulteriori ritardi è possibile che ci siano danni al progetto in termini di costi e progetti. Ma il danno più evidente è quello della partecipazione".
Ovvero?
"Il tasso di coinvolgimento dei cittadini e delle imprese è bassissimo. Milano ha vinto la sfida con Smirne anche grazie al coinvolgimento della città. Milano non può essere spettatrice dell'evento. E' necessario un coinvolgimento civile e sociale della città".
Intanto Glisenti si è dimesso da Expo spa. Non crede che il governo, con l'imminente nomina di Stanca ad della società, voglia mettere il cappello sull'evento e limitare il ruolo della Moratti?
"Il Comune di Milano deve essere un primus inter pares: durante la fase di candidatura il sindaco ha avuto un ruolo di primo piano e di sintesi tra le istituzioni. Il Comune deve avere un ruolo di forte e assoluta centralità in armonia con tutti gli enti e istituzioni che contribuiranno alla realizzazione dell’evento. Detto questo, Glisenti ha lavorato bene ed è stato uno dei protagonisti nella fase di candidatura e conosce bene il dossier Expo. Non è una figura venuta dal nulla. La questione è cambiata quando Milano da città candidata si è trasformata in città organizzatrice dell’evento: lo scenario si è allargato, ma tutto deve arrivare a una sintesi sostenibile".



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