Expo/ Guido Podestà (Pdl) ad Affaritaliani: "L'esproprio delle aree? Siamo fuori tempo massimo"
![]() Guido Podestà (Pdl) |
Di Daniele Riosa
"L'esproprio? Una proposta che andava fatta due anni fa, ora siamo in zona Cesarini: mancano venti giorni. E poi l'esproprio deve essere attivato da chi ha poteri in questo senso e nemmeno il commissario straordinario Moratti li ha". Guido Podestà, presidente della Provincia di Milano, sceglie Affaritaliani.it per stoppare Roberto Formigoni che ha proposto l'esproprio delle aree su cui sorgerà l'Expo di proprietà di Fiera Milano e Cabassi. La soluzione? "Il comodato d'uso, come scritto nell' accordo di programma". Poi il coordinatore lombardo del Pdl boccia la proposta di Boeri di trasferire i padiglioni all'Ortomercato: "Un'idea a caso per avere spazio sui giornali".
Formigoni propone l'esproprio delle aree su cui sorgerà l'Expo. Che cosa ne pensa? Intanto anche a Palazzo Marino il tema delle aree dell'Expo sta occupando la fitta agenda del sindaco Moratti, impegnata in questi giorni a girare i mercati e le zone più disagiate della città. Secondo quanto è in grado di rivelare Affritaliani.it l'ipotesi dell'esproprio delle aree non sarebbe gradita al primo cittadino. Intanto il 19 ottobre si avvicina e Milano rischia di presentarsi impreparata all'appuntamento davanti al Bie
"Forse siamo un po' in zona Cesarini: mancano venti giorni. Intanto l'esproprio deve essere attivato da chi ha poteri in questo senso. Il commissario Moratti non ha poteri di questo tipo anche se li aveva chiesti. In ogni caso, mi sembrerebbe molto rischioso arrivare davanti al Bie il 19 ottobre con la questione non definita, con ricorsi o altro".
Dunque?
Tante idee sono buone ma bisogna collocarle nei tempi giusti. L'esproprio poteva essere una soluzione ma due anni fa, quando in Provincia c'era ancora Penati. Ma vorrei aggiungere una cosa...".
Prego
"Con l'esproprio l'utilizzo delle aree dopo l'evento sarebbe condizionato: non ci sarebbe cioè l'impostazione che Regione e Provincia e Comune avevano dato nel 2008 che prevedeva la promozione di quell'area per il dopo evento per utilizzi che fossero di valorizzazione. Basta leggere quello che è stato firmato allora".
Visti i tempi strettissimi, qual è la soluzione più praticabile?
"Bisognerebbe procedere in coerenza con l'accordo d programma firmato da Moratti, Formigoni e Penati che prevede il comodato d'uso e con l'atto di modifica della destinazione d'uso sottoscritta dalla tre istituzioni dieci giorni fa. Io avevo proposto che fosse la Fiera ad acquisire i terreni dei Cabassi in modo tale che restasse un privato, posseduto però da soggetti pubblici, ovvero dalla Fondazione Fiera".
Boeri intanto ha proposto di fare l'Expo all'Ortomercato. E' una strada percorribile?
"Non le sembra strano che chi ha lavorato per anni sull'area della Fiera si svegli adesso e faccia questa proposta? Boeri ha avuto mille occasioni per fare proposte di questo tipo, invece è andato avanti col suo bell'incarico professionale. Ha fatto il suo lavoro sulla zona di Rho-Pero e adesso ci dice che è meglio l'Ortomercato. Mi sembra la posizione di chi pur di stupire e avere quattro trafiletti di giornale tira fuori un'idea a caso".
L'Expo ne uscirà ridimensionato?
"Non credo. L'Expo non sono le aree. Cerchiamo di smettere di parlare di terreni e lavoriamo sull'Esposizione universale".



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