Expo, Garnero pensa all'espropriazione dei terreni
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In caso di mancato accordo con i proprietari dell'area Expo "rimane aperta la via dell'espropriazione".
Lo ha detto questo pomeriggio intervendo in Commissione Garanzia e Controllo l'assessore provinciale con delega a Expo, Silvia Garnero. "Qualora non si giungesse a un accordo con i proprietari per l'acquisizione dell'area Expo, rimarrebbe aperta la via dell'espropriazione. La variante urbanistica da approvare mediante l'accordo di programma promossa dal sindaco di Milano -ha spiegato Garnero- permettera' di dichiarare la pubblica utilita' delle opere di allestimento del sito, quindi di avviare le procedure espropriative"."Le procedure per l'esproprio, peraltro, non sono destinate a generare alcun vantaggio in termini economici per gli enti pubblici che probabilmente, in base al decreto del Presidente della Repubblica n. 327-2001 saranno tenuti a corrispondere ai proprietari espropriati un'indennita' pari al valore venale dell'area. Auguriamoci -ha proseguito Garnero- che non si debba avviare alcuna procedura espropriativa, se non altro perche'rappresenterebbe un inutile aggravio procedimentale, e che si trovi in tempi brevi un accordo con i proprietari per l'acquisizione dell'area espositiva. Sui tempi -ha concluso- sono ottimista. Ci sono dei tavoli che stanno lavorando. Credo che si arrivera' a una soluzione".
"Apprendiamo oggi, per bocca dell’assessore all’Expo Garnero, che la Provincia di Milano, nel caso non si arrivasse ad un accordo su Expo, è intenzionata a procedere all’espropriazione dell’area su cui sorgerà la manifestazione, attualmente di proprietà di Fondazione Fiera e del gruppo Cabassi. Cosa curiosa, visto che fino a poco tempo fa non si era nemmeno presa in considerazione l’idea di acquistare le aree”. Con queste parole Matteo Mauri, capogruppo Pd in consiglio provinciale, la relazione dell’assessore Silvia Garnero fatta oggi in commissione Controllo e Garanzia a Palazzo Isimbardi. “Certo regna una grande confusione – continua Mauri -, sia sulla modalità di acquisto delle aree, sia sul futuro delle stesse. Fino ad oggi ci hanno detto, di volta in volta, che su quell’area sorgerà: la città del gusto, un orto globale con le serre, Saxa rubra 3, un grande parco, una zona residenziale. Per fare tutte queste cose, bisognerebbe soppalcarla”. “Oggi – conclude Mauri - abbiamo una certezza: la Provincia è pronta ad espropriare Fondazione Fiera e Cabassi. Non sapevamo che Podestà fosse a favore dell’esproprio proletario”.



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