Expo/ Dalla deroga del patto di stabilità 600 milioni per le metro
L'incertezza sui fondi per le metropolitane 4 e 5 potrebbe finalmente finire. Come? Attraverso una deroga al patto di stabilità per Milano. Deroga di cui in passato hanno beneficiato Catania, Roma e Torino. Il governo, infatti, sta pensando ad una norma ad hoc da inserire nella Finanziaria del 2010. Una sorta di lascia passare per realizzare almeno le opere essenziali necessarie per presentarsi con le carte in regola all'Expo. La situazione potrebbe sboccarsi rapidamente, si dice entro la fine dell'anno. Le stesse parole del viceministro per le Infrastrutture Roberto Castelli vanno in questa direzione: "È chiaro che entrambe le nuove linee di metropolitana prevedono un intervento finanziario non indifferente da parte del Comune di Milano: se il sindaco Moratti avrà problemi non mancherà di farceli presenti e vedremo di trovare una soluzione". Ovvero la deroga al patto che consentirebbe al Comune di reperire tra i 500 e i 600 milioni di euro necessari per realizzare le linee 4 e 5 della metro.
![]() Roberto Castelli (Lega) |
E sulle infrastrutture legate all'Expo l'esponente leghista dice: "Per quello che mi riguarda siamo addirittura in anticipo, con l'80% delle infrastrutture che sono state finanziate. Il governo ha fatto anche più di quello che doveva". Tradotto: mancano i soldi dei privati e degli enti locali Per il presidente della regione Lombardia il patto di stabilità è "una tortura per gli enti locali. Spalmiamo il patto di stabilità su base regionale, ciò permette ai nostri comuni di realizzare opere necessarie per i cittadini. La prossima settimana 40 milioni saranno dati agli enti locali. Regione Lombardia è matura a far partire il federalismo. Basta con le penalizzazioni delle amministrazione virtuose. Al governo abbiamo indicato la strada, noi volevamo compiere un passo più lungo e oggi abbiamo dimostrato di essere capaci; dal prossimo anno ci aspettiamo ancora di più".
"Per la M4 e la M5, nel bilancio del Comune sono previsti adeguati stanziamenti in entrata: ora che il Cipe ha deliberato i finanziamenti, il Comune attiverà al più presto la forma più idonea e conveniente per dare il via ai lavori, siano essi mezzi propri o debito". Replica così l'assessore al Bilancio Giacomo Beretta al consigliere dell'opposizione Pierfrancesco Majorino che oggi ha bollato come 'ambigua' la gestione del bilancio comunale da parte della Giunta. "I risultati del nostro lavoro ci sono e si vedono - ha aggiunto - nonostante i 'gufi' che fino all'ultimo hanno sperato che il Cipe non destinasse a Milano i fondi per le metropolitane e le opere connesse, come invece è avvenuto settimana scorsa". "Quanto alla revisione del Patto di stabilità - prosegue Beretta - l'Amministrazione si è adoperata e continua a farlo, con ogni canale possibile e ad ogni livello istituzionale, di concerto con Anci e il Governo, per ottenere deroghe in vista di Expo 2015". "Anche il clamoroso buco tanto annunciato sui derivati in realtà non si e' concretizzato. Anzi - rende noto l'assessore al Bilancio - in base alle previsioni di andamento dei tassi di interesse, si prevede che per l'esercizio 2010 i flussi netti saranno positivi". "Non trovano riscontro nemmeno i tanto sbandierati, quanto inesistenti, tagli alla spesa sociale, che hanno ottenuto il solo risultato di ingenerare falsi timori nelle famiglie milanesi. Nel 2009 infatti - conclude Beretta - abbiamo aumentato la spesa sociale di oltre tre milioni di euro, nonostante le incredibili difficoltà congiunturali e quelle legate al Patto di stabilità".
"Il Comune di Milano paga a caro prezzo le scelte e le ambiguità del Governo in relazione alle politiche economiche e finanziarie adottate. Come avevamo detto spesso in passato, anche attraverso atti d'aula, solo la revisione dell'applicazione del Patto di Stabilità poteva garantire uno scenario meno fosco per le casse comunali. Scenario che si materializzerà nei primi mesi del 2010 con il ricorso all'esercizio provvisorio. La Giunta Moratti ha però, in questo quadro, le sue responsabilità precise". Lo afferma Pierfrancesco Majorino capogruppo del Pd. "In questi mesi infatti il Bilancio è stato gestito in modo ambiguo, non si è proceduti ad interventi di razionalizzazione degli assessorati o di contenimento delle consulenze come avevamo a lungo proposto, si sono prodotti guasti come quelli relativi a Zincar srl, ci si è esposti pericolosamente attraverso le operazioni in Derivati e, inoltre, si è cancellato il Fondo Anticrisi riguardante le risorse Ici parzialmente giunte dal Governo. Il risultato è che gli errori di Governo e Giunta verranno innanzitutto pagati dai più deboli, da chi - famiglie e piccole imprese - in questi mesi non ha mai trovato il Comune in campo con misure contro l'indebitamento e a loro sostegno"



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