Expo/ Al via gli Stati generali. Berlusconi: "Milano priorità del governo"

Giovedì, 16 luglio 2009 - 19:00:00

EXPO SPA, CDA COMPLETO

Il presidente della Provincia, Guido Podestà, ha nominato Carlo Secchi, ex rettore della Bocconi, come rappresentante della provincia nel cda di expo 2015 spa al posto di Enrico Corali. Secchi è legato a Rocco Buttiglione e in passato è stato parlamentare europeo della Dc. Una nomina che sembra fatta apposta per ricucire i rapporti con l'Udc dopo lo strappo della campagna elettorale. Podestà commenta così la sua scelta: "Secchi, oltre ad essere un esimio Professore ordinario di politica economica europea, ha un tale rilievo e spessore a livello internazionale che saprà dare sicuramente un importante ed ulteriore utile contributo al successo di Expo". Stanca: ''Secchi? Per il momento è stato solo indicato. Il cda che già da tempo avevamo programmato il 21 luglio lo coopterà con grande soddisfazione e piacere. Secchi è una persona di grandissimo valore che conosco da tempo e che darà il suo importante contributo al processo di costruzione dell'Expo''

Expo/ La Moratti: "Secchi? Nomina di grande qualità"

"Secondo le previsioni dall'Expo scaturirà un aumento del fatturato delle imprese lombarde di 44 miliardi di euro. Saranno 29 milioni i visitatori e si creeranno 70mila nuovi posti di lavoro. Come governo siamo impegnati a garantire i fondi necessari alla migliore realizzazione dell'iniziativa. Il Cipe, nella seduta di ieri, ha confermato che gli investimenti nelle infrastrutture per l'Expo sono parte essenziale del programma di governo. Ora tocca a voi, uomini delle istituzioni, dell'Università, del volontariato, della cultura, dell'arte, dello spettacolo e del turismo, di impegnarvi  affinché l'Expo 2015 sia quel successo che tutti auspichiamo e che vogliamo assolutamente realizzare. Attendiamo quindi le vostre indicazioni e i vostri suggerimenti per fare dell'Expo 2015 un avvenimento di rilevanza mondiale e una occasione di sviluppo per Milano, per la Lombardia e per l'Italia".  E' un passaggio del messaggio inviato dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, agli Stati Generali dell'Expo, e letto al Teatro Dal Verme dal sindaco, Letizia Moratti, nel suo intervento di apertura dei lavori.

Sullo schermo dietro al palco le immagini della parata di corso Buenos Aires dopo la vittoria nell'assegnazione di Expo e dal sindaco l'invito "kennediano" a "chiederci cosa possiamo fare noi per l'Expo". Cosi' il sindaco, Letizia Moratti, ha introdotto i lavori degli Stati Generali dell'Expo al teatro Dal Verme. "Voi donne e uomini di Milano che siete qui - ha esordito Moratti - siete gia' parte di Expo". Poi una serie di ringraziamenti agli enti e alle persone coinvolte nella realizzazione di Expo, "i rettori delle universita', il presidente della Triennale Davide Rampello, Sergio Escobar, Michele Perini, Diana Bracco: quando la vittoria sembrava piu' difficile ho chiamato a raccolta un gruppo di amici chiedendo di darmi una mano e tutti hanno risposto all'appello". Moratti, dopo aver spiegato che anche Smirne sara' coinvolta da Milano in Expo, ha sottolineato la "grande responsabilita' che Milano ha" nel proporsi come "laboratorio di esperienze per un nuovo modello di agricoltura urbana, in un mondo in cui piu' della meta, della popolazione vive nelle citta'. Il mio sogno - ha detto - e' di vedere Milano citta' degli orti". Expo, ha concluso, portera' a un grande risultato "se riusciremo ad aggregare quanto di bello c'e' nella nostra citta' e regione". E a concludere, il ricordo di una scritta su un cartello a Dakar, con cui Milano ha avviato progetti di cooperazione: "Cerchiamo di essere noi il cambiamento che vogliamo vedere nel mondo", quindi l'invito: "Chiediamoci allora - ha detto Moratti - che cosa possiamo fare noi per Expo".



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Più di 1500 persone hanno gremito fino all'ultimo posto il Teatro Dal Verme di Milano per l'inizio degli Stati Generali di Expo, aperti dalla  canzone "La libertà" di Giorgio Gaber. "La libertà è partecipazione..." dice la canzone; "Expo ha bisogno di una forte partecipazione popolare", ha esordito il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni che, con il Sindaco di Milano e Commissario Expo Letizia Moratti ha dato il via ai lavori, caratterizzati poi dagli interventi degli archihitetti Stefano Boeri ed Italo Rota, e dalla sessione dedicata alle attese dei giovani, introdotta dal prof. Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione Sussidiarietà. Noi, le istituzioni, dice Formigoni, abbiamo certamente il nostro compito: la società Expo "015 la realizzazione del sito; il Tavolo Lombardia (che Formgioni presiede) la realizzazione delle infrastrutture di collegamento; il Commissario, il compito di stimolo e sorveglianza sull'insieme dell'evento; tutte le istituzioni insieme lo sviluppo delle rete di relazioni internazionali. "Ma Expo deve soprattutto essere costruito dal basso", appunto da una grande partecipazione. Ed essere un Expo "straordinario", diverso dai precedenti. Un'avventura nuova. Sono concetti che il presidente lombardo ripete più volte nel suo intervento.

"Nel mondo di internet - si è chiesto il presidente lombardo - perché un giapponese o un sudafricano dovrebbe scomodarsi per venire a Milano per visitare un'esposizione che potrebbe benissimo vedere dal suo pc?". Ed ecco la risposta: "Verrà se percepirà il senso di una grande avventura in cui essere coinvolto. Verrà se la magià e il fascino che l'Italia ha nel mondo saranno come accompagnati e avvalorati da un invito personalizzato: migliaia, milioni di milanesi e di lombardi che rivolgono al mondo milioni, decine di milioni di inviti a venire a casa loro. E allora, se si attende l'ospite, si rassetta e si abbellisce la casa perché sia accogliente ed ospitale". In pratica Formigoni ha invitato tutti - uomini di cultura, di spettacolo, associazioni, imprenditori, semplici cittadini - a "inventare" per i sei mesi fatidici del 2015 "qualcosa di bello, unico e irripetibile, qualcosa che accadrà solo in quell'ora e in quel posto" per cui valga la pena venire da ogni parte del mondo. Ecco, gli Stati generali sono l'inizio di questa invenzione, di questo brain-storming di massa alla ricerca del nuovo, del bello, del non scontato. Formigoni ha descritto il suo modo di sentire l'avventura di Expo con 7 immagini proiettate al Dal Verme. Una cartografia del XVI secolo del viaggio di Marco Polo a significare la figura del "cercatore", perché come si legge nel finale del "Milione", "per lo mondo non fu mai uomo che mai cercasse tanto nel mondo"; è l'uomo che non si accontenta, per il quale - ha detto Formigoni citando Montale - "tutte le immagini portano scritto: più in là".

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