Expo 2015/ Il Tesoro vuole che si acquistino le aree. Inside
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Ora è tutto in mano a Tremonti. Alla fine, come nella briscola, chi è di mano comanda. E di mano c'è sempre lui, il ministro che gestisce i fondi dello Stato. Secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it, al Tesoro non piace l'idea del comodato d'uso che sarebbe stata avanzata da Provincia di Milano e Comune. Non piace affatto. A dirlo ad Affaritaliani.it, seppur non esplicitamente, è Leonardo Carioni, rappresentante del Tesoro nella società che gestirà l'evento: "Io dico solamente - spiega ad Affari - che nell'ultima assemblea dei soci si era deciso che le aree le avrebbe acquistate la Regione Lombardia. Cosa sia cambiato non lo so". Impossibile fargli dire di più.
Certo è che da fonti romane trapela il malumore del ministro all'Economia. "Ma come? - avrebbe detto ai suoi - Adesso per non far andare avanti Formigoni si stende il tappeto rosso a Cabassi e Tronchetti?". Il gioco dei posizionamenti è infatti abbastanza chiaro. Visto che Letizia Moratti e Guido Podestà hanno problemi di bilancio, non possono contribuire ad acquistare le aree. In questo modo lascerebbero tutto in mano al Governatore. E questo - nell'ottica del complicato gioco politico lombardo - è inaccettabile. A questo punto la soluzione è non pagare le aree. Una posizione sulla quale si era attestato anche Carioni un anno fa. Adesso, però, è cambiato tutto. Il comodato d'uso - questo è il ragionamento che si fa dalle parti di via XX settembre - va anche bene. Il problema è che non si può fare in modo che dopo l'Expo i privati abbiano infrastrutture, servizi e valorizzazione delle cubature. Sarebbe come strapagare, questa la logica di Tremonti, l'affitto delle aree. Molto meglio studiare un sistema di compensazione. Per la serie: la valorizzazione sarà di mezzo miliardo? I proprietari delle aree facciano opere per almeno 400 milioni. L'altra soluzione, più semplice, è di comprare le aree. Il punto è con quali soldi. La soluzione sembra ancora lontana. 



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