Expo/ Filippo Penati ad Affaritaliani.it: “Glisenti fa il furbo. Vuole solo più soldi”
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Salvini ha dichiarato che la Lega potrebbe correre da sola alle Provinciali. Se così fosse per lei si prospetterebbe una situazione vantaggiosa come nel 2004...
"Intanto ringrazio Salvini. A lui mi lega la comune fede milanista in questo momento di sofferenza".
Passando alla politica?
"Sono abituato a fare i conti con le mie forze e a chiedere il voto in base al lavoro fatto e al programma. Piuttosto, vedo delle difficoltà crescenti nel Centrodestra. In Lombardia la Lega ha delle grosse difficoltà con la sua base visto che il governo si sta dimostrando distratto e poco attento ai temi del Nord. Credo che il Carroccio cominci a sentire il bisogno di distinguersi e a prendere le distanze da Berlusconi e dal resto della coalizione. La mazzata di Malpensa è solo l'ultimo episodio di una serie di colpi inferti dal governo al Nord del Paese".
Cosa non le piace del piano del governo?
"Con soli tre voli diretti per gli altri continenti Malpensa non è più un aeroporto intercontinentale. Inoltre è arrivato anche un altro colpo dal governo: soltanto Roma potrà non osservare il patto di stabilità. A Milano invece, con l'Expo alle porte, la deroga viene negata. La misura è colma e la Lega non può permettere che il governo sia disattento nei confronti del Nord"
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Pensa che la minaccia leghista si trasformerà in realtà?
"Credo sia più un atto di pressione sul governo che un'ipotesi reale".
Intanto nel Pd numerosi esponenti vorrebbero mettere in discussione il principio dell'autosufficienza e ritornare all'Unione. Anche lei sta pensando di ripresentarsi con la sinistra radicale a giugno?
"Trovo incomprensibile che si rimpianga l'esperienza tragica dell'Unione. Neppure il congresso di Rifondazione ha portato un chiarimento. Non capisco cosa sia cambiato rispetto a dieci mesi fa quando era chiaro a tutti che quella coalizione non era in grado di produrre nulla di buono. Non vorrei che queste volontà di ritorno fossero piegate dentro la logica della battaglia interna al Pd. Gli elettori non capirebbero perché abbiamo costituito il Pd. Sicuramente Milano non può avere la riproduzione di un modello di alleanze che si è dimostrato fallimentare. Milano ha bisogno di innovazione. Attraverso la lista che appoggerà la mia candidature parleremo a quella parte della società che chiede il cambiamento".



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