Expo/ Albertini (Fi) silura la Moratti e il suo braccio destro: "Glisenti? Non è indispensabile"

Venerdì, 13 febbraio 2009 - 14:35:00

Milano ExpoDay/ Il 14 febbraio parterre d'eccezione per discutere delle Esposizioni Universali. L'evento è stato organizzato dal Pd. Parteciperà anche il direttore di Affaritaliani.it Angelo Maria Perrino

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Se sia arrivato il momento di un passo indietro da parte di Paolo Glisenti per far partire la macchina dell'Expo 2015, l'ex sindaco Gabriele Albertini, questa mattina a palazzo Clerici per un incontro sull'Europa, ha detto: "se il problema, come oramai si sta definendo a vario titolo, è che il rapporto fiduciario tra la persona nominata e il sindaco di Milano non è altrettanto fiduciario con gli altri membri della Soge, deve essere risolto collegialmente con una indicazione diversa: ci sono altre figure e persone. Tutti siamo utili ma nessuno è indispensabile".

Per Albertini, "aver perso un anno per sapere chi deve governare, con quali poteri e con quale remunerazione, è qualcosa che nuoce all'insieme e va rimosso al più presto possibile, per poter iniziare a fare il dignitoso lavoro di portare alla città e alla nazione le grandi opportunità legate all'Expo". "Rispetto la sua posizione - ha concluso - ma se non raccoglie l'adesione della maggioranza e dei numeri del consiglio, evidentemente deve essere ritirata". Per l'ex sindaco di Milano Gabriele Albertini, che questa mattina è intervenuto a un incontro con le scuole superiori sull'Europa a palazzo Clerici, "l'Expo è una iniziativa partita con merito notevolissimo dal sindaco di Milano che ha coagulato intorno a se tutte le istituzioni e la società civile".



"Ma dal punto di vista dei capitali che sono messi a disposizione per il progetto - ha detto - il comune di Milano porta solo il 20 per cento". Per questo, secondo Albertini "aver preteso inizialmente che con questo 20 per cento del capitale si ottenesse il 100 per cento del potere di gestione in capo alla persona, quale essa sia, rappresentante del comune, ß stato un tentativo legittimo ma con scarse possibilità di successo, proprio perchá sproporzionato rispetto al Tesoro che dà oltre il 40 per cento e ha quindi la responsabilità di gestirlo, almeno in proporzione al suo investimento". Nel caso delle scelte riguardo a chi deve provvedere, oltre alla proporzione delle responsabilità connesse con il capitale apportato, "anche qui - ha sottolineato l'ex sindaco - nella scelta dei fiduciari della gestione non si può ignorare il fatto che l'80 per cento del capitale, probabilmente ha in mente persone e ruoli diversi da quelli che immagina il sindaco di Milano". "Un ridimensionamento del progetto ß inevitabile a prescindere dai ritardi".

Così l'ex sindaco Gabriele Albertini, che questa mattina ha partecipato ad un incontro sull'Europa con le scuole a palazzo Clerici, ha risposto a chi chiedeva se un anno perso possa compromettere la realizzazione delle opere previste per Expo 2015. Secondo Albertini un ridimensionamento del progetto è inevitabile "proprio perché mancano le risorse", ha spiegato, aggiungendo che "il dover provvedere a salvare le banche, Alitalia e dare assistenza alle imprese sull'orlo del fallimento, sottrae energie e risorse ad alcuni progetti come Expo". "Mi auguro e voglio sperare - ha concluso - che a questo scenario contratto non si aggiungano anche incapacità di risolvere i conflitti, di fare scelte coerenti e opportune". "La fase della acquisizione della candidatura prima della vittoria - ha spiegato Gabriele Albertini - è stato un momento in cui in tutte le istituzioni, la società civile e l'imprenditoria si è trovata concorde nell'obiettivo di conseguire la vittoria. Poi, come spesso accade, quando è il momento di scegliere e soprattutto realizzare, trovare i capitali e gestire tutto è più complicato e le difficoltà che si incontrano e sono più forti". "Evidentemente - ha aggiunto l'ex primo cittadino - è diverso avere dei voti in una assemblea qualificata, la Bie, che trovare miliardi di euro".

Sui 7 anni che separano dall'evento, il parlamentare europeo ha detto che "non sono molti se si considera che ci sono voluti 30 anni, poi accelerati dalla mia amministrazione per fare 3 depuratori, 7 anni per fare un termovalorizzatore, alcuni decenni per la rete della metropolitana, 40 mesi per la fiera e 36 per la Scala". Questo, ha spiegato, "per dire che 7 anni per le opere pubbliche previste per l'Expo sono veramente un lampo. Ricordiamo che siamo allo stato preliminare dei progetti, allo studio di fattibilità"

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