Europee/ Onorio Rosati (Cgil) ad Affaritaliani.it: “La candidatura di Cofferati? Giusta. Penati sbaglia e rischia di perdere”

Giovedì, 16 aprile 2009 - 10:53:00

RUMORS/ CHI SOSTIENE CHI

C'è chi giura che, alla fine, Scalfarotto potrebbe farcela. Anche se le posizioni sono poche e i candidati tanti e agguerriti. Il giovane emergente del Pd punta tutto su Internet ma non solo. Secondo quanto apprende Affari, molti sono i consensi anche tra i gay, tra gli economisti, tra i creativi. Tanto che anche a livello provinciale è diventato un cavallo dato tra i vincenti. Resta comunque grande il radicamento dei competitor.

Nella sfida delle preferenze Antonio Panzeri sarà quasi sicuramente tra i vincitori. Può contare, infatti, sull'appoggio del gruppo consiliare milanese, su quello dei parlamentari Emanuele Fiano e Marilena Adamo. Patrizia Toia, invece, avrà tra i sostenitori la vecchia guardia capeggiata da Franco Mirabelli e dal segretario provinciale Ezio
Casati. Che, però, precisano chiaramente che con le tre preferenze gli uscenti ne prenderanno due. Un segnale importante che però deve essere inquadrato - avvertono le fonti di Affari - in uno scenario "decisamente più fluido" rispetto alle ultime elezioni per il parlamento di Strasburgo. Non ci sarà infatti nessuna indicazione di voto ai circoli. Una cosa è certa: degli organi dirigenti ancora nessuno si è schierato, nè esplicitamente nè in maniera riservata, con Sergio Cofferati. A parte Rosati ovviamente...

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Onorio Rosati difende a spada tratta la candidatura di Sergio Cofferati alle Europee. Il segretario della Camera del Lavoro di Milano, sceglie Affaritaliani.it per attaccare chi nel Pd, Penati su tutti, si è mobilitato contro la scelta di Franceschini di candidare il sindaco di Bologna uscente capolista a Milano e in Lombardia: "Ho letto - attacca Rosati - dei commenti sulla sua non candidabilità che mi hanno lasciato esterrefatto. In una Regione colpita dalla crisi è fondamentale avere una persona capace di parlare al mondo del lavoro". Penati? "Gli do un consiglio: visto che sta facendo una buona campagna elettorale per intercettare il voto del ceto medio stia attento a non perdere quello del lavoro dipendente: il rischio è che alle Provinciali i lavoratori guardino da altre parti".


Il Pd milanese si è mobilitato contro la candidatura di Sergio Cofferati capolista in Lombardia e a Milano per le Europee. Condivide questa presa di posizione?
"Per nulla. Ho letto dei commenti sulla sua non candidabilità che mi hanno lasciato esterrefatto"

Perché?
"Alle Europee le persone ricevono delle preferenze e come in tutte le elezioni ci sarà la verifica sul campo. Se il Pd al Nord vuole essere più attento al mondo del  lavoro, la candidatura di Cofferati risponde pienamente a questi requisiti".

Penati è andato giù duro dicendo che la candidatura di Cofferati va contro il suo progetto di intercettare il ceto produttivo di Milano e Provincia...
"Do un consiglio a Penati. Visto che sta facendo una buona campagna elettorale per intercettare il voto del ceto medio stia attento a non perdere quello del lavoro dipendente. E' evidente che Penati vince nella misura in cui è in grado di allungare la coperta: se la sposta da un settore a un altro i voti sono sempre gli stessi e rischia di non essere riconfermato alla guida della Provincia. Ma vorrei dargli un altro consiglio..."

Quale?
"In campagna elettorale sta molto insistendo sulla sicurezza e sugli aiuti alle imprese, ma è  necessario pensare molto al lavoro anche in ragione della crisi: il rischio è che  i lavoratori alle Provinciali guardino da altre parti".

Tornando a Cofferati. C'è chi lo accusa di incoerenza  per aver accettato la candidatura al parlamento europeo dopo aver lasciato Bologna per stare più vicino al figlio...
"Guardi, in un paese dove il trasformismo è all'ordine del giorno un appunto del genere lascia il tempo che trova. Nella politica, lo scadimento nel personale, lo potremmo tutti evitare. Cofferati, per storia e per provenienza, ha un forte legame col mondo del lavoro. In una Lombardia colpita dalla crisi è importante avere un candidato capace di parlare a questo mondo. Il resto fa parte delle minuzie della politica. In questi anni ne abbiamo sentite di tutti colori: c'era chi doveva partire per l'Africa ed è rimasto in Italia. Non scadrei a questi livelli. E' un consiglio che do a tutti".

Daniele Riosa

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