"Ecco perché difendiamo Dahò"

Venerdì, 3 febbraio 2012 - 07:37:00

 

LA LETTERA DELL'AMMINISTRATORE UNICO MARIA BERRINI


Gentile Direttore, dallo scorso mese di Ottobre sono stata nominata dal Sindaco Pisapia nel ruolo di Amministratore Unico di AMAT, Agenzia Mobilità Ambiente e Territorio del Comune. In questa veste le segnalo alcune precisazioni, con riferimento ai  testi di due articoli che avete pubblicato ieri.
AMAT non è "un partner di ATM", ma è una società di proprietà 100% del Comune di Milano. L'Agenzia è stata creata per svolgere, oltre a molto altro, il compito di monitoraggio e supporto al controllo del contratto di servizio di ATM, compito che svolge sotto la diretta responsabilità del Comune di Milano, a cui tale ruolo è delegato da Regione Lombardia.  Si tratta di un ruolo strategico per il Comune, distinto da quello di proprietario di ATM, grazie al quale AMAT supporta il Comune nella acquisizione di elementi utili a migliorare qualità ed efficienza del servizio agli utenti, contribuendo quindi ad ottimizzare l'uso di risorse pubbliche dedicate. AMAT e i suoi collaboratori, quindi, non hanno nè ruolo nè interesse "a criticare o a difendere" ATM, ma svolgono una funzione di controllo, definito dalla normativa, secondo modalità e procedure standardizzate. 
Ho inoltre trovato assolutamente ingiustificate le insinuazioni riferite a Giorgio Daho', un collaboratore di AMAT, che quindi, assumo anche come riferibili alla mia posizione di amministratore. Facciamo chiarezza. Giorgio Dahò è un ingegnere trasportista, da 30 anni professionista stimato ed esperto di modelli di simulazione del traffico, che da oltre 6 anni garantisce i suoi servizi ad AMAT, e che in questo ruolo è stato selezionato attraverso una procedura di gara aperta, di comparazione tra diversi curriculum. Il fatto che Dahò, nella sua vita extralavorativa di pendolare della tratta ferroviaria Lecco - Milano, abbia anche partecipato, negli anni recenti, al movimento dei pendolari del servizio ferroviario, prestandosi a questo impegno in virtù delle proprie competenze, non ha a che fare con il suo ruolo in AMAT. Non è compito di AMAT valutare il contratto di servizio delle Ferrovie, ma è compito della Regione. Non ci sono nè conflitti, nè sovrapposizioni. 
A valle di questi chiarimenti, di cui ti prego di dare conto, sono a piena disposizione per presentare le funzioni e le attività di AMAT (il primo consuntivo e i progetti per il futuro), come peraltro ho già avuto modo di fare nel corso di una recente audizione organizzata dalle due Commissioni Consiliari di competenza (Partecipate e Mobilità-Ambiente).
Saluti e buon lavoro.
 
 
Architetto Maria Berrini

Amministratore Unico AMAT srl

Egregio Direttore,
ormai da alcuni anni sono dirigente di AMAT, Agenzia Mobilità e Ambiente del Comune di Milano, e responsabile dell’area che si occupa di sistemi informativi e di modellistica dei trasporti. Leggo con stupore sul suo quotidiano due attacchi violenti, di cui non riesco a darmi una ragione, nei confronti di un collaboratore di AMAT che ho personalmente contribuito a selezionare (attraverso procedure di pubblica evidenza) per la sua, credo indiscutibile, esperienza e competenza professionale.
Giorgio Dahò è un professionista stimato che da quasi trent’anni si occupa di ingegneria dei trasporti e, in particolare, dello sviluppo ed utilizzo di modelli di trasporto. Questa è la sua esperienza; per questa esperienza da alcuni anni è collaboratore di AMAT, nei confronti della quale svolge un’attività di consulenza pressoché a tempo pieno. Il suo compenso professionale (51.000 € nel 2011) non è una “notizia di stampa”, o un “rumor”, ma un dato ricavabile dal sito web di AMAT, sul quale, in totale trasparenza, sono pubblicati tutti gli incarichi professionali conferiti e i relativi importi. E’ troppo? Per l’esperienza e competenza del professionista penso proprio di no; comunque il compenso non è certo riconosciuto per il ruolo di Dahò nell’associazione pendolari ma, ovviamente, per il prezioso lavoro che svolge in AMAT come ingegnere trasportista .
Giorgio Dahò vive a Lecco e, come tanti, fa il pendolare, tutti i giorni, da questa città a Milano. Per una scelta civica personale ha deciso da anni di partecipare attivamente al movimento pendolari, da utente del servizio e, parrebbe per sua sfortuna, ha messo in questo impegno anche la sua competenza professionale. Avrà torto o ragione nelle posizioni che prende ma almeno, per una volta, è uno che sa di cosa sta parlando.
AMAT cosa avrebbe dovuto fare? Non considerare la sua candidatura ad una collaborazione professionale per questo suo impegno civico? Non rinnovargli il contratto perché in questa veste “critica il servizio ferroviario regionale”?
Giorgio Dahò sembra avere anche la colpa di non criticare il servizio di ATM. E in che veste avrebbe dovuto farlo? In quella di rappresentante dei pendolari del servizio ferroviario? Siccome però ha un contratto professionale con AMAT, quest’assenza di critica nei confronti di ATM s’insinua sia sospetta. Ora, se il giornalista si desse la pena d’informarsi potrebbe facilmente scoprire che AMAT non è “un partner di ATM” ma la società che per conto del Comune di Milano svolge, fra gli altri, il delicato compito di monitoraggio e supporto al controllo del contratto di servizio di ATM. Le critiche all’operato di ATM, AMAT le svolge, quando necessario, in questo ruolo e in ragione di questo incarico; grave sarebbe, questo sì, che un suo consulente utilizzasse informazioni avute nel quadro della sua attività professionale per svolgere un’azione di tipo “sindacale”. Questo non è mai avvenuto, proprio per la serietà professionale di Dahò, ma questa sembra essere un’ulteriore colpa attribuitagli.
L’assessore regionale ai trasporti Raffaele Cattaneo, imboccato dall’intervistatore, insinua ”Non voglio mettere in croce Dahò, ma questo fatto (l’incarico professionale di AMAT) butta una nuova luce sul personaggio. Apprezzo Dahò quando fa il sindacalista dei pendolari, non lo apprezzo quando più spesso si assurge a unica voce in grado di portare assoluta e indiscutibile la volontà dei viaggiatori. Questo fatto (sempre l’incarico professionale di AMAT) dimostra che non può assumere questo ruolo.”
Bizzarra tesi: Dahò può fare il “sindacalista”, basta che rinunci a fare il proprio lavoro. O, almeno, che non lavori per una società del Comune di Milano, se osa criticare un servizio della Regione Lombardia!
 
Distinti saluti
Luca Tosi
(Responsabile Sistemi Informativi e di Gestione
Agenzia Mobilità, Ambiente e Territorio S.r.l. )
 

RISPOSTA - Stranezze. La difesa di un collaboratore è sempre cosa giusta, se si ritiene sia persona valida. Quindi nulla di strano nel fatto che sia l'amministratore unico di Amat Maria Berrini, sia il Responsabile Sistemi Informativi Luca Tosi prendano carta e penna e "chiariscano" che l'ingegner Dahò è un bravo professionista, stimato etc. Quello che è strano è che nella lettera di Tosi viene criticato il fatto che un giornalista (io) abbia osato fare una domanda a Cattaneo su un caso peraltro sollevato dalla stampa. E viene pure criticato il fatto che si definisca "partner" di Atm l'Amat. Allora lo dico chiaramente: partner è una parola impropria: diciamo che le due società hanno la stessa proprietà (Palazzo Marino), gli stessi obiettivi (servire i cittadini milanesi), e sono - semplificando - l'una controllora dell'altra. Amat infatti deve valutare la qualità del servizio di Atm. Questo lo scrive l'amministratore unico Berrini. Quindi, Amat e Atm non sono partner. Ma addirittura qualcosa di più. Detto questo, non discuto sul valore di Dahò. Bravissima persona e stimato professionista, è lecito abbia qualunque incarico in qualunque società. Parimenti però, caro dottor Tosi, deve essere lecito che io possa fare domande a un assessore regionale senza che si parli di "imboccamento". Questo - lo si capisce bene - offende sia me che (soprattutto) lui. (Fabio Massa)



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