E per Formigoni anche la lista Penati non può essere ammessa
"La lista Penati presidente non puo' essere ammessa alle elezioni regionali". Lo ha detto il presidente della Regione Roberto Formigoni riferendo in una conferenza stampa riguardo al controllo sulle firme fatto dai suoi collaboratori.
Il Partito Democratico lombardo declina ogni responsabilita' sulla situazione creatasi con l'esclusione della lista 'Per la Lombardia' dalle regionali e rispedisce al mittente le accuse di irregolarita'. "Abbiamo dimostrato alla Corte d'Appello la regolarita' delle firme del mio listino - spiega il candidato del Pd, Filippo Penati - se Formigoni è di diversa opinione rispetto al giudizio della Corte d'Appello, faccia valere quello che ritiene un suo diritto nelle sedi opportune". Penati ricorda che il Pd non ha "nessuna responsabilita' rispetto alla situazione che si e' creata. Voglio ricordare a tutti - aggiunge - che io non ho fatto nessun ricorso, anzi, mi sono difeso dal ricorso dei Radicali".
"Quelle ipotizzate nella deliberazioni impugnate - si legge nelle conclusioni - sono irregolarità all'evidenza non invalidanti ne' della manifestazione di volonta' propria dell'atto, ne' nel valore giuridico della certificazione". Inoltre - si sostiene - "certamente recedono al cospetto dell'interesse pubblico ricollegato alla tutela della volonta' manifestata dal corpo elettorale, secondo i principi di democrazia e partecipazione costituzionalmente garantiti". Il ricorso fa riferimento al "principio della irregolarita' sanabile" e cita la sentenza emessa dal Tar di Palermo l'11 settembre del 1997 in cui si sostiene che "nel procedimento elettorale e' applicabile il principio della strumentalita' delle forme" (in base al quale il raggiungimento dello scopo ... rappresenta il criterio di discrimine fra mera invalidita' e mera irregolarita' ... Per cui l'inosservanza della formalita' si configura come elemento inficiante solo allorche' da tale inosservanza si puo' ragionevolmente ricavare la non affidabilita' delle operazioni elettorali con posssibile
riflesso sull'esito delle elezioni). "La mancata ammissione della lista 'Per la Lombardia' - si legge determina l'impossibilita' di espressione del voto per quella parte dell'elettorato lombardo, storicamente maggioritaria, che si riconosce e sostiene i partiti che appoggiano la candidatura di Roberto Formigoni". "Siamo dunque di fronte a un danno idoneo a pregiudicare la dinamica democratica e a travolgere la libera espressione del voto, primo fondamento dello Stato di diritto", sostengono gli avvocati, secondo i quali "ove non intervenisse il richiesto provvedimento di spospensione dovrebbero essere interrotte da tutti i partiti che sostengono Formigoni e da tutti i candidati le attivita' elettorali".



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