E le maestre di via Pini ospitano i bambini rom
Ieri mattina è stato sgomberato il campo rom di Segrate dove, secondo il Naga (associazione di medicina di strada) vivevano oltre 130 persone, coinvolte in numerosi sgomberi precedenti (via Rubattino, cavalcavia Bacula, Bovisasca, di nuovo via Rubattino). "Anche in questo caso, erano in atto processi positivi d’integrazione e i bambini residenti nel campo frequentavano le scuole locali. Le maestre erano in prima fila per dare sostegno alle persone sgomberate e per cercare di portare i bambini a scuola", dicono dal Naga. 
“Abbiamo fatto molta fatica a entrare - dice una di loro, Flaviana Robbiati, dell'istituto scolastico di via Pini -: poi col contagocce qualcuno è entrato e, come maestra, anch'io. È stato uno sgombero tranquillo, i Carabinieri sono stati gentili. I giornalisti però, sono rimasti fuori”. La buona notizia è che la decina di bambini che frequentano la scuola dormiranno a casa delle loro maestre o di genitori di compagni di scuola che si sono resi disponibili ad accoglierli. “È stato difficile convincere qualcuno a venire a scuola: avevano paura, all'uscita, di non trovare più la mamma”. Qualche mamma con bambino ha accettato l'ospitalità in comunità alloggio, altre famiglie però non hanno voluto dividersi: “E stanotte qualche mamma con bambino molto piccolo potrebbe dormire in strada”. Le stesse maestre che hanno inviato una lettera aperta ai loro bambini, anche attraverso Redattore sociale per manifestare la loro vicinanza.
Milano, lettera delle maestre prima dello sgombero: "La vostra voce siamo noi"
Le maestre della scuola elementare di via Pini a Milano scrivono ai loro alunni rom, che sono stati di nuovo sgomberati. "Vi insegneremo mille parole, centomila parole perché nessuno possa più cercare di annientare chi come voi non ha voce". Oggi questi bambini vivono in una baraccopoli sorta a Segrate, ma Il 19 novembre 2009 erano stati mandati via dall'ex edificio Enel di via Rubattino, nel quartiere della scuola di via Pini. Segrate è l'ultima tappa dei continui sgomberi che hanno subìto da allora. Anche domani, probabilmente, vedranno la loro baracca rasa al suolo dalle ruspe. Nonostante tutto, i bambini hanno continuato ad andare a scuola. Spesso sono le maestre ad andarli a prendere nelle loro baracche, costruite di volta in volta in zone diverse di Milano. Questa la lettera che le maestre di via Pini hanno inviato a Redattore Sociale.
"Ciao Marius, ciao Cristina, Ana, ciao a voi tutti bambini del campo di Segrate -scrivono le maestre-. Voi non leggerete il nostro saluto sul giornale, perché i vostri genitori non sanno leggere e il giornale non lo comperano. È proprio per questo che vi hanno iscritti a scuola e che hanno continuato a mandarvi nonostante la loro vita sia difficilissima, perché sognano di vedervi integrati in questa società, perché sognano un futuro in cui voi siate rispettati e possiate veder riconosciute le vostre capacità e la vostra dignità. Vi fanno studiare perché sognano che almeno voi possiate avere un lavoro, una casa e la fiducia degli altri".
"Sappiamo quanto siano stati difficili per voi questi mesi: il freddo, tantissimo, gli sgomberi continui che vi hanno costretti ogni volta a perdere tutto e a dormire all’aperto in attesa che i vostri papà ricostruissero una baracchina, sapendo che le ruspe di lì a poco l’avrebbero di nuovo distrutta insieme a tutto ciò che avete. Le vostre cartelle le abbiamo volute tenere a scuola perché sappiate che vi aspettiamo sempre, e anche perché non volevamo che le ruspe che tra pochi giorni raderanno al suolo le vostre casette facessero scempio del vostro lavoro, pieno di entusiasmo e di fatica. Saremo a scuola ad aspettarvi, verremo a prendervi se non potrete venire, non vi lasceremo soli, né voi né i vostri genitori che abbiamo imparato a stimare e ad apprezzare".
"Grazie per essere nostri scolari, per averci insegnato quanta tenacia possa esserci nel voler studiare, grazie ai vostri genitori che vi hanno sempre messi al primo posto e che si sono fidati di noi. I vostri compagni ci chiederanno di voi, molti sapranno già perché ad accompagnarvi non sarà stata la vostra mamma ma la maestra. Che spiegazioni potremo dare loro? E quali potremo dare a voi, che condividete con le vostre classi le regole, l’affetto, la giustizia, la solidarietà: come vi spiegheremo gli sgomberi? Non sappiamo cosa vi spiegheremo, ma di sicuro continueremo ad insegnarvi tante, tante cose, più cose che possiamo, perché domani voi siate in grado di difendervi dall’ingiustizia, perché i vostri figli siano trattati come bambini, non come bambini rom, colpevoli prima ancora di essere nati".
"Vi insegneremo mille parole, centomila parole perché nessuno possa più cercare di annientare chi come voi non ha voce. Ora la vostra voce siamo noi, insieme a tantissimi altri maestri, professori, genitori dei vostri compagni, insieme ai volontari che sono con voi da anni e a tanti amici e abitanti della nostra zona. A presto bambini, a scuola. Le vostre maestre: Irene Gasparini, Flaviana Robbiati, Stefania Faggi, Ornella Salina, Maria Sciorio, Monica Faccioli".



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