Ha travolto e ucciso Roberta Caracci, una ragazza di 24 anni che si era appena laureata, mettendosi al volante senza patente, dopo aver fumato uno spinello e aver assunto un sonnifero. Per questo merita 14 anni di reclusione per omicidio volontario. Lo hanno stabilito i giudici della prima corte d'assise d'appello, ribaltando a sorpresa, e contro il parere del sostituto procuratore generale, la sentenza con cui in primo grado l'11 dicembre 2009 l'operaio Alessandro Mega era stato condannato a 4 anni e 8 mesi di carcere per omicidio colposo con l'aggravante della colpa cosciente e della previsione dell'evento. I giudici d'appello, pur applicando lo sconto di un terzo della pena previsto dal rito abbreviato scelto dall'imputato, hanno inflitto una condanna ben più alta persino di quella chiesta due anni fa il pubblico ministero Ester Nocera. La titolare dell'inchiesta, infatti, aveva invocato una pena di 9 anni e 4 mesi per omicidio volontario con dolo eventuale, ma si era vista derubricare il reato contestato.
Il frontale risale alla notte tra il 31 ottobre e il primo novembre 2008 ed è avvenuto a Bollate. Roberta Caracci è stata investita intorno alle 23.30 in via Galileo Ferraris, mentre rincasava sulla sua Cinquecento dopo una serata in pizzeria. Si era laureata da poco e lavorava come commessa al Decathlon di Baranzate. Alessandro Mega, 31 anni, ha poi raccontato che quella sera era uscito precipitosamente di casa, salendo sulla sua Fiat Marengo anche se la patente gli era stata ritirata, per andare in ospedale a Garbagnate per organizzare il funerale della mamma di un amico. Secondo quanto ricostruito da una perizia, si è schiantato contro l'auto della ragazza a una velocità tra i 70 e gli 83 chilometri orari in una strada con il limite dei 50. Nonostante piovesse, nonostante fosse buio e nonostante il divieto di sorpasso, Mega ha invaso la corsia opposta, travolgendo la Cinquecento che sopraggiungeva in senso opposto. Le perizie hanno poi dimostrato che prima di uscire, intorno alle 17.30, aveva fumato uno spinello e che alle 20.30 aveva ingerito un potente calmante, lo Xanax, il cui "bugiardino" avvisa chiaramente che si tratta di un medicinale che agisce sulla psiche, che ritarda sensibilmente i tempi di reazione e che non dovrebbe essere assunto prima di mettersi alla guida. Di qui l'imputazione formulata dal pm a carico di Mega di omicidio volontario con dolo eventuale, ovvero dell'essersi messo al volante in quelle condizioni, accettando il rischio concreto di causare un evento mortale. Tuttavia in primo grado il gup Giuseppe Vanore aveva derubricato il reato, condannando l'operaio per omicidio colposo, seppur con l'aggravante della colpa cosciente, ovvero dell'aver previsto la possibilità di cagionare un evento letale, ma di averla erroneamente esclusa confidando nella propria abilità di guidatore. "Non si può ritenere che il Mega fosse in condizioni di non poter assolutamente porsi alla guida", ha poi scritto il gup nelle motivazioni, e comunque, se si era messo al volante sotto l'effetto di un sonnifero e di uno spinello, "aveva evidentemente ritenuto di riuscire a rimanere sveglio o comunque vigile".