Droga all'Hollywood: "Ora è impossibile sniffare"
Non ci sono piu' le condizioni per sniffare cocaina al riparo da sguardi indiscreti all'Hollywood e al The Club. Lo scrivono i due pm di Milano Frank Di Maio e Alfredo Robledo nel decreto di dissequestro dei due locali ai quali erano stati messi i sigilli il 19 luglio, nell'ambito dell'inchiesta che ipotizza a carico dei gestori delle discoteche l'accusa di agevolazione al consumo di droga. I pm sottolineano "la mutazione dei luoghi rispetto all'assetto originario che aveva giustificato il sequestro dei locali, essendo stati fatti lavori di abbattimento e trasformazione dei locali adibiti a prive' e connesso bagno, luoghi a suo tempo deputati alla consumazione reiterata del reato in contestazione".
LE SNIFFATE NEI BAGNI DELL'HOLLYWOOD
Questi interventi, aggiungono i pm, testimoniano "l'intento di una fattiva collaborazione e resipiscenza da parte degli indagati eliminando di fatto zone d'ombra a tutela di una privacy che di fatto nel tempo aveva concesso la possibilita' ai clienti di consumare, in luogo protetto, stupefacenti". Inoltre, i pm apprezzano la scelta degli indagati titolari della Vimar srl e della B-B and Company (che gestiscono rispettivamente Hollywood e The Club) di affidare a una societa' esterna il servizio di vigilanza e sicurezza all'interno delle discoteche. Questa sera l'Hollywood riaprira' i battenti con un 'opening party'. Cinque persone erano finite nel luglio scorso agli arresti domiciliari: Alberto Baldaccini, socio della Vimar, Davide Guglielmini, gestore della nota discoteca di Corso Como, Andrea Gallesi, responsabile del prive', il membro della commissione comunale di vigilanza sui locali ed ex Presidente del Sindacato dei locali da ballo, Rodolfo "Rudy" Citterio e Aldo Centonze, dipendente dell'Ufficio del Demanio del comune di Milano.



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