Donna nel lago, uccisa perché voleva separarsi
Beatrice Sulmoni sarebbe stata uccisa perche' voleva separarsi e continuava a ripeterlo al marito. Sarebbe questo il movente che avrebbe spinto Marco Siciliano ad ammazzare la 36enne di Obino di Castel San Pietro, piccolo paese di circa 600 abitanti in Ticino, il cui cadavere e' stato recuperato venerdi' scorso dal lago di Como nei pressi del Municipio di Laglio, a poca distanza dalla villa di George Clooney. Secondo quanto si apprende, il rapporto di coppia era ormai da tempo compromesso nonostante di mezzo ci fosse anche un figlio ancora in eta' scolare. Lui, quattro anni piu' giovane e titolare con un socio di un centro di fisioterapia a Chiasso, è ora rinchiuso nel carcere 'La Stampa' di Lugano. Le indagini coordinate dal procuratore pubblico Rosa Item che ieri sera ha disposto il fermo dell'uomo, stanno ancora cercando di capire come il cadavere sia arrivato nel lago. Pare si tenda a escludere che possa essere stato gettato nei pressi di Ponte San Pietro, altro paesino che confina con la frazione Obino, nel Breggia le cui correnti avrebbero poi trascinato il corpo nelle acque del Lario, mentre sembrano propendere piu' per l'ipotesi che sia stato portato con un veicolo e poi gettato direttamente nel lago. Proprio per questo e' stata posta sottosequestro anche l'auto del marito. Sul movente passionale pare non vi siano piu' dubbi. Oggi Marco Siciliano e' stato lungamente interrogato dal magistrato per ricostruire nei dettagli il delitto che dovrebbe essere avvenuto nella villetta a due piani dove viveva con la moglie. Ipoteticamente il delitto è avvenuto il 25 marzo scorso, il giorno prima che l'uomo andasse a denunciarne la scomparsa. Una furiosa lite nel corso della quale l'avrebbe selvaggiamente picchiata fracassandole il cranio con un pesante oggetto, per poi sgozzarla. Dopo aver cancellato le tracce in casa del delitto e aver caricato il cadavere in auto avrebbe atteso la notte per poi farlo sparire. Il giorno dopo la messinscena con la denuncia e i tentativi di depistare le indagini sulla scomparsa facendola credere 'volontaria' attraverso alcuni sms inviati con il telefonino di lei ai familiari: "Non cercatemi piu'", "non avvisate la Polizia", "lasciatemi tranquilla" e altri di questo tenore inviati nei giorni successivi. Proprio questi sms sono per la Procura di Lugano la 'pistola fumante' del delitto, la 'prova regina'. Al momento del fermo l'uomo aveva con se' il telefonino della moglie sul quale sono stati trovati i vari messaggini. Non e' esclusa neppure, al momento, l'ipotesi della premeditazione. Intanto si attende l'arrivo a Lugano del cadavere per l'autopsia. 
Un invito a "rispettare il nostro dolore" arriva dai famigliari di Beatrice Sulmuni, la 32enne di Castel San Pietro (Ticino) brutalmente uccisa e trovata poi cadavere nel lago di Como venerdi' scorso. In una nota fatta avere alla stampa, gli stretti familiari di Beatrice scrivono che "la tragedia che ha colpito la nostra famiglia ci ha profondamente addolorati e scossi. In questo momento e' ancora prematuro poter esprimere il nostro dolore nonche' commentare quanto purtroppo accaduto. Vi chiediamo quindi di rispettare il nostro lutto, la nostra discrezione e la nostra intimita'". Anche a Castel San Pietro c'e' poca voglia di commentare ma tutti sembrano concordi nel definire quella di Marco e Beatrice "una famigliola tranquilla".



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