Doccia fredda su Malpensa, Lufthansa non aumenta i voli
Ira di Berlusconi contro la Moratti. Così lady Letizia si è giocata il futuro Expo Milano/ Castelli: "Basta negatività, i soldi ci saranno"
Niente da fare. Chi sperava che l'accordo Alitalia-Air France facesse atterrare Lufthansa a Malpensa è destinato a rimanere deluso. Per il momento la compagnia tedesca non ha alcuna intenzione di aumentare i voli dallo scalo varesino, nonostante la promessa della liberalizzazione degli slot. Lo conferma ad Affaritaliani.it un portavoce di Lufthansa Italia.
"A febbraio partiamo con le sei rotte, tra le quali Londra e Madrid, come annunciato. Ma non abbiamo in programma alcun incremento dei voli dall'aeroporto di Malpensa. In futuro, un giorno, forse e se le condizioni economiche saranno positive, potremmo valutare l'ipotesi di utilizzare altri slot. Per il momento, però, non abbiamo progetti in tal senso".
CASTELLI - "Bisogna risollevarsi senza far morire Linate. Cai vuole la morte di Linate. Ma questa e' una idea di Cai, lo dicono loro che sono una compagnia privata e non il governo, la Regione Lombardia o il Comune di Milano". Lo ha detto il sottosegretario alle Infrastrutture, Roberto Castelli, questa mattina al Pirellone per incontrare alcuni esponenti leghisti, parlando dello scalo varesino e dei possibili sviluppi. "Avremmo preferito che arrivasse Lufthansa", ha spiegato Castelli, spiegando che "Lufthansa non e' arrivata perche' sono trattative tra privati e il governo non puo' intervenire sulle scelte. Per salvare Malpensa occorreva garantire che ci fosse un obbligo di trattare nuovamente gli accordi bilaterali con i vari stati. Noi abbiamo una lista lunghissima di linee aeree che vogliono volare su Malpensa".
Per il sottosegretario "questa e' la via e la Lega ha fatto approvare un emendamento che e' fondamentale, perche' obbliga il governo a rinegoziare tutti gli accordi bilaterali la dove c'e' la necessita' di farlo per aprire a Malpensa", aggiungendo che "Cai seguira' il suo destino. Hanno scelto Air France, una scelta più romana che del Nord, ma normale in questo Paese. Ne prendiamo atto ma la Lega ha posto le basi affinche' Malpensa possa risollevarsi. La politica fara' il suo corso e loro faranno il loro corso da compagnia privata". Se sia giusta la moratoria dell'antitrust sulla tratta Milano-Roma, Castelli ha spiegato che "dobbiamo ricordare quale era lo stato dell'arte". "Alitalia - ha detto - era fallita e noi dovevamo porre le basi affinche' ci fosse la possibilita' da parte di qualcuno di subentrare immediatamente. Altrimenti saremmo qui a ragionare senza nessun volo".
Quindi, "tra le condizioni poste agli investitori per intervenire c'era questo, una condizione di favore. Io l'ho votata e non ne sono affatto pentito". "Dobbiamo poi tener conto - ha concluso - che questi dirigenti hanno a che fare con una base riottosa che la prima cosa che fanno scioperano".



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