Il design è donna, cresce il numero di imprese in Lombardia
Sabato, 9 luglio 2011 - 18:33:00
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E' tendenzialmente giovane: ha tra i 30 e i 50 anni, è uomo in due casi su tre e italiano. Più alta che negli altri settori la presenza femminile: 33% nel design rispetto al 20% circa nella media delle imprese. A Milano e in Lombardia la quota dei designer che hanno più di 50 anni è più alta di quella nazionale (15% contro 10%), Milano da sempre capitale del design accoglie infatti le varie generazioni di creativi. Nel dettaglio, sono 26.055 i dottori in architettura, ingegneria edile e design laureati nel 2009, il 62,1% dei quali ha trovato impiego tra 2009 e 2010. Per un designer su cinque il settore di destinazione è stato il comparto manifatturiero (20,1%) mentre uno su dieci si è inserito nel commercio al dettaglio (10,2%) e l'8,2% è entrato in uno studio professionale. Più bassa (7,6%) la quota di coloro che hanno avviato una carriera in ambito accademico. La tipologia di contratto più diffusa è il contratto a tempo determinato (27,3%, oltre un rapporto lavorativo su quattro), seguito dal contratto a progetto (19,2%) e dal contratto a tempo indeterminato (17,6%), secondo il rapporto sui laureati in Lombardia promosso da Camera di commercio di Milano e Unioncamere Lombardia e realizzato da Formaper, Azienda Speciale della Camera di Commercio di Milano, in collaborazione con la Provincia di Milano a giugno 2011.
"La competitività delle imprese che operano nel settore del design - ha dichiarato Pier Andrea Chevallard, segretario della Camera di commercio di Milano - si gioca sul campo della creatività che, abbinata alla capacità di produrre, rappresenta un valore aggiunto strategico per il sistema imprenditoriale milanese. L'originalità passa attraverso i giovani, i creativi, i talenti che con la loro capacità innovativa apportano un contributo decisivo a questo settore". "Il design è la massima espressione del Made in Italy - ha osservato Carlo Edoardo Valli, Presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza - e del Made in Brianza, autentico connubio fra saper fare e saper pensare, e si fa interprete di quel patrimonio coltivato dalle imprese dell'artigianato diffuso, che grazie alla qualità dei prodotti si sono aperte al mondo, dando vita ai grandi marchi del mobile."



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