Derivati/ Le procure seguono l'esempio di Milano: sulle banche potrebbe cadere una bomba da 35 miliardi
Non solo Milano. Il caso derivati si diffonde a macchia d'olio in tutta la penisola. Come anticipa il settimanale Economy, altri magistrati oltre a quelli del capoluogo lombardo, da Firenze a Torino, sono pronti a emulare i colleghi milanesi che hanno effettuato un sequestro di 500 milioni di euro a quattro banche (Jp Morgan, Deutsche Bank, Ubs, e Depfa Bank) e a due consulenti di Palazzo Marino. Se le inchieste andranno avanti, sugli istituti di credito potrebbe cadere una bomba da 35 miliardi. Questa è la cifra complessiva, secondo il ministero dell'Economia, dei contratti in derivati sottoscritti dagli enti locali, regioni comprese. Operazioni che, secondo le rilevazioni di Banca Italia, hanno generato perdite per un miliardo di euro. Ma oltre alle grandi città ci sono 737 comuni invischiati nella trappola dei derivati. I comuni più esposti sarebbero, oltre a Milano, Torino, Genova, Reggio Emilia, Firenze, Roma l'Aquila, Taranto e Reggio Calabria.
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Ma uno spiraglio è stato aperto proprio dal sostituto procuratore di Milano Alfredo Robledo che ha l'obiettivo di dimostrare il reato di truffa al Comune da parte delle banche e dei manager che con i contatti derivati, avrebbero generato perdite potenziali per l'ente locale nell'ordine dei 350 milioni di euro per loro tradotte in un guadagno di circa 100 milioni. Vedremo se le nuove inchieste apriranno il vado si Pandora delle richieste di risarcimento danni in sede civile



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