Bauscia e casciavit, un occhio fazioso sul derby
I nerazzurri battono il Milan e riaprono il campionato. Decisivo il gol di Milito. Pato, trattenuto in rossonero da Berlusconi, delude e viene fischiato dai tifosi. La stracittadina milanese vista, in modo rigorosamente fazioso, da un bauscia interista e da un casciavit milanista
Dicesi bauscia: sbruffone, borghese, milanese, interista
Dicesi casciavit (cacciavite): appartenente al ceto popolare, milanese, milanista
VISTO DALL'INTER
di Lorenzo Lamperti
E poi dicono che Dio non esiste. Non sono d’accordo. O, perlomeno, ieri sera esisteva. Verso le 22 ha di sicuro dato un’occhiata di sotto, verso lo stadio Giuseppe Meazza in Milano. E ha visto il gol di Diego Alberto Milito, ranocchio (non Ranocchia) tornato finalmente Principe. Con pronuncia all’argentina, grazie. Lo sguardo divino ha annichilito il Milan, tornato a essere un “povero Diavolo”.
Altro che demoni scatenati, i giocatori rossoneri sembravano dei vecchi diavolacci che non avrebbero fatto paura nemmeno a dei bambini come Coutinho e Faraoni. Nonostante questo, il saggio Ranieri ha preferito non rischiare e ha mandato in campo degli angeli di lungo corso. Lucio, Samuel, Zanetti e Cambiasso ai diavolacci gli hanno pestato la coda. O il codino, come nel caso di Ibrahimovic, ex angelo caduto dal cielo nel più profondo dei gironi infernali. Era lui il demonio più temuto, ma nel derby era mansueto come un Pato qualunque. “Che Barbara scelta quella di non mandarlo al Paris Saint Germain”, ha detto e scritto qualche tifoso milanista dopo aver assistito alla tremebonda prestazione del Papero. Stavolta niente bacini alla fidanzatina assiepata in tribuna d’onore per il brasiliano mignon, che si è dovuto accontentare degli approcci rudi e un po’ spicci del comunque affascinante Samuel. Vuoi mettere gli occhi di ghiaccio di "The Wall" con quelli spaventati di Abbiati mentre si è visto passare il diagonale di Milito sotto le gambe? Chissà che cos’avrà fatto in quel momento Galliani, che ha appena rinnovato il contratto a mister Allegri… magari gli è venuta voglia di dire a Silvio di cederlo in comproprietà al Pomeriggio Cinque della sua presunta fiamma Barbara D’Urso. Però la dirigenza rossonera si può consolare con le eccellenti prestazioni offerte dai due terzini. Il didascalico Zambrotta si piegava davanti alle incursioni di Maicon e Zanetti come un ballerino di liscio. Abate non ha voluto esser da meno con i lisci, mancando il pallone poi depositato in rete dal Principe. Il milanista più brillante è stato Van Bommel, tanto per dire. Uno che l’ultima volta che era stato definito brillante è quando sua moglie gli ha spruzzato per errore sul viso un detergente per pavimenti.
L’unica speranza rossonera era l’arbitro. E infatti dopo tre minuti il signor Orsato, con la collaborazione del guardalinee Copelli, ha annullato un gol regolarissimo di Thiago Motta. L’accaduto non fa altro che confermare le voci che circolavano lo scorso ottobre, quando era dato come certo il passaggio di Orsato e Copelli nel Gruppo Misto. Non è servita a niente nemmeno la discesa in campo del nipote di Mubarak, El Sharaawy. Ma nemmeno il fratello di Ruby ha saputo far male la retroguardia nerazzurra. “Quanto vorrei credere che Dio esistesse. Se almeno mi desse un segno, che so un colpo di tosse”, diceva Woody Allen. Agli interisti come segnale va benissimo un diagonale di Milito. Il Diavolo è esorcizzato.

VISTO DAL MILAN
Di Giordano Brega
Una sconfitta annunciata. Non tanto perchè nel derby spesso e volentieri vale l'assioma 'vince chi è sfavorito' (e l'Inter era molto sfavorita, anche secondo le quote che avevano dato i bookmakers alla vigilia).
Il problema vero è che il Milan è arrivato a questo derby carico di problemi e distrazioni.
Inutile tornare sulla vicenda Pato-Tevez che certamente ha creato qualche turbolenza in seno al Diavolo. Più concretamente la squadra ha confermato il passo lento e prevedibile esibito a Bergamo contro l'Atalanta sette giorni prima. Con quel ritmo si può arrangiare la (faticosa) vittoria contro una provinciale (seppur guerriera come quella orobica), ma non puoi sperare di mettere nel sacco gente come Lucio, Samuel, Cambiasso che si tira a lucido per la serata di gala e non ti regalerà certamente nulla.
Questo Milan poi è ridotto ai minimi termini a centrocampo: da tutto l'autunno si tira avanti con le assenze di Gattuso e Flamini, adesso si è aggiunta pure quella di Aquilani. Senza contare dell'influenza che ha limitato l'apporto di Seedorf (uno che nel derby può sempre dire la sua se sta bene). Difficile trovare il passo giusto se in mezzo al campo la squadra cammina.
Non solo. Siamo sicuri che lo spostamento di Boateng come mezz'ala destra sia davvero un affare? A parte il fatto che il Principe incide molto di più quando sta tra le linee nella sua posizione di trequartista 2.0, va pure aggiunto che la sua resa è comunque superiore nel 'centro-sinistra'.
Rigettate invece tutte le accuse che vengono mosse alla prestazione di Ibra. Mettetevi nei panni di Zlatan: assistito poco e male dai centrocampisti, con un Emanuelsson volenteroso ma confusionario come mezzapunta e l'enigma Pato al fianco. Complicatuccio anzichéno vincere le partite da solo in queste condizioni.


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