Depressioni e tentato suicidio, condannato l'ospedale di Treviglio per mobbing
Tre dipendenti dell'ospedale sono cadute in depressione e una di loro ha tentato di suicidarsi, e tutto per colpa degli "atteggiamenti vessatori" di una dirigente. Per questi fatti l'ospedale di Treviglio e' stato condannato e dovra' pagare un risarcimento. La vicenda più grave, scoperta dal sito Bergamonews.it, è quella di una caposala di Radiologia, che lavora nell'ospedale da oltre vent'anni. E subalterna della responsabile dell'ufficio infermieristico ospedaliero. E' stata proprio lei, secondo la condanna ad operare per anni "una continua delegittimazione" della caposala, che veniva "svalutata e svilita agli occhi dello stesso personale che doveva gestire, senza ragione e ingiustificatamente" durante "un periodo abnorme", cioe' dal 1996 almeno fino a fine 2003.
La dirigente cancellava ogni iniziativa della caposala, bocciava cio' che lei aveva approvato, dava il via libera a progetti che aveva cancellato eccetera, anche mentendo alla stessa direzione dell'ospedale. Fino a quando la caposala, in preda a una crisi depressiva, l'8 dicembre 2003 tento' il suicidio prendendo pillole di benzodiazepine e schiantandosi con l'auto. Il giudice le ha riconosciuto un risarcimento di 20.829 euro per danno alla salute, 10.206 a titolo di personalizzazione del danno, 48.750 euro per invalidita' temporanea, piu' 41.000 euro di interessi legali.
Ma nelle ultime settimane ci sono state anche altre due sentenze identiche, con l'ospedale di Treviglio condannato per la condotta tenuta nei confronti di altre due dipendenti da parte della stessa dirigente. Che comunque e' ancora al suo posto. E che dovra' rispondere di un'altra vicenda di tutt'altro tipo. Mentre nell'Azienda ospedaliera di Treviglio e' in vigore il blocco degli straordinari (oltre le 250 ore) per tutto il personale non medico, si e' scoperto che a un tecnico di laboratorio nei primi 10 mesi del 2010 sono state pagate ben 780 ore di straordinari, 324 delle quali sarebbero state effettuate solo nei giorni festivi. Lo stesso tecnico e un collega avrebbero anche ricevuto nello stesso periodo 100.000 euro per "pronta disponibilita'", cioe' per interventi immediati e d'emergenza in laboratorio. Situazione che si sta ora cercando di chiarire.


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